Chubs: essere un MC italo-americano a Long Island, New York.

Abbiamo intervistato Chubs rapper di origini italiane del quartiere di Long Island (New York), il quale ci ha raccontato del suo ultimo album con Bub Styles, delle sue origini, di com’è cresciuto in un ambiente multiculturale, del suo legame con la scena dei graffiti newyorchese, la sua amicizia con Chris Rivers, dei suoi prossimi progetti e tanto altro…

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Bella Chubs. Grazie per averci permesso di farti qualche domanda. Abbiamo scoperto che hai origini italiane. Puoi raccontarci di più del tuo background e di com’è stato crescere a Long Island (New York) come un ragazzo con discendenze italiane ?

CHUBS: “Per me essere Italiano è una cosa bellissima e c’è una grande comunità Italiana qui Long Island: esistono un sacco di fantastiche panetterie e macellerie italiane. Ma mentre crescevo a Long Island, ero uno dei pochi Italiani nella mia crew e nel quartiere. Perciò, non sono il solito “Ginny” medio. Sono cresciuto maggiormente attorno a culture ispaniche e nere e sono un prodotto del mio ambiente.

Posso fare il pranzo della Domenica con la mia famiglia alla maniera italiana o mangiare al mio locale di prelibatezze ispaniche, dai dominicani e dai salvadoregni o dai portoricani e dai cubani, oppure mangiare cibo Jamaicano e delle Indie orientali.

Sono cresciuto attorno tante culture, perciò ho potuto gustare piatti autentici mangiando a casa dei miei amici. Ora ho una vasta gamma di gusti per ogni cosa. Non c’è molto da fare a Long Island oltre a mangiare bene e fare cose che probabilmente non si dovrebbero fare”.

Come ti sei avvicinato all’Hip-Hop da ragazzino e come sei riuscito a farti strada nella competitiva scena underground di New York, inizialmente? E da dove arriva il nome Chubs?

CHUBS: “Okay, allora ho un fratello maggiore, che è più grande di me di 10 anni che mi ha introdotto a tutti i classici dei 90, dalle scarpe ai vestiti e l’Hip-Hop. Lui ha avuto una grande influenza sul farmi innamorare dell’Hip-Hop come ho fatto.

Per quanto riguarda come sono entrato nella scena underground, avevo un sacco di soci che facevano musica, prima che anche considerassi una roba del genere per me stesso. Ero sempre stato più il tipo che stava dietro le quinte.

Stavo dietro i miei ragazzi, ma ero comunque già molto attivo nel processo creativo, nel caso dovessi dare un consiglio su come fare uno schema di rime o aiutare con i testi e a scrivere, fino ad organizzare concerti come manager o come direttore creativo.

Perciò quando ho deciso di diventare per davvero un artista in prima persona, avevo già un sacco di amici nella scena, incluso il mio produttore di casa Lord Jewish (Eitan Noyze), con il quale lavoro ancora oggi, ed è stato uno dei primi amici a contattarmi quando sentì le mie prime rime all’inizio, e mi disse una roba tipo:  “yo, bestia non lo sapevo che sapevi rappare.” Lol.

E si, il fatto del nome Chubs è una storia divertente: in realtà da ragazzino era davvero magro ( “chubby significa cicciottello in inglese n.d.r) ed ero solito ascoltare i miei zii e i suoi amici, seduti attorno, discutere sul fatto che se tu facevi le tarantelle in quartiere, avresti dovuto sceglierti una tag o un soprannome che non ti si addice.

Come raccontava lui,  il suo amico che era 2 metri per 100 kg si faceva chiamare Tiny ed è sfuggito ad un sacco di robe con quel alias, perché quando la polizia o qualcun altro sentiva quel nome, avrebbero cercato o pensato ad un ragazzo magro. Perciò,  ho scelto il nome Chubs come tag, perché ho sempre fatto graffiti e ironicamente sono cresciuto abbastanza insieme al mio nome.

Poche settimane fa hai pubblicato un album insieme a Bub Styles intitolato “Corner Store Carnivores”. Puoi raccontarci di questo progetto e del tuo rapporto con Bub Styles? Come vi siete incontrati e com’è nata l’idea di fare un album?

CHUBS: “Dunque, io e Bub sentivamo parlare l’uno dell’altro nell’underground e quando ho sentito la sua musica, mi sono accorto di come fossimo rami diversi dello stesso albero. Parlavo un sacco delle stesse cose, entrambi avevamo barre che spaccano e un flow greve, e ci assomigliavamo lol. Perciò, ho pensato tipo sto ragazzo è il mio gemello!

Era solo giusto che ci trovassimo. L’ho portato allo studio di mio fratello Lord Jewish a Brooklyn e si è messo a “cucinare” una sessione per noi e quella notte abbiamo registrato “Don’t Put Your Fingers In The Cold Cuts.” (“Non infilare le tue dita nei salumi”  trad.)

Quella traccia è stata ispirata dal fatto che ho portato un sacco di salumi e pane italiano per fare dei panini mentre eravamo chiusi in studio.

E visto che eravamo in pieno periodo Covid, ho realizzato che spartirsi i salumi da una busta degli alimentari per fare dei salumi non era una bella cosa, perciò ho portato anche dei guanti di plastica, da qui il nome e il concept del singolo.

Secondo te, se un ascoltatore volesse conoscerti meglio, da quale album della tua discografia dovrebbe partire e perché? E puoi parlarci dell’album “Silvio” e da dove arriva il titolo?

CHUBS: “Dunque, direi partite dal mio primo album “Young Gorgeous“, perché quell’album mi ha preso una vita intera per farlo e vi sono racchiuse tutte le esperienze di vita che mi hanno plasmato fino a quel momento. C’è una grande parte di me in quel progetto e sarà sempre speciale per me, perché ogni cosa dalle barre ai samples utilizzati sono riferimenti specifici alla mia vita. Perciò è molto personale”.

Silvio” è un progetto che ha ispirato il mio amore per uno delle mie serie TV preferite di tutti i tempi, i “Soprano” e il mio personaggio della serie era Silvio Manfred Dante. Perciò, era giusto che lo chiamassi come lui.

Mi piace che tutti i miei album abbiano una personalità differente. Prima c’è stato “Young Gorgeous”, poi “Silvio,” poi “S.I.D.” con il mio bro del Cannibal Club, Jim Scary, e ora “Corner Store Carnivores” con il mio “gemello” Bubs.

Con quale altro artista della scena underground di New York hai un legame stretto? Ad esempio, hai collaborato con Chris Rivers, figlio del leggendario Big Pun. Come vi siete conosciuti?

CHUBS: “Si, Chris Rivers è il mio homie. Conobbi suo cugino maggiore Whispers prima, che è come mio fratello ed è anche un artista che spacca.

Poi ho conosciuto Chris. Whisp mi ha detto che dovevamo lavorare insieme, perciò appena ci siamo beccati, abbiamo realizzato che eravamo simili e avevamo anche un senso dell’umorismo simile. Lol. Quindi siamo diventati buoni amici”.

Com’è percepita oggi la comunità italiana nel tuo quartiere e a New York? C’è ancora lo stigma della mafia? Chi sono gli altri rapper di origini italiane della città che ci raccomandi?

CHUBS: L’unico rapper Italiano che vi consiglio di ascoltare, sono io. Lol. E la “mafia non esiste”.

Hai connessioni con il movimento dei graffiti? Hai artisti da suggerirci?

CHUBS: Si,sono dentro di brutto al movimento dei graffiti. Ci sono troppi artisti che spaccano da nominare, ma vi consiglio vivamente di andarvi a vedere il mio fratellone Phetus da Long Island. È una leggenda del gioco del graffiti writing e ha fatto un sacco nell’hip hop dai loghi iconici al design delle copertine e alla moda.

Quali progetti e collaborazioni  sei pronto a pubblicare prossimamente?

CHUBS: “Dunque, ho un progetto solista prodotto interamente da Lord Jewish chiamato “Lucky Lansky.” Che è un cenno alle origini di entrambi. Essendo lui ebreo come Meyer Lansky (noto gangster ebreo del secolo scorso n.d.r) e io essendo italiano come Lucky Luciano.

Spero che uscirà quest’anno. Poi ho il seguito del mio album “S.I.D.” con mio bro Jim, da stare in allarme visto che abbiamo un singolo in uscita molto presto. Inoltre, un progetto con mio fratellone Danny Diablo (Lord Ezec) che è una leggenda nella scena hardcore di New York. Io, Diablo e Lord Jewish abbiamo tagliato le sue vecchie canzoni hardcore e flippate in strumentali hip hop.

Il progetto è intitolato “G.L.D. Casket Company” (God, Lord, Devil). God che sarei io Chuby God, Lord sta per Lord Jewish e Devil per Diablo. Abbiamo dei featurings davvero fighi su questo progetto. Non vedo davvero l’ora di condividerlo con il mondo intero. E  Bubs e io abbiamo ancora un sacco di musica pronta ad uscire. Siamo nel processo di registrazione del seguito di “Corner Store Carnivores” prodotto interamente da Goretex del leggendario gruppo Non-Phixion. Sta merda sarà una manata e di spessore su tanti livelli!”

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