Bodega Bamz: “Rappresento una voce per tutti i Latinos di New York”. L’intervista.

Abbiamo intervistato, il noto rapper di East Harlem, Bodega Bamz, che ci ha raccontato di come le origini centro-americane hanno influenzato la sua vita e carriera musicale e dell’avventurosa storia del padre, arrivato anni fa illegalmente negli Stati Uniti, per dare un futuro alla sua famiglia. Inoltre, ci ha spiegato le differenze tra le varie zone di Harlem, l’impatto che A$AP Yams ha avuto sulla cultura Hip Hop a New York e ci ha rivelato come “El Camino” avrebbe potuto essere il suo ultimo album e… molto altro.

Essential Projects
  • All Eyez Off Me
    2016
  • Papi
    2018
  • El Camino
    2021
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Bella, King!  Tu sei, probabilmente, uno dei rapper di origini latino-americane più iconici di Harlem dell’ultima decade… Potresti descrivere, per chi non ha familiarità con le dinamiche di New York e per coloro che vivono in un’altra parte del mondo, com’è crescere ad Harlem e più precisamente a Spanish Harlem, dove sei cresciuto tu?

BODEGA BAMZ: Pace King. Apprezzo queste belle parole!  Mi rende davvero umile, ascoltare ciò! Crescere a Spanish Harlem per me è stato incredibile, pericoloso, triste, e un motivo d’orgoglio, allo stesso tempo. Il quartiere o ghetto ha tanti svantaggi, ma anche dei vantaggi, per lo più ti dà una specie di armatura, quella spavalderia perché non hai niente da perdere e tutto da guadagnare.

Quali sono le principali differenza tra la tua zona e le altre aree di Harlem? Com’è cambiato il contesto sociale negli anni, dal tuo punto di vista?

La maggior differenza tra Spanish Harlem e Harlem direi che la fanno le persone. Se una zona aveva delle mancanze, l’altra la compensava. La storia della malavita sotterranea scorre nelle vene di entrambe le zone, ma particolarmente ad HarlemSpanish Harlem è come se fosse il fratello minore dei due quartieri.

E come la maggior parte delle zone a NYC, i vecchi metodi e le vecchie guardie se ne vanno e le nuove generazioni subentrano con nuove facce e nuova gente. Il cambiamento è necessario per la sopravvivenza.

Ovviamente, rappresenti in pieno Spanish Harlem, anche, per via delle tue origini latino-americane, in quanto Spanish Harlem è l’area di New York più conosciuta per la sua popolazione e influenze del Centro e Sud America… Puoi raccontarci di più sul tuo background familiare e la tua storia? E in che modo il tuo bagaglio culturale ha influenzato la tua vita e la tua carriera? Senti di rappresentare una voce per le seconde generazioni di “latinos” a New York e in tutt’America?

BODEGA BAMZ: Di sicuro rappresento una voce per la nuova generazione. Mio padre proviene ed è nato nella Repubblica Dominicana. Mia mamma è nata qui a New York, ma è Portoricana. La mamma di mia mamma e’ arrivata da Porto Rico più di 50 anni fa. Ha trascorso tutta una vita qui.

Mio padre è arrivato in questo paese nel 1980, credo, e ha fatto i lavori più duri perché era irregolare, finché ha incontrato e sposato mia madre ed ha preso la cittadinanza. Mio padre è una specie di apri pista nella sua famiglia. È il primo di quattro fratelli e sei sorelle a venire negli USA dalla Repubblica Dominicana e a farsi una vita qui.

Era pericoloso fare ciò quando l’ha fatto lui, andare all’avventura in tutto un’altro mondo, ma era determinato. È entrato di soppiatto passando prima da Porto Rico e il suo amico, con cui era partito, è stato beccato all’aeroporto provando ad entrare negli Stati Uniti, mentre mio padre no.  Ha visto la polizia di frontiera portarsi via il suo mondo e non ha potuto dire o fare niente.

Mio padre è il mio eroe. Mia madre, anche. Entrambi hanno avuto una grande influenza nella mia vita, su come mi comporto e anche per come mi muovo nella mia carriera. Senza mollare mai. Continuando a combattere e a credere in Dio.

Infatti, anche i tuoi album sono abbondantemente influenzati dalle tue origini, per esempio anche nel tuo ultimo progetto, intitolato,“El Camino”, ci sono tanti riferimenti e hai reso omaggio alla tua cultura latinoamericana, dalle rime ai samples che sono stati utilizzati. Puoi raccontarci qualcosa di più del tuo progetto e di com’è nato?

BODEGA BAMZ: Ho iniziato a lavorare a “El Camino” nel 2019. La prima canzone che ho scritto per questo progetto ea la title track “El Camino” e, onestamente, stavo trattando questo progetto come un addio alla musica. Come una partenza al tramonto, per intenderci”.

Per questo la canzone “El Camino” suona come un addio a questo percorso. Ma poi è arrivato il 2020 e sapevo che non era il momento di lasciare la musica da solo. Perciò ho dovuto riprendere in mano la mia ambizione. Ma ho trattato questo progetto come il mio ultimo.

Secondo noi, tra i tuoi album quello che forse ti definisce meglio e aiuta gli ascoltatori a capire meglio la tua storia e quanto sei fiero delle tue origini, è “P.A.P.I”, l’album che hai pubblicato nel 2018. Puoi spiegarci perché hai deciso di dedicare, in qualche modo, un album a tuo padre? Cosa ti ha portato a creare quell’album, in quel preciso instante? L’ unica collaborazione nell’album è stata fatta con Lil Eto (che tra l’altro abbiamo intervistato recentemente), perché hai scelto di avere solo lui nel disco?

BODEGA BAMZ: Bene, inizialmente non era dedicato a mio padre. In qualche modo, lo è diventato dopo, durante il processo creativo. Mio fratello Ohla se n’è venuto fuori con l’idea di usare il suo permesso soggiorno, come cover dell’album, cosa che ho reputato figa, perchè non riuscivo a pensare a nessuno che l’avesse fatto prima.

La storia e il percorso di mio padre è un’ispirazione. Qualcosa di cui vorrei fare anche un film o una serie TV. Mio padre è il nostro eroe. Amo mio padre. Mi ha insegnato tantissimo. Un vero uomo.

Quella canzone con Eto spaccava e VDon ha fatto il beat. Meno collaborazioni fai in un progetto, più l’album diventa tuo e piu’ personale”.

Ma come ti sei avvicinato all’Hip Hop da ragazzo e chi erano i tuoi idoli, che pensi ti abbiano influenzato di più crescendo? Quando hai realizzato che volevi prendere il rap seriamente?

BODEGA BAMZ: “I miei idoli da piccolo erano Michael Jackson, Carman, 2Pac, Nas, DMX, Eminem, Robert De Niro, Tom Hanks, Sade, Fleetwood Mac, Nicky Cruz, Beethoven, il pittore rinascimentale Sandro Botticelli. Le mie influenze sono molto variegate. Mi hanno influenzato, anche, un sacco di film: “Il Padrino”, “Carlito’s Way”, “I Ragazzi Vincenti”, “I Sopranos”… e la lista continua. Sono veramente molto differenti le cose che mi hanno influenzato. Ancora oggi, vengo influenzato da tante cose.

Nel momento in cui ho iniziato a credere in me stesso, ho cominciato a prendere la cosa seriamente. Ma quando mio figlio è nato, quello è stato il momento che mi ha reso ciò che sono. E’ stato un senso di urgenza. Ho dovuto farlo. Avevo le spalle al muro.

L’anno scorso, pubblicando il tuo lavoro intitolato “Yams heard this” , hai reso omaggio a A$AP Yams (R.I.P), una delle figure più influenti della scena newyorkese degli ultimi anni… Tu e lui eravate molto legati. Yams, ha collaborato anche per uno dei tuoi progetti più importanti, “Sidewalk Exec”: Come vi siete conosciuti tu e Yams e perché eravate così legati? Perché, secondo te, il contributo che ha lasciato a New York è ancora così importante?

BODEGA BAMZ: La sua eredità è ancora importante perché ci sono ancora artisti e persone influenti e potenti, in cui lui ha lasciato la sua impronta e che non dimenticano. E fin quando noi continueremo a nominarlo, non morirà mai.

Lui era mia fratello, mio amico. Avevamo in comune tante cose e questo è uno dei motivi del nostro forte legame. Eravamo uniti su tanti livelli, non solo per il rap ma anche culturalmente. E mi ha aiutato in modi che non lo potrò mai ripagare.

Tutto ciò che posso fare è onorare la sua memoria e ciò che ci ha lasciato. Sua mamma è come se fosse mia madre. E da quando se ne è andato, io sono qui per lei e sempre sarò qui a sua disposizione.

Con i tuoi primi mixtape e album come “Strictly 4 My P.A.P.I.Z.”,  “Sidewalk Exec” e “All Eyez Off Me” hai avuto un certo successo e sono anche stati acclamati dalla critica… Come è cambiato ed evoluto Bodega Bamz da quegli album ? E a che punto della carriera ti senti ora? Guardandoti indietro, quali sono, secondo te, i tuoi 3 progetti migliori?

BODEGA BAMZ: Sono cambiato con il tempo, man. Sto crescendo. Sto diventando più maturo, non più’ giovane. Perciò è importante imparare nuove cose, diventare più saggio e avere la capacità di capire quello che succede, per continuare a crescere e non rimanere allo stesso livello, mentalmente.

E quando cresci mentalmente, ogni altra cosa cresce, dai gusti musicali, al modo di vestirsi, ai film e la fede. Perciò sono contento di continuare a migliorare. Sto invecchiando bene e non bloccato nel passato. L’uomo del “cammino”. “El Camino” mi ha fatto evolvere e continua a farlo.

La mia top 3 degli album, al momento, è : “El Camino,” “All Eyez Off Me,” “PAPI.”

Puoi raccontarci qualcosa di più della tua passione per la recitazione e i ruoli che hai avuto? Da dove arriva questa tua passione? Reciterai in qualche altra parte prossimamente?

BODEGA BAMZ: La mia passione per la recitazione è iniziata quando ero un bambino, guardando i film e recitando in qualche recita teatrale. Anche a scuola ero il pagliaccio della classe. Recitavo sempre, per far ridere la gente o farmi vedere. È sempre stato in me. Credo sia un dono di Dio. Tutte le cose belle arrivano da Dio, ma questa passione per forza deve essere arrivata da Dio, questo talento è un Suo dono. Sta a me poi lavorarci e farne una cosa importante.Voglio diventare sempre meglio, e il migliore che posso essere. E sì, sicuramente, ci sarà una nuova parte o parti molto presto

Cosa c’è in arrivo per Bodega Bamz  musicalmente quest’anno, invece? Pubblicherai qualcos’altro? Con chi collaborerai?

BODEGA BAMZ: Voglio collaborare con i grandi e l’elite dell’industria musicale. Il mondo è qua fuori e dovunque Dio voglia mettermi.

 

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