Ufo Fev Intervista

UFO Fev: «Il nome Fev, mi è stato dato da Black Rob (R.I.P.)»

Abbiamo intervistato il rapper di East Harlem, UFO FEV, che ci ha raccontato della comunità portoricana a New York e del suo ruolo nella cultura Hip-Hop, del suo apprendistato con la leggenda Fat Joe, del suo ultimo album “Magnum Opus”, dei suoi libri preferiti e molto altro…

Essential Projects
  • Basic Instructions Before Leaving Earth
    2018
  • Fresh Air (with Statik Selektah)
    2020
  • The Ghost Of Albizu (with Big Ghost Ltd)
    2020
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LEGGI L’INTERVISTA IN LINGUA ORIGINALE

Pace bro. Grazie per il tuo tempo e la disponibilità nel rispondere alle nostre domande! Lo apprezziamo davvero. Ci piacerebbe iniziare chiedendoti qualcosa sulla tua storia personale e il tuo background, visto che dimostri sempre un grande orgoglio per le tue origini portoricane. Puoi raccontarci qualcosa di più sulla tua storia e quella della tua famiglia? In quale quartiere di New York sei cresciuto e, secondo il tuo punto di vista, com’è crescere da portoricano a New York?

UFO FEV: “Per rispondere alla tua prima domanda, sono nato e cresciuto a El Barrio, Eastside di Harlem, NYC. Il background della mia famiglia inizia a Porto Rico. I miei nonni da entrambi i lati sono nati a P.R. e arrivarono qui negli anni ‘50 e si stabilirono a East Harlem.

Il mio quartiere è chiamato El Barrio (The District), è principalmente un quartiere Latino e Afro-Americano ed era proprio così. Ciò succedeva quando il quartiere aveva ancora un senso di comunità e tutti condividevano le cose insieme.

Negli ultimi anni hai lavorato particolarmente duramente con la tua musica, ma com’è iniziata la tua passione per l’Hip-Hop quando eri giovane? Quando e perché hai iniziato a sputare le tue prime rime?

UFO FEV: “Grazie, ai tempi non pensavo che l’Hip-Hop fosse una cultura. La musica è stata sempre, fin dai miei inizi, attorno a me:

Fuori dal mio palazzone, gli spacciatori ascoltavano quella musica mentre si davano da fare, o nel campetto di basket c’era qualcuno con lo stereo che ascoltava musica.

La musica veniva dagli appartamenti, qualcuno metteva le casse sul davanzale, avresti sentito sempre questo genere di musica.

Tutto ciò è la ragione della mia passione e del perché ho iniziato a cacciare rime, era praticamente quasi impossibile, ai tempi, diventare un rapper.

Avevo 15 anni quando sputavo le mie prime rime in giro.

Da dove arriva il nome Ufo Fev?

UFO FEV: “Il nome Fev, che è l’abbreviazione di Fever (letteralmente “febbre” n.d.r) , mi è stato dato da Black Rob (R.I.P.) Mi conosceva da tutta una vita e un giorno mi disse che ero “caldo” (“spaccavo” n.d.r), avevo la “febbre”. Da allora l’ho sempre tenuto. UFO arriva dalla “knowledge of self”.

L’11 Giugno hai pubblicato il tuo nuovo progetto “Magnum Opus”. Cosa ci puoi raccontare a proposito di quest’album? Con quali producer e altri MCs hai collaborato? In che modo quest’album si differenzia dai lavori che hai pubblicato precedentemente?

UFO FEV: Magnum Opus è interamente prodotto da un produttore emergente di nome Ster, di Brooklyn. Conosco Ster di persona da almeno 10 anni e stiamo lavorando a questo progetto dal 2017.

Abbiamo fatto diverse versioni di quest’album, ma finalmente abbiamo trovato il suono giusto. Abbiamo degl emcee’s che spaccano su quest’album, incluso il mio partner-di-rime Red Inf, Vic Spencer, DV ALIAS KRHYST & Gorilla Nems. Tutti loro sono su “Unapologetic“, che è come abbiamo chiuso l’album. Stong!

Tutto ciò che dovete fare è premere play e sentirete la differenza immediatamente”.

Recentemente, hai condiviso alcune foto su Instagram con il leggendario Fat Joe, un’icona dell’Hip-Hop e del Bronx con origini portoricane come te: dove eravate quel giorno e cosa ti ha detto? Come vi siete conosciuti? Ti ha dato qualche consiglio e qual è la più grande lezione che hai imparato standogli vicino?

UFO FEV: Joe (Fat Joe) e me eravamo alla cerimonia inaugurale dello United Hip-Hop Museum nel Bronx, NYC.

Per coloro che forse non lo sanno, ho incontrato Fat Joe nel 2016 attraverso Dre dei Cool & Dre.

Sono stato il suo apprendista o allievo tanto da parlarci sempre, da quel momento.

Abbiamo pubblicato brani come “Wraith” feat Kent Jones e “Fentanyl Flow“).

E’ anche su The Ghost Of Albizu.

Lui mi da sempre lezioni di vita o consigli ed è un uomo a cui sono grato nella mia vita.

Potrei scrivere un piccolo libro delle perle che ho collezionato da Joe Crack.

Pensando appunto a Big Pun o Fat Joe, Puerto Rico ha sempre giocato un ruolo fondamentale nella scena Hip-Hop di New York: perché secondo te la comunità portoricana abbia avuto questa grande influenza sull’Hip-Hop, più di altre minoranze ? Chi sono i tuoi rapper di origine portoricana preferiti di tutti i tempi? E tra quelli emersi più recentemente?

UFO FEV: “Bene, a New York City la comunità latina è una maggioranza rispetto ad altre città negli Stati Uniti. I latino-americani di Porto Rico arrivarono qui nel continente negli anni ‘50 dopo la rivoluzione portoricana e stavamo nei ghetti.

Quando suonavano la musica nel parco per la prima volta, c’erano neri e ispanici. È così che è nata la vicenda, perciò non sono i portoricani che hanno influenzato l’Hip-Hop, ma è l’Hip-Hop che ha influenzato i portoricani… già dagli inizi.

I miei rapper preferiti di tutti i tempi con origini portoricane sarebbero Big Pun, Fat Joe, Noreaga, Jim Jones… Piu’ recentemente mi piacciono Eto, Nems, Spanish Ran, Termanology, CJ, J.I the Prince of NY.

Chiunque faccia le sue robe rappresentando le origini boriquas è apposto per me”.

Uno dei tuoi progetti che abbiamo amato di più l’anno scorso è stato quello con il producer Big Ghost, intitolato”The Ghost Of Albizu”: com’è nata questa collaborazione? Cosa significa il titolo dell’album? E per quanto riguarda la copertina, chi l’ha realizzata?

UFO FEV: “Questa collaborazione è avvenuta attraverso Instagram. Qualcuno ha commentato che avremmo dovuto fare un progetto intitolato The Ghost Of Albizu, a Ghost piacque l’idea e mi ha mandato delle strumentali.

Il titolo è per omaggiare Don Pedro Albizu Campos, che era un avvocato e un attivista che era stato arrestato per aver guidato la rivoluzione portoricana. Sia l’artwork che la musica sono stati realizzati da The Big Ghost in persona.”

Quali sono gli altri tuoi progetti più significativi, secondo te? E qual è l’album a cui pensi di essere più legato e perché?

UFO FEV: Non posso ancora rispondervi, perché ci sto ancora lavorando, lol. Non ascolto la mia musica una volta che è uscita, perché sono sempre legato ad essi e mi piacciono tutti”.

Hai qualche connessione con la scena dei graffiti o della street art a New York? Conosci qualche artista da tenere sott’occhio?

UFO FEV: “Il mio graffiti artist preferito a NYC ora è PON. Mi piace anche il socio ABSTRK (@abstrk) anche se è di Miami, lui è uno dei miei preferiti”.

Se dovessi raccomandare tre libri che hai letto, quale consiglieresti e perché?

UFO FEV: L’Alchimista” (Coelho) – perché è una guida per trovare te stesso, se sei perso. “Il Vecchio e il Mare” (Hemingway) – perché questo libro vi insegnerà la pazienza. “L’Arte della Vittoria. L’Autobiografia del Fondatore della Nike” (Phil Knight) – perché bisogna comprendere come pensa un miliardario e da dove arriva.

Stai già lavorando su qualche altro album o progetto? Cosa possiamo aspettarci dall’UFO Fev del 2021?

UFO FEV: “Ancora più album. Ancora più musica…. Seguite me e la mia musica e godetevi la corsa! @UfoFev. Grazie!!!”

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