OT The Real Interview

OT The Real: «La lealtà è tutto»

Abbiamo intervistato OT The Real, rapper di Kensington (Philadelphia), il quale ci ha raccontato di come abbia iniziato a prendere la musica seriamente solo una volta uscito di prigione, degli apprezzamenti pubblici ricevuti da Shaquille O’Neal, Gillie Da Kid e Wallo, del suo ultimo progetto con Statik Selektah, intitolato “Maxed Out”,  la sua top 5 dei rapper di Philadelphia e molto altro ancora…

Essential Projects
  • EVIL EMPIRE x Dj BigMike
    2021
  • YOU’RE WHO YOU EAT WITH
    2021
  • MAXED OUT x Statik Selektah
    2022
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Grazie OT per questa opportunità in quanto siamo grandi fan della tua roba. Ci piacerebbe iniziare chiedendoti del tuo background e da dove vieni. Di che area di ​​Philadelphia sei e come descriveresti la tua zona? Quali sono i migliori e i peggiori lati della tua città, dal tuo punto di vista?

OT THE REAL: In realtà, non sono originario di Philly (Philadelphia n.d.r). Sono arrivato qui scappando dalla polizia per spaccio di droga, la maggior parte della gente conosce la mia storia ora. Quando arrivai a Philly mi sono fermato a KensingtonQuesta città ti può far guadagnare 1000 dollari e/o farti ammazzare ad ogni angolo. È pericoloso qua fuori. Devi muoverti correttamente.

Quali sono i primi momenti in cui ti sei innamorato della cultura Hip-Hop da bambino, quali sono i tuoi primi ricordi?

OT THE REAL: Direi che è stato il primo album di DMX ad attirarmi verso questa musica del “dolore”. E il primo album di EminemMa prima di ogni altra cosa ascoltavo”Whoomp There It Is” mentre giocavo a basket da ragazzino.

Abbiamo sentito che hai iniziato a rappare realmente quando eri in prigione durante le battle di freestyle e riuscendo a prenderti il tempo per riflettere e scrivere sulle tue esperienze… È davvero così? A che età sei entrato in carcere e quando sei uscito? A che età? Puoi dirci qualcosa in più sulla tua storia?

OT THE REAL: Ero in carcere all’età di 17-18 anni. Poi quando ne avevo 25 e ci sono rimasto finché ne avevo 30. Facevo sport, mi allenavo e scrivevo costantemente. Me la cavavo, ma il carcere non è uno scherzo.

Cosa ti ha motivato e ispirato a prendere sul serio questa cosa del rap una volta uscito di prigione?

OT THE REAL: La cosa che mi motivava era il semplice fatto che faccio piu’ brutto di chiunque altro. Tutti mi dicevano “trovati un lavoro” e io invece dicevo “nilzaw”. A Philadelphia “Nilzaw” significa “cazzo no”. 

C’è qualcuno in particolare che ti ha spinto e aiutato a portare avanti la tua carriera? E ti sei sempre sentito sicuro delle tue capacità e di poterti prendere il tuo spazio nel mercato, nonostante provenissi da una città competitiva come Philadelphia?

OT THE REAL: Un sacco di rappers di Philly mi hanno aiutato. Fate dei nomi, probabilmente mi hanno aiutato in qualche maniera. Non sono sempre stato sicuro delle mie capacità perché sentivo di essere bravo solo a vendere droghe e creare connessioni. Pensavo che ciò sarebbe bastato. Ero immaturo e ingenuo a proposito di ciò che sarebbe accaduto. Il Rap era solo un hobby allora. 

Dal 2019 ad oggi, con questo ultimo progetto prodotto da Statik Selektah, “Maxed Out”, hai dimostrato a tutti di avere talento e storie vere e interessanti da raccontare ai tuoi ascoltatori. In effetti, hai sempre preferito concentrarti su un certo tipo di rap lirico di strada piuttosto che cercare il successo con i successi radiofonici. Hai anche collaborato con leggende di questo genere come Styles P, DJ Green Lantern, Freeway, Beanie Sigel, Vinnie Paz, Benny The Butcher e altri, ottenendo il loro “co-sign”. Cosa ti ha fatto decidere di rimanere legato a questo particolare stile di Rap? Cosa vuoi trasmettere o rappresentare attraverso i tuoi testi? Come sono nate le collaborazioni e il rispetto reciproco con questi grandi nomi del Rap?

OT THE REAL: Se ascoltate il mio primo album nel 2019, “OT The Real,” vedrete che sono entrato nel gioco con brani melodici mescolati a barre. Questo è il motivo per cui Republic ( etichetta discografica americana n.d.r) era interessata a noi all’epoca, ma alla fine abbiamo finito per pubblicare con Empire

Non appena ho iniziato a lavorare con produttori diversi, abbiamo trovato il nostro suono. Non abbiamo mai detto facciamolo in questo modo o in quest’altro, lo abbiamo semplicemente fatto. Il Crack è crack. Le relazioni nascono quando la musica viene notata e piace alla gente. Ogni collaborazione ha dietro una storia e un rapporto.

Come è nato questo album in collaborazione con Statik Selektah “Maxed Out”? C’è una traccia a cui sei più legato delle altre?

OT THE REAL: Questo progetto è nato quando ho partecipato allo show di Statik su Shade45 e lui ha fatto partire una strumentale che mi piaceva, che alla fine è diventata “Windows” sull’album. Ho scritto tutte le canzoni mentre ero in tour con Benny The Butcher, spostandomi in tutto il paese. 

Come è nata la traccia introduttiva di “Maxed Out”,  “Loyalty” con Wallo, Gillie Da Kid e Shaquille O’Neal? Cosa rende il concetto di lealtà così importante per te?

OT THE REAL: La lealtà è tutto. Gillie, Wallo e Shaq mi hanno tutti dimostrato un sacco di amore nell’ultimo paio d’anni. Shaq mi ha messaggiato dalla sua scrivania di “NBA On TNT” durante una pausa. Dopodiché mi ha inviato un video mentre sentiva la mia canzone “God’s House”.

Gillie mi ha postato qualche volta su IG e ho ricevuto un sacco di followers dopo ciò. Tipo 10-20 mila followers. E Wallo ha sempre parlato di me e provato a connettermi nelle situazioni giuste.

Perciò quando erano tutti assieme in un episodio del “Million Dollars Worth of Game” podcast (il podcast numero uno che c’è comunque) ero onorato, grato e motivato da cosa diceva loro Shaq su di me. Volevo essere sicuro che il mondo sentisse questa cosa su questa intro. Cosa c’è meglio della lealtà?

Philadelphia ha dato alla luce molti MCs fortissimi. Qual è la tua top 5 di Philadelphia di sempre e di questo momento?

OT THE REAL: Non in ordine. Beans, Meek, Black Thought, Jihad, e il mio preferito personalmente era AR-Ab. Lui non doveva essere per forza super-lirico per farti percepire il dolore. Ab arriva dalle trenches, dal ghetto. 

Ora come ora probabilmente sono Leaf, Ward, Rocky, Toure, Rida, e poi ci sono dei ragazzini che stanno decollando, non so i loro nomi però. Non metto me stesso, perchè la gente lo fa per me.

C’è uno dei tuoi progetti che pensi ti rappresenti meglio di altri o senti più personale? Come li classificheresti tutti?

OT THE REAL: Ogni progetto riflette un certo periodo della mia vita quando l’ho scritto. Sono tutti personali. Non li metto in ordine. Della roba non la ascolto nemmeno perché non voglio tornare in quello spazio mentale in cui ero quando l’ho scritta. Sono davvero fortunato ad essere arrivato qui e ad avere le cose e persone che ho nella vita. Intendo andare avanti così. 

C’è qualcos’altro in uscita a breve? E quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

OT THE REAL: I miei obiettivi sono fissati e man mano che i numeri aumentano, ci avviciniamo a loro ogni secondo di ogni giorno. In questo momento è la stagione “Maxed Out“. La prima musica che abbia mai scritto in cui ero completamente fuori dal sistema e LIBERO. Sono “Maxed Out”.

 

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