Intervista a Jay Royale: vivere l’Hip-Hop nella città di “The Wire”.

Jay Royale, rapper di Baltimora Est, ci ha raccontato com’è crescere nelle dure strade rese famose dalla serie tv The Wire, delle sue collaborazione con la Griselda Records, dei suoi ultimi ottimi album, del “rinascimento” della scena rap underground e molto altro…

Top Works
  • Copertina album “The Ivory Stoop”
    The Ivory Stoop
    2018
  • Baltimore Housing Project
    2020
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Prima di tutto, poiché i tuoi ultimi dischi (“The Ivory Stoop” e “Baltimore Housing Project” rispettivamente del 2018 e del 2020) ci sono piaciuti tantissimo e pensiamo che MCs come te meritano un maggiore spazio, ti vorremmo davvero ringraziare per la disponibilità a questa intervista! Puoi raccontarci qualcosa sul tuo percorso nella scena Hip Hop? Come hai iniziato ad appassionarti a questa Cultura e quando hai realizzato che questa sarebbe stata la tua vita?

Awww man, lo apprezzo molto e mi sento assai fortunato a trovarmi qui! E’ davvero un onore essere parte di questa piattaforma! L’Hip Hop è sempre stato parte della mia vita: ogni suo elemento ha sempre giocato un ruolo sostanziale nella mia crescita, dallo scrivere rime durante le lezioni a scuola, a partecipare per davvero a cyphers di freestyle in piena regola nei bar, man!
Dì una cosa, io l’ho fatta!

Della mia partecipazione alla vera scena rap potrebbe essere fatto un intero film, bro! Il mio incarnare l’hip hop va ben oltre un libro di rime! Un giorno dovrei scrivere un libro su tutto ciò, ma è ancora un work in progress lol

È triste da dire, ma se, qui in Italia , qualcuno conosce la città di Baltimora e la sua dura realtà è , più che altro, grazie ad una delle più belle serie-tv di sempre: “The Wire”.  La città era davvero come veniva dipinta dalla serie? È ancora così? Puoi condividere con noi qualche dettaglio in più su Baltimora e sul tuo background? Com’è crescere in un tale ambiente? Come hai trovato la tua strada per sfuggire ai suoi problemi e a salvarti dalle brutte situazioni?

La cosa divertente su “THE WIRE” è che molta gente di Baltimora , in realtà, ridacchia della rappresentazione di HBO ( l’emittente americana che ha prodotto la serie n.d.r.). Ad esempio, nessun attore è veramente di qui, a parte uno (Snoop), che era sicuramente il personaggio più autentico della serie! Anche qualche emcee e pugile locale ha fatto qualche apparizione, ma tutto qua! Il modo in cui gli attori pronunciavano certi nomi e altre piccole cose ci hanno fatto ridere un sacco, è stata “annacquata” di molto!

Personaggi della serie “The Wire”

Le vere strade di Baltimora sono di sicuro molto peggio di quanto dipinte dalla serie: penso che nascere e crescere qui ti insegni, in un certo senso, ciò cosa “puoi o non puoi” fare, molto presto! Sapere come e quando tenere la tua bocca chiusa e farti i fatti tuoi è fondamentale!

Credo che quando ero più giovane fossi attratto dalla “strada” e tutte le robe da pazzi che vi si trovavano, ma, alla fine di tutto, le strade o ti bloccano o ti ammazzano ..ma giuro su Dio, se te la sai cavare in una città come la nostra, impari a come saperti muovere in ogni ghetto e questi sono fatti!

Rimanendo un attimo ancora sulla città di Baltimora e sulla serie “The Wire”, ricordo che, mentre la guardavo, sono rimasto profondamente colpito dagli episodi in cui la Polizia di Baltimora, non sapendo come arginare i problemi della città legati a droga e violenza, instaura una zona degradata dove si può spacciare e consumare droga liberamente e tutti i tossici potevano andare come zombie a comprare crack o eroina. Non so se si tratta di fatti realmente accaduti, ma, sfortunatamente, anche qui in Italia esistono delle zone o quartieri dove in pratica succede qualcosa del genere…

Dalla tua esperienza o punto di vista come noi, tu o la comunità possiamo contribuire a risolvere questi problemi e offrire un futuro migliore alle nuove generazioni? In che modo la cultura Hip-Hop potrebbe fare di più per aiutare le comunità dei quartieri?

Ummmm ad un certo punto, sul finire degli anni ‘80, avevamo un sindaco chiamato Kurt Schmoke e lui ha provato a vincere la guerra contro le droghe, provando veramente a legalizzarle e creando un posto come “Hamsterdam” , perciò non era per niente inverosimile! Ma non so quanto ci fosse di vero, in realtà! Penso che gran parte di “THE WIRE” fosse basata su eventi reali.
E, nonostante penso che la mia città abbia perso la guerra contro le droghe, posso dire che lo spaccio di droga in sé è , in realtà, molto diverso da quello di un tempo: penso che ci siano molti nuovi modi più creativi per far soldi che noi, quando eravamo ragazzini, non avevamo. Perciò più a lungo li terremo focalizzati sul imparare come guadagnare tramite il loro talento, sono sicuro che sapranno gestire sempre meglio studi di registrazione, spedizioni, merchandising e cose di questo tipo. Anche i lavavetri stanno promuovendo il loro marchio e facendo marketing diversamente, ora.

Case abbandonate a Baltimora.

Case abbandonate a Baltimora.

Come detto prima, abbiamo conosciuto la tua musica con il tuo album di debutto del 2018 “The Ivory Stoop ”, ma quando è iniziato il percorso artistico che ti ha portato a questo progetto? Quali sono i tuoi progetti più importanti, oltre a questo?

Penso di poter dire che il progetto che più mi rappresenti sia “The Ivory Stoop”, anche se non sono partito certo da qui: ho davvero fatto una lunga rincorsa per arrivare qui, rilasciando vari mixtape e “street albums” nella scena cittadina come “The Crown Royale” mixtape, “The Decline” e “The Collab Work”, ma questi erano molto prima che prendessi seriamente la mia carriera!

Erano solo barre su barre su barre…! Dopo di chè ho pensato una roba come “ho bisogno di fare un album intero e coerente”. Sapevo esattamente cosa volevo!

Per certo, “The Ivory Stoop” ti ha messo sulla mappa del movimento underground, anche, al di fuori della tua città nativa. Qual’ è la storia dietro il titolo ? In questo album hai avuto come ospiti anche rapper incredibili come Benny The Butcher e Conway The Machine della Griselda Records. Come siete entrati in contatto? Quanto è stato importante questo album per la tua carriera? Che porte ti ha aperto?

Ummmm, una volta a Baltimora le case a schiera avevano dei tipici gradini (stoops) di marmo! Ogni Domenica, i padroni di casa li pulivano per mantenere intatto il valore immobiliare, ma in seguito alla crisi quelle case rimasero vuote e caddero in disgrazia e i gradini ( “stoops” ) divennero un luogo dove si sarebbe fatto “piazza” e si sarebbe spacciato un casino (the trap). Perciò ho visto le gradinate come sinonimo di HIP HOP ! Ad una certa, quando aveva contenuti ed era ancora “puro”, si è trasformato nel “THE TRAP” (trap rap) , perciò ho voluto sviluppare la mia storia attorno cosa sapevo, cioè la vita di Baltimora Est e l’hip-hop.

Copertina album “The Ivory Stoop”

Copertina album “The Ivory Stoop”

Ho pensato che creare questo album fosse di per sé un successo, più del successo stesso: abbiamo radunato alcuni ( secondo me ) migliori emcees che ci sono per creare questa opera !!

Di certo il fatto che “Griselda” sia stata parte di questa storia, è stata una benedizione, ma è accaduto tutto in maniera naturale: eravamo sintonizzati sul loro movimento presto e siamo entrati prima in contatto con Conway e poi in seguito al concerto con i The LOX, abbiamo conosciuto Benny e la crew. Dopo, lo sai, eravamo in giro ad Harlem e abbiamo girato il video (“The Iron”). R.I.P DJ SHAY! (Dj della crew della Griselda, scomparso di recente n.d.r.)

Quest’anno, invece, hai pubblicato l’ottimo “Baltimore Housing Projects” Lp: Quali sono, per te, le differenze principali con l’album precedente? In che modo ti senti migliorato da un punto di vista artistico? Anche questa volta, hai fatto “sparring” con alcune delle migliori penne del “gioco”, come Ransom, Willie The Kid, Termanology o Skyzoo… Come sono nate queste collaborazioni? Hai qualche aneddoto da raccontarci su quest’album?

Penso che il mio approccio a “The Ivory Stoop” sia stato una specie di introduzione a Baltimora. Come portare un turista per la prima volta in tour per la città mostrandogli le bellezze della città e il panorama, mentre “THE BALTIMORE HOUSING PROJECT” è più o meno il lato oscuro e greve della situazione.

La storia raccontata in “The Stoop” è quella di un ragazzino di scuola che diventa un “hustler” (trafficante) dal cuore scuro e “The Housing Project” riprende proprio da quando ha appena lasciato i gradini di casa (“Stoop”)! Volevo giocare con le diverse prospettive della mentalità da “casa popolare”: solo perché sembra che ogni rapper debba essere questo duro che viene dalle popolari, ma nessuno elabora davvero cosa significhi!

Perciò ho voluto che fosse un disco tematico. Credo che la mia penna in questo progetto sia un po’ più sfacciata e sprezzante e sapevo che i nomi, con cui avrei avuto a che fare, avrebbero reso questo un film fantastico, perciò’ sapevo a cosa sarei andato in contro. Apprezzo davvero che tutti gli artisti che hanno collaborato siano stati professionali. Hanno fatto la loro parte perfettamente e interpretato la mia visione e quella del mio socio Ray Sosa e il tutto è venuto fuori alla grande! Un giorno magari scriverò un libro su quanto sia stato bello lavorare con questi ragazzi lmao…finché non diventerà un programma tv.

Jay Royale’s “The Baltimore Housing Project” album cover art.

Copertina album “The Baltimore Housing Project”.

Possiamo dire che la tua musica abbia le vibrazioni della “golden era”: si distingue, infatti, per il vivido liricismo, lo storytelling e le basi hardcore dell’hip hop classico. Perché hai deciso di rimanere legato a questa formula, differenziandoti dalla maggior parte della musica rap in voga oggi? Quali sono le tue fonti d’ispirazione più importanti? Nel movimento underground, di cui fai parte anche tu, sta circolando la parola “Rinascimento” da diverso tempo… Qual’è la tua idea su questa “wave”? Con chi ti piacerebbe collaborare in particolare, sia rapper che produttore?

Da quando ho iniziato a fare rime le regole da seguire sono sempre state: “devi fare una hit, un brano da club, devi avere qualche tecnicismo etc. etc….” qualsiasi roba tranne spaccare veramente!

Io sono sempre stato fan della roba potente! E sono sempre rimasto influenzato da quello che ci piaceva nelle strade: testi che spaccano con barre in cui ti puoi rispecchiare e spiritose metafore con, anche, una certa sostanza.

Io stesso sono un figlio degli Ottanta, perciò ho assistito con i miei occhi alla gran parte delle pietre miliari dell’Hip Hop, perciò ho visto i su e giù del “THE GIMMICK” ( l’inganno dell’industria n.d.r) e fanculo tutto quella merda, lmao !

La mia ispirazione arriva dal quelli che ritengo i classici: un po’ Sean Price, un po’ di Mobb Deep, un po’ di Nas e un sacco di AZ lmao… Wu Tang, Pun, una lista che potrebbe andare avanti per giorni…

La cosa del nuovo “rinascimento” ha un sacco di significati! Sono davvero contento che il vero hip hop sia vivo e in forma, e sia in grado di parlare a chiunque voglia supportare! Sono un grande fan prima di tutto, perciò’ mi sto divertendo un sacco a collaborare con coloro che vogliono lavorare con me e sono professionali. Questi ragazzi sono affamati come me e, anche, molto, ma molto, talentuosi.”

Puoi raccontarci di più sulla scena rap di B-more (Baltimore) e sul tuoi socio di rime, come Ill Conscious? Conosciamo, anche, Jamil Honesty, un Mc che spacca che viene dalla tua città…Chi altro ci consigli?

Si frate, Illcon (ILL CONSCIOUS n.d.r) e Jamil (JAMIL HONESTY n.d.r) sono emcee’s molto bravi della mia città che sono dei pazzi delle rime: lo giuro, sono molto talentuosi ! C’è un sacco di talento in città. Troppi da nominare, non voglio lasciare fuori nessuno, lo sai…! Sentirai molto presto parlare di noi, in quanto stiamo lavorando con molta grinta per mettere la nostra città sulla mappa, finché il Boom Bap di Baltimora riceverà gli onori che merita. Dipende da noi, far si che accada!

In quanto magazine sui Graffiti e la Cultura Hip Hop, ci occupiamo principalmente della scena del writing da tutto il mondo, e vorremmo chiederti qualcosa a proposito del movimento dei graffiti di Baltimora… Hai qualche connessione con essa?

Infatti, ce l’ho…Prima di prendere questa roba del rap seriamente, ero solito bigiare la scuola e andare a casa del mio migliore amico “Bones” , perché aveva i giradischi e io facevo freestyle sulla roba che metteva. E così è successo che è diventato, anche, uno dei migliori artisti di graffiti proveniente dalla mia città! Sarò certo di introdurvi ai suoi lavori.

Graffiti in Baltimore

Graffiti a Baltimore

Cosa dobbiamo aspettarci dai tuoi prossimi progetti e piani per il futuro? Quali sono le tue ambizioni più grandi?

Le nostre prossime mosse devono essere molto ben calcolate a causa di tutta sta storia del covid, perciò stiamo provando a fare del nostro meglio per pubblicare ancora ottima musica e muoverci in punta di piedi in questo casino e girare anche degli ottimi video!

Ma copie fisiche, vinili e merchandising saranno sicuramente disponibili, e il supporto dei sostenitori ci aiuterà ad attraversare tutto ciò! Mi sto divertendo più che mai a fare sta roba, quindi aspettatevi ancora più barre e ritornelli da me e i miei compari! Ancora una volta, apprezzo l’opportunità che mi avete dato.

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