ANKHLEJOHN: «Punto sulla mia unicità, che è una forma d’arte in sé stessa»

Personalità e stile unici sono ciò che contraddistinguono ANKHLEJOHN, rapper di Washington D.C., e lo rendono, a nostro parere, uno degli MC più interessanti dell’intero panorama underground a stelle e strisce. In questa intervista ci ha parlato della particolarissima scena musicale di Washington D.C., dei suoi album con Big Ghost Ltd. e Rome Streetz, del suo amore per i graffiti, delle sue ambizioni, deii progetti per il futuro e tanto altro.

Essential Projects
  • Van Ghost (x Big Ghost LTD)
    2018
  • Reign Supreme
    2019
  • As Above So Below
    2020
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Pace ANKHLEJOHN, grazie per averci dato la possibilità di farti alcune domande in quanto siamo grandi fan della tua musica. Al 100%. Prima di tutto, vieni dalla capitale degli Stati Uniti, Washington DC, giusto? Come descriveresti la città e le sue aree urbane a uno straniero? Secondo te quali sono gli elementi che la differenziano dalle altre grandi città della East Coast e dell’America, a parte il fatto che ne è la capitale?

Pace a voi fratelli e grazie per avermi qui. Si sono di DC (Washington D.C.), nato, cresciuto e ancora qui. DC è una città magica soprattutto per i suoi locals. Una città davvero da noi-per-noi in quanto il grosso della nostra cultura è rimasta in DC. Dalla musica alla moda, abbiamo tenuto pressoché il grosso qui, mentre sotto-sotto abbiamo influenzato le altre culture su e giù per la east coast.

Scoprirete che esistono un sacco di dispute su chi ha iniziato per primo a indossare le New Balance 991-style da corsa e questo è solo un esempio. DC ha anche alcune delle donne più belle e alcuni degli atleti piu’ forti. Anche, l’educazione è importante qui, in quanto abbiamo alcune delle scuole migliori qui, dall’ Howard University alla George Washington University e Georgetown.

Hai sempre vissuto a Washington? E qual è la zona di D.C. da dove vieni? Com’è stato per te crescere lì e come sei entrato in stretto contatto con la cultura hip-hop da bambino?

Sì, ho sempre vissuto a Washington, ho trascorso poco tempo anche nel Maryland, ma solo al confine con DC. Sono cresciuto nella regione del sud-est di DC. Alcuni la chiamerebbero la parte più povera di DC, io la chiamerò la parte più nera e più ricca di DC nelle diverse forme di cultura.

In realtà l’hip hop, qui, non è stato davvero un fattore. Il battito di cuore che scorre nelle vene di DC è la Go-Go music. Congos, timbali, chitarrista, batteria, tastierista e cantante. Remake dei nostri brani classici spaziano dall’hip hop, all’R&B e persino elementi di rock and roll. Questo suono esiste dagli anni ’70 o ’80 (fai attenzione a citarmi su questo) e ha avuto origine da musicisti come Chuck Brown (RIP).

Crescere qui è stato molto bello, ha instillato in me tanti valori fondamentali e mi ha reso sveglio.

Washington D.C si trova circa a metà strada tra gli stati del Nord e del Sud della East Coast americana: dal punto di vista della cultura Hip-Hop, in che modo la tua città si è sempre differenziata dalla scena rap di altre città della costa orientale come New York? Quali sono state le tue maggiori ispirazioni e come ti hanno influenzato crescendo?

Dunque, back in the day, in realtà, non era così figo essere un rapper, in una scena una volta dominata dalla go-go music. Si, c’erano dei rapper qui e là e alcuni tipi underground avevano anche dei contratti. Ma niente a che vedere con la situazione della go-go. 

Per farla breve, il rap ha iniziato tardi a diventare “qualcosa” e il nostro primo artista ad avere successo è stato Wale, che è in qualche modo, ancora, la forma piu’ importante di artista riconosciuto globalmente che abbiamo, ma io sono sicuramente qui per colmare il gap, non ci sono dubbi su questo.

Esistono, senza dubbio, artisti che mi hanno influenzato come my man Nate G. Altri sono Sir EU, Rahiem Supreme, Nappy Nappa, Atomos, etc. Direi che ci siamo influenzati a vicenda e questi sono alcuni dei miei pari durante quest’epoca. Sicuramente ce n’erano anche prima di noi.

Com’è la scena hip-hop oggi ? E com’è il suo movimento underground, dal tuo punto di vista?

Beh, i ragazzi che ho nominato precedentemente sono ancora tutti in giro a fare le loro cose e collaboriamo di tanto in tanto, ma siamo sempre in contatto. 

A parte questo, c’è un sacco di musica qui fuori. I giovani qui stanno spaccando di brutto, in realtà, e hanno un flow che ora sta influenzando i massimi livelli del rap. È piuttosto pazzesco in realtà, abbiamo sempre avuto il potenziale per far succedere davvero roba importante, ma sono altre le cose che si mettono in mezzo e le strade sono la ragione principale per cui ci sono un sacco di problemi e cazzate.

Questa roba è più profonda del rap in sé. Dobbiamo educare noi stessi.

Sei emerso nel nostro radar quando nel 2018 è uscito il tuo album con il produttore Big Ghost Ltd., “Van Ghost”. Per noi è un classico “underground” dei nostri tempi! Ma quali sono stati i tuoi passi nella tua carriera come artista rap prima di pubblicare quell’album e in quale momento hai preso seriamente l’opportunità di intraprendere una carriera come rapper? Da dove deriva il nome Ankhlejohn , ha un significato preciso?

Grazie per quello che hai detto. Prima di quell’album ero già ANKHLEJOHN. Sono io da sempre, ciò che cambia è solo qual’è il momento in cui venite introdotti alla mia musica. Ero già sulla buona strada per la grandezza. Big Ghost si è aggiunto a ciò.Ha visto la visione. Avevo già reso manifesta questa roba comunque; Ho pubblicato il tweet circa un anno prima ancora che lavorassimo. 

Sta roba è successa come per magia. Ho iniziato a prendere sul serio il rap molto prima di quell’uomo. Nei fatti avevo chiamato Big Ghost nel mio primo album THE RED ROOM ed era 3-4 album prima di Van Ghost. Probabilmente sono anche il rapper più giovane a lavorare con lui, davvero tutti gli altri a quel tempo avevano tutti più di 30 anni. Io avevo circa 26 anni quando ho fatto quell’album, quindi è accaduto tutto in un breve lasso di tempo.

ANKHLEJOHN deriva dall’antico simbolo egizio (kemetico) ANKH che significa vita eterna. Il mio nome da schiavo è John, ma rispettosamente è il nome che mi ha dato mia madre.

Parlando di “Van Ghost” con Big Ghost Ltd, come è nato quel fantastico album? A chi e perché è venuta l’idea di legare il titolo/concept dell’album al pittore Van Gogh? Ti piacciono in qualche modo l’arte o i graffiti?

Come ho detto nella risposta precedente, l’ho manifestato fratello. Avevo appunto detto al mondo che volevo lavorare con Big Ghost e alla fine è successo. Il processo di registrazione è stato molto tranquillo e semplice. Ed è stata una mia idea il tema dell’album. Big Ghost ha fornito lui stesso l’illustre opera d’arte della cover.

I riferimenti che ha usato sono fantastici e sono sicuro che ha ancora il dipinto originale oggi, intendo ovviamente la sua versione. È storia.

 

 

E sì, certo mi piacciono i graffiti. I graffiti sono stati il ​​mio secondo amore a un certo punto accanto all’hip hop. In realtà sono diventato un fanatico dopo aver giocato al videogioco GETTING UP di Marc Ecko. Non ho fatto pazzie, ma ero solito portarmi dietro un pennarello fat e gli adesivi “Hello: My Name Is” per disegnare qualche throwie qua o là. Ero più piccolo, persino di un toy. La mia esperienza a proposito è molto bassa ma il mio amore per questa roba è molto alto.

Chi fa graffiti è speciale per me, amico, e questi artisti sono stati la mia prima vera introduzione all’arte. Non sono nemmeno potuto essere accettato in una scuola d’arte perché tutto quello che conoscevo erano graffiti LOL. True story.

Da quell’album, pensiamo di non esserci persi nessun tuo album e per noi sono tutti bombe, davvero. Secondo te quali sono gli album più importanti della tua carriera e quelli a cui sei più legato e perché?

Ogni album è importante per me e rappresenta il periodo della vita in cui mi trovavo in quel momento, perchè registro molto rapidamente. È veramente una terapia per me, perciò è davvero il momento immortalato in forma di rap. 

L’album Reign Supreme è molto importante per me perché ho prodotto l’intero album e l’ho intitolato come mio figlio. 

Dal punto di vista sonoro, non sono davvero sicuro su quale sia il più importante comunque. Sono, sicuramente, maggiormente connesso ai miei lavori più recenti, perchè rappresentano di piu’ il momento della vita in cui mi trovo ora. Non ho nessun ordine particolare, ma quelli più recenti sono quelli che spaccano di più per me. Trattano contenuti migliori e hanno uno stile di rappata più sciolto.

 

Troviamo il tuo stile davvero unico e incredibilmente figo. Cosa pensi ti abbia ispirato o ti abbia aiutato a sviluppare uno stile e un flow così stiloso?

Voglio semplicemente mettere me stesso alla prova per davvero e puntare sulla mia unicità, che è una forma d’arte in sé stessa. Sono sempre stato così anche al di là della musica.

 

Lo stile è molto importante per me. Immagina se esistessero solo throwies che abbiamo sempre visto sui muri. Con un basilare bianco e un outline nero, lettere tonde o robe così; Sarebbe noioso. 

Perciò arrivo io col mio wild style aggiungendo queste forme diverse per formare lettere in una maniera che non pensavate nemmeno potesse esistere. Io sono quel tipo.

Uno dei migliori album Hip-Hop dell’anno scorso, secondo noi, è stato quello che hai realizzato con Rome Streetz, ora artista della Griselda Records, intitolato “Genesis 1:27”. Come è nato quell’album e come è stato registrato? Qual è il tuo legame con Rome Streetz e come è nato?

Quell’album è stato messo insieme dai produttori Scrilla e Chop La RockEntrambi avevamo già fatto una canzone per il mio amico Scrilla a proposito di roba sui bitcoin e lui voleva che tornassimo a fare un album, quindi è andata così. Semplice e conciso. Abbiamo registrato nei nostri spazi separatamente, poi abbiamo dovuto ri-registrare alcune delle tracce a New York.

 

Sono in rapporti con Rome da circa il 2017 o forse il 2018 e da allora siamo sintonizzati l’uno all’altro. Abbiamo alcune canzoni insieme qua e là e l’ho messo sulla prima canzone che abbia mai prodotto intitolata Paul Janseen e la nostra relazione per via del rap è più o meno partita allora.

Penso che dovremmo lavorare di più insieme e personalmente mi piace la natura competitiva che ha lui. Ciò mi fa voler rappare di più ed è tutto ciò che chiedo in una collaborazione (che è di per sé una cosa rara). Il 2021 è stata il mio anno delle collaborazioni.. 

A nostro modesto parere, il tuo nome potrebbe potenzialmente rientrare senza problemi in un’etichetta come Griselda, allo stesso modo di altri. Hai mai pensato di espandere la tua “portata” firmando con un’etichetta discografica o ti senti più a tuo agio e sicuro di te correndo da solo con le tue gambe e costruendo il tuo proprio movimento?

Sì, lo capisco molto. Riconosco che la cosa Griselda è un tocco di mida per ogni artista emergente o per qualsiasi artista (affermato) dannatamente vicino a loro . Hanno un movimento piuttosto forte e una solida fanbase. Ma io, io ho sempre voluto creare la mia roba. Qualcosa che possa stare a fianco alla Griselda. Capisci?

Noi avevamo i Wu, ma avevamo anche i Mobb Deep e, poi, gli ATCQ. Semplicemente varietà. Qualcosa che abbia un altro aspetto che lo renda unico.  A questo punto, non sono sicuro che ci sia qualcuno coraggioso abbastanza per puntare su questa costa insieme a me, in quanto ormai è tutto in pratica influenzato dalla Griselda a meno che tu non sia un artista solista.  Penso che dovrebbe formarsi qualcos’altro o questa cosa morirà.

 

Cosa possiamo aspettarci da Ankhlejohn prossimamente?

Sto registrando molteplici albums in questo momento. Sto lavorando ad un progetto prodotto interamente da Sadhugold, Nicholas Craven, August Fanon, Bane Capital, tutti album prodotti completamente da loro. Piu’ concerti, voglio fare un tour in Europa e Giappone e anche in alcuni posti in Africa. Questi sono i miei prossimi grandi obiettivi. Prima devo concentrarmi sull’America, giusto?

LOL Non lo so amico, sono pronto per esplorare il mondo.

Peace!

 

 

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