J Racks London Interview

J-Racks, un rapper emergente di Londra che lotta per farsi un nome.

 J-Racks è un rapper emergente di Londra che sgomita per farsi spazio nella prolifica scena drill inglese. In questa intervista per ThrowUp Magazine, si racconta parlando delle sue origini e degli artisti del panorama londinese che lo hanno influenzato maggiormente. Un artista emergente affamato con un suono già ben definito, pronto a far parlare di sé, sia a livello nazionale che internazionale

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Ciao J-Racks, parlaci della zona di Londra da cui vieni e in particolar modo se e come il suo tessuto sociale ha inciso sul tuo processo creativo.

J-Racks: Vengo dalla zona Sud Est di Londra. Come forse sapete, Londra è molto varia, il che significa che si impara naturalmente a conoscere culture diverse. Crescendo a Londra, ci sono cose che dovresti e non dovresti fare. Penso che molte persone, me compreso, si immischino in entrambe le situazioni, ma alla fine si impara da queste esperienze, che sono poi le storie che contribuiscono a plasmare la mia musica. Londra è unica con uno stile unico e penso che una volta che premi play su una delle mie tracce,capisci subito l’origine del mio suono.

A che età hai iniziato a fare musica e come hai scoperto il rap? E com’è nato il tuo singolo “Free Flow”?

J-Racks: Ho iniziato a scrivere probabilmente intorno ai 14 anni. In quegli anni non avevo nemmeno una strumentale, usavo solo carta e penna, che è probabilmente il motivo per cui molta della mia musica aveva testi che potevano essere scomposti o farci una specie di gioco di parole.

La prima musica con cui sono andato totalmente in fissa è stato il rap inglese. Mi piaceva il fatto che si stava sviluppando dal posto da cui provengo e anche per questo motivo sono tuttora un grande fan. Questo è anche il modo in cui è nato Free Flow: ho voluto fare una traccia rendendo omaggio alla scena drill inglese attuale, dato che ci sono un sacco di artisti che spaccano. Se le tracce di 20 minuti fossero una cosa normale avrei “imitato” ogni artista drill, tuttavia potevo sceglierne solo alcuni per fare una traccia di 3 minuti.

C’è qualcosa in cantiere per il tuo primo album ufficiale? Ci puoi anticipare qualcosa sia sulla natura del progetto che sull’uscita?

J-Racks: Al momento non sto lavorando ad un album, ma quando arriverà il momento sarò più che pronto. Attualmente sto lavorando a dei nuovi singoli che usciranno tutti quest’anno. A seconda di come mi sento, potrei rilasciare un EP, ma in ogni caso nuova musica suonerà sempre nelle vostre casse per il resto dell’anno.


Quali sono i tuoi ascolti principali da cui prendi ispirazione? A livello di rap, quanto e se ti ha influenzato il classico stile grime UK?

J-Racks: Di solito non mi fisso con un solo artista. Ascolto principalmente musica inglese. Sono una vera “UK head”, quindi ogni artista che pubblica una canzone che spacca, va direttamente nella mia playlist e diventa il mio ascolto principale durante la settimana. 

Il grime ha sicuramente avuto una certa influenza, semplicemente perché la scena rap nel Regno Unito, ne è stata ispirata. Senza di essa, non credo che avremmo la stessa scena rap che abbiamo oggi.

Oggi la scena drill – rap inglese ha conquistato incredibilmente, anche, il mercato Hip Hop statunitense, i cui muri fino a qualche tempo sembravano invalicabili: dall’interno come vivete questo rapporto con la scena U.S.A ? Qual’è invece il vostro rapporto con una scena ugualmente forte, ma molto più “autoctona”, come quella Francese?

J-Racks: Qualsiasi posto in Europa è più vicino a Londra sulla mappa, quindi ogni volta che esce qualcosa di musicalmente legato alla nostra scena, attiriamo immediatamente interesse. Direi che siamo più vicini alle influenze statunitensi, soprattutto per via della lingua e la base grezza dell’hip hop che si è sviluppata dalle loro parti.

Qual’è il tuo processo di registrazione in studio? Il lockdown e la recente pandemia hanno influito in qualche modo sulla tua ispirazione e sul tuo modo di fare musica?

J-Racks: Nah non proprio. L’unica cosa che è cambiata è che ora ho la mia strumentazione a casa, che rende più facile scrivere musica in un ambiente di studio. Ho anche iniziato a produrre le mie tracce, che è probabilmente uno dei principali aspetti positivi del lockdown per quanto mi riguarda.

Con quale artista sogni di collaborare (sia Hip hop o qualsiasi altro genere di tua scelta)? E hai qualche collaborazione importante che puoi anticipare?

J-Racks: Sono a favore delle collaborazioni, ma non è una cosa che guardo a questo punto della mia carriera. Se succede naturalmente ben venga, ma non è un qualcosa che cerco. In questo momento voglio solo concentrarmi sullo sviluppo e la creazione del mio sound.

Quali sono stati i dischi  (anche non rap) che hanno più influenzato il tuo il tuo modo di vedere e fare la musica?

J-Racks:  Sui due piedi, direi che uno che spacca è Giggs. È bello vedere un freestyle senza ritornello con solo barre grezze e punchline ricevere così tanti feedback positivi dal pubblico. Ti fa capire che non devi per forza seguire la solita formula di una canzone strutturata per fare successo.

Quali sono gli obiettivi che ti sei posto per questo 2021?

J-Racks: Conquistarti. Con “Tu” intendo la persona che non era abbastanza interessata a cliccare sul mio video la prima o la seconda volta che lo hanno visto. Voglio rilasciare  musica e grafica creativa ad un livello così alto che convincerà quella persona a seguirmi nel mio viaggio.

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