Vino La Mano Interview

Vino La Mano (B$F): «Provo a dare agli ascoltatori il mio lato più reale»

Il rapper di Corpus Christi (Texas) con origini messicane, Vino La Mano, ci ha raccontato come è diventato un membro della Black $oprano Family, la crew capitanata da Benny The Butcher. Inoltre, ci ha spiegato da dove arriva l’ispirazione per i suoi storytelling e ci ha raccontato anche del suo ultimo album, dei suoi obiettivi e molto altro…

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    2021
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Grazie Vino per averci dato l’opportunità di farti alcune domande. Lo apprezziamo molto. Vorremmo iniziare a chiederti qualcosa in più sulla tua storia personale: qual è il tuo background? Sei originario del Texas, in particolare di Corpus Christi o ti sei trasferito lì in seguito? E come descriveresti la tua città e la vita lì?

VINO LA MANO: “Sono cresciuto e nativo del Texas. Corpus Christi, è dove sono nato e cresciuto. 361. Vivo qui…merda, praticamente da tutta la mia vita. Mi sono appena trasferito a Houston, forse una roba come 8 mesi fa, perciò ho fatto avanti e indietro. Come descriverei la mia città e la vita qui? Voglio dire… Corpus Christi è come una qualsiasi altra cittadina. Ci sono circa 300.000 persone che vivono qui. Sapete “Corpus” è davvero piccola, ognuno conosce i fatti dell’altro, sapete cosa intendo..  Ma, comunque, la strada è la strada! Non è perché è una piccola città, non vuol dire che non succeda niente quaggiù…sapete cosa intendo!”

Vivi in ​​Texas, ma sei un affiliato della Black $oprano Family di Benny The Butcher, il cui nucleo è a Buffalo, New York, molto lontano da Corpus Christi… Allora qual è il collegamento tra te, Benny e la BSF? Come vi siete conosciuti?

VINO LA MANO: Penso che, semplicemente, sia stato il cazzo di Universo che ci ha allineato, o una roba del genere, ma in pratica siamo due stronzi di strada che sono entrati in contatto ed è stata una roba vera, sai cosa intendo… Benny the Butcher l’ho conosciuto tramite Instagram, ho sempre saputo che stava per esplodere, questo tipo nel 2017… Perciò volevo tipo fare qualcosa con lui.

Nel momento in cui incontrai Benny, avevo dovuto lasciare il rap, perciò proprio quando avevo smesso di rappare, all’improvviso Benny mi disse tipo: “Ora sei della B$F now!” e io rimasi tipo “ma che cazz..?”. È avvenuto tutto in un lasso di tempo di 2 mesi.

Anche dal punto di vista musicale, il tuo rap riflette più le sonorità tipiche della East Coast, della Griselda / B$F, roba tipo liricismo di strada underground, piuttosto che alcune influenze strettamente texane dell’hip-hop… Quali sono state le tue influenze musicali e perché ti senti più a tuo agio con quel tipo di suono? Quando e come hai iniziato a rappare?

VINO LA MANO: Iniziai a rappare quando avevo tipo 12 anni e “Stillmatic” di Nas è stato uno dei primi album che comprai, perciò ho sempre gravitato maggiormente intorno agli schemi metrici della East Coast, sapete cosa voglio dire, no? Ascoltavo Jay Z e Scarface.

Sono un grande fan di Scarface, perciò anche il mio storytelling arriva da ciò. In quell’epoca ascoltavo lui e DMX. Perciò, come ho detto, quando iniziai a rappare, era appena uscito l’album di DMX  “Dark and Hell is Hot”, o tipo un anno dopo, perciò è da quella roba che ho preso tutto il fatto dello storytelling e della roba dark.

Da dove arriva il tuo nome d’arte?

VINO LA MANO: Il mio nome d’arte viene semplicemente dal mio cognome, è davvero una cosa basica. Sapete cosa voglio dire… Crescendo, quando giocavo a basket, la gente, invece di chiamarmi con il mio cognome che era Trevino, era solita chiamarmi Vino per la fine del mio cognome e da ciò è venuto fuori il mio nome d’arte. Poi col tempo, crescendo, mi è rimasto appiccicato…sapete cosa voglio dire, no?.

Il tuo stile e i tuoi testi sono fortemente ispirati dalla vita di strada e dal tuo passato, di cui dai agli ascoltatori immagini dettagliate attraverso le tue rime. Qual è il tuo approccio quando scrivi i tuoi testi? Cosa ti ispira?

VINO LA MANO: Voglio dire…non c’è davvero un approccio a come scrivo queste rime…Non sono la persona che basta che ascolta un qualsiasi beat e ti sputa il miglior verso.

Sicuramente, devo essere in sintonia con il beat, devo sentire qualcosa… sapete cosa voglio dire, no? È quello il momento in cui sentite quello sentite, perciò è così che racconto la mia storia alla fine dei conti…

Quanto è importante per te parlare del tuo passato e di un certo stile di vita e qual è la differenza tra rendere la tua musica reale e glorificare lo stile di vita da gangster, che spesso, come dici anche nelle tue canzoni, sottintende molto dolore e sofferenza? Come fai a mantenere l’equilibrio su questa linea sottile?

VINO LA MANO: Come mantengo questo equilibrio su questa linea sottile tra fare musica gangsta e real? Voglio dire, alla fine dei conti sono cresciuto in una certa maniera: crescendo nelle strade hai dei codici, hai una morale nelle strade in cui cresci.

Sono anche cresciuto in chiesa, perciò provo a raccontare ciò da una prospettiva reale e dalla prospettiva della strada… Sapete cosa voglio dire? E racconto come sta merda può andare da una parte o dall’altra…Esiste un Dio…sapete cosa intendo, no? Perciò non so, non te lo so spiegare in realtà…

È come se appena sento il beat, provo a dare agli ascoltatori il vero lato di me…il lato più reale che potrete ascoltare da me!

Come è nato questo tuo ultimo progetto intitolato “Kleptopia”? Chi ha prodotto i beat e come sono nate le collaborazioni al suo interno?

VINO LA MANO: Quest’ultimo album è stato prodotto dai The Soul Monsters, loro hanno prodotto praticamente tutto ciò su cui ho rappato. Per quanto riguarda le collaborazioni: Klass Murda è uno dei miei soci, lui mi fa un sacco di ritornelli, Chase Fetti è anche lui un mio socio, bella per Chase Fetti, un saluto a tutto il Jersey, un saluto a tutta Rochester – New York.

E c’è anche un altro featuring: Magnus. Lui è originario della mia città e rappa praticamente da quando lo faccio io e mi sono semplicemente sentito di dovergli un favore, perciò gli ho detto tipo: “fai un verso su sta merda, dawg… Spacca sta merda, fai sapere al mondo chi sei!”.

Come Benny in pratica ha fatto per me… Capito?

Tra i tanti progetti che hai realizzato negli ultimi 3-4 anni, quali sono i più importanti per te e perché?

VINO LA MANO: Ad essere onesti bro, non ascolto molta della mia musica, perché non me ne frega un cazzo. Voglio dire..Mi importa, ma a volte non me ne frega di sentire la mia roba così tanto…

Ma “Real is my Religion” è forse uno dei migliori pezzi che ho scritto e come se ogni cosa che ti posso dire di quella canzone fosse perfetta. Se c’è una canzone perfetta che ho fatto, è questa qui: dal ritornello, al beat, al testo, a semplicemente alle emozioni che ho messo in questa roba. Sapete cosa voglio dire?

Quando ho scritto questa canzone, l’ho messa in play e loro hanno modificato il sample intorno ad essa…Io ero tipo: “Si, questa è quella giusta! Questo è il motivo per cui ho fatto le magliette e il motivo per cui ho fatto il video e tutto il resto…

In cosa pensi di essere maturato di più nella tua musica negli ultimi anni? E quali sono i prossimi passi e gli obiettivi che ti sei prefissato?

VINO LA MANO: Il mio prossimo obiettivo è di andare a New York, provare ad entrare in più emittenti radio che posso, in tutti i cyphers che posso, stringere più  mani possibile con un mucchio di gente della scena Hip-Hop, sai cosa voglio dire?

In pratica, provare ad entrare nel giro fratello! Sono del Texas perciò non ho nulla, posso semplicemente andare fottutamente in alto.

E con chi ti piacerebbe collaborare di più nel prossimo futuro? ​​

VINO LA MANO: Mi piacerebbe collaborare con Scarface, Conway, Nas, Jadakiss… Mi piace Lil Durk, Durk spacca! Sapete cosa voglio dire? Non è una lunga lista, ma è una lista, e si loro probabilmente sono quelli top con cui mi piacerebbe collaborare, perché sento come se molto delle loro vite sono state come la mia, crescendo. Abbiamo in comune molte cose, sapete cosa voglio dire?

 

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