MichaelAngelo: «Mi piace pensare di essere più un produttore che solamente un beat-maker!»

Abbiamo intervistato MichaelAngelo produttore di origini italiane della zona di Boston che ci ha raccontato di come ha iniziato a produrre beats, del florido movimento underground della capitale del Massachusetts, dei suoi prossimi lavori, delle sue frequenti collaborazioni con Eto, Crimeapple, Estee Nack, Primo Profit, RLX e tanto altro.

Essential Projects
  • Commerciante d'arte
    2019
  • Dali (x RLX)
    2020
  • Tod por la Plata (x Primo Profit)
    2022
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Pace fratello, apprezziamo il tempo che ci stai dedicando per rispondere a queste domande. Vorremmo sapere qualcosa in più a proposito del tuo background e della tua città: di che zona sei esattamente a Boston ed è che lì sei nato e cresciuto?

MICHAELANGELO: Grazie a voi per avermi dato l’opportunità di parlare della mia roba e permettermi di raccontarvi un po’ di me stesso. Sono nato a Revere, Massachusetts, proprio di fianco a East Boston. Mi sono trasferito in un sobborgo, circa 25 minuti fuori Boston. Mi sono trasferito vicino a mio nonno e ho vissuto lì per la maggior parte della mia infanzia.

La mia famiglia è di East Boston, così potevo andare a trovare mia nonna e  crescendo trascorrevo molto tempo lì in zona. Dopodiché mi trasferii a Salem, MA, dove ho vissuto per circa 6 anni. Salem è vicina a Lynn e lì è dove incontrai per la prima volta Estee Nack. Quando vivevo a Salem ho cominciato anche a connettermi con MCs come Al.Divino e Primo Profit, con i quali continuo a lavorare. Qua è dove è iniziato il mio rapporto lavorativo con questi artisti.

Hai spesso collaborato con Primo Profit, Crimeapple e RLX che condividono origini colombiane e sappiamo che a Boston esiste una grande comunità del Centro e Sud America… Hai anche tu delle origini latine? Qual è il tuo background culturale?

MICHAELANGELO: Non ho nessun background Latino. Sono 50% Italiano/Siciliano e 50% Tedesco Americano. East Boston una volta era principalmente italiana, ma negli anni è cambiata e ora è a maggioranza colombiana, principalmente “paisà”. Un sacco di miei amici sono Colombiani e perciò credo che molta gente pensi che lo sia anche io, considerando come lavoro con tre dei principali esponenti Colombiani nel gioco.

Boston e il Massachusetts hanno una scena hip-hop underground longeva. Ma negli ultimi anni si sta, comunque, consolidando un solido “nuovo” movimento con persone come te, Estee Nack, Primo Profit, Al Divino e altri che stanno guadagnando maggiore visibilità. Come descrivi la scena underground dell’area di Boston oggi, dal tuo punto di vista? È coeso e forte? Funziona bene secondo te o potrebbe fare di meglio con il suo potenziale, secondo te?

MICHAELANGELO: Ero già in giro sia quando c’era la scena underground più, sia ora con questa nuova ondata, perciò è stato figo da vedere tutto ciò. Abbiamo gente che spacca in questa scena, sia da lato MCs che dei producers.

Abbiamo costruito solide fondamenta e lo facciamo già da oltre 10 anni, quindi è fantastico vedere alcune delle stesse persone con cui hai lavorato che continuano a crescere nel corso della loro carriera. Ci conosciamo tutti dal primo giorno di questa merda. Sarebbe meglio vedere più promoter organizzare concerti di questa nuova wave della cultura e pagare correttamente gli artisti per il pubblicano che portano.

Quando e come hai iniziato a fare beat e produrre? C’è qualcuno che ti ha influenzato e insegnato quando hai iniziato o hai fatto tutto da solo?

MICHAELANGELO: Sono sempre stato appassionato di hip-hop grazie ai miei fratelli maggiori . Ricordo di aver portato un CD di Snoop Dogg “Murder Was The Case” nel mio esamino di terza elementare e avevo una ragazza che mi disse che  forse avrei dovuto mostrare il CD e non la custodia, in modo da non finire nei guai (sapeva già di cosa trattava). Ma il mio percorso è iniziato perchè ero solito fare dei mixtapes alle superiori. Quando facevo questi mixtapes, ci buttavo alcuni miei remix all’interno.

Probabilmente erano offbeat ma avevo un socio che mi diceva che queste cassettine erano le migliori selezioni di canzoni che avesse sentito e mi diceva che come si mixavano l’una con l’altra era perfetto e che avevo orecchio per la musica. Mi diceva sempre che avrei dovuto provare a fare qualcosa con la musica.

Inizialmente, non gli davo importanza, ma prima che la scuola finisse per l’estate, eravamo insieme al computer in classe ed entrambi stavamo guardando le scuole di musica. Quell’estate morì in un incidente d’auto e quando mi diplomai l’unica cosa che mi veniva in mente erano le scuole di musica che guardavamo insieme. Fu allora che mia madre mi chiese se era quello che volevo davvero fare.

Andando avanti nel tempo, il mio secondo compagno di stanza al college era un ragazzo italiano del New Hampshire che mi ha davvero aiutato a plasmare il mio suono perché in quel periodo facevo beats stile Dipset, ma capiva quale suono volevo davvero fare e mi ha aiutato e guidato nella ricerca del mio suono. Ricordo che mi diceva di rifare alcuni dei miei beats preferiti.

All’epoca c’era un sacco di “sample snitching”,  tanto che potevi scaricare interi album con tutti i samples più popolari. Perciò ho iniziato a fare ciò e a rifare tutti i classici. Riuscii a fare della roba talmente figa con questa cosa, che ad un certo punto mi disse: “okay, ora fai tutta la tua roba da te!”. Qualcosa scattò in me tipo: “C’ha ragione, ora devo solo trovare i miei samples e manipolarli a modo mio”.

Avevamo una crew di quattro persone che faceva beats e ogni settimana uno di noi avrebbe dovuto presentare un campione alla crew e ci sfidavamo in una gara per fare il beat migliore. Lui è sicuramente una delle persone che mi ha ispirato maggiormente e produce ancora beats, una volta ogni tanto.

Se doveste vedere un qualche remix sui miei vinili con un altro nome di produttore, vuol dire che l’ha fatto lui o ha aiutato a crearlo. Un saluto a Sound Scientist,uno della famiglia per la vita.

Quali sono stati i tuoi primi passi concreti nella scena e i primi lavori che ti hanno permesso di farti conoscere?

MICHAELANGELO:  Ero solito usare un altro nome come produttore. Cercavo di lavorare con quanti più artisti potevo della mia città e ovunque, ma a un certo punto ho capito che non era più la cosa giusta da fare, quindi ho cambiato il mio nome e tutta la mia roba. Inizialmente ho fatto alcune tracce di WSG (Westside Gunn), Conway e Benny e ho deciso di fare un rebranding del nome e ricostruire tutto.

I primi brani con cui mi sono fatto un nome sono  “Chepe” con CRIMEAPPLE, “Leaps” con Rigz e “Excellence” con Estee Nack. Questi furono scelti da FXCK RXP ( etichetta discografica indipendente n.d.r.). Se dovessi dirne una sola, comunque, il video di “Excellence” è stato davvero l’inizio di tutto per me. Un saluto a Nack.

Da dove viene il nome MichaelAngelo?

MICHAELANGELO: Mi chiamo Michael Anthony e mio nonno italiano mi diceva sempre “MichaelAngelo!!!!”. Ho vissuto accanto a lui per la maggior parte della mia infanzia. Prima avevo un altro nome con le stesse iniziali, ma in seguito è diventato il nome di un’etichetta discografica.

Questa è stata la ragione principale per cui volevo cambiare il mio brand, pensavo tra me e me, non voglio droppare queste tracce di WSG e Conway con questo nome e farlo confondere con l’etichetta discografica e non volevo nemmeno pubblicare questi brani con il nuovo nome, essendo così fresco.Volevo prima crearmi una base solida di lavori prima di pubblicare queste canzoni. Quando ho pensato ciò, per me aveva più importanza rispetto ad usare il mio primo nome da producer.

Quest’anno hai già pubblicato un paio di progetti, ad esempio il tuo ultimo con Primo Profit e prima, invece, con Eto. Come sono nati questi album? E com’è lavorare con loro? Hai trovato alcune differenze principali tra i loro metodi di lavoro?

MICHAELANGELO: Sono entrato in contatto con Eto all’incirca quando ha pubblicato l’album “Omertà” con V Don. Il nostro rapporto va avanti da un pezzo.

Alla fine abbiamo iniziato a fare una traccia insieme e, in seguito, l’ho fatto venire in aereo a Boston per lavorare sul resto del progetto. Mi sono preso una pausa dal progetto per concentrarmi su altri progetti e altre cose della vita, ma quest’anno si è sistemato tutto e ho deciso che volevo pubblicare tutto il materiale su cui stavo lavorando.

Per quanto riguarda Primo (Primo Profit), lo conosco dal 2012, è uno di famiglia. Perciò ogni volta che siamo insieme, viene tutto naturalmente. L’ultimo progetto che abbiamo fatto, lo abbiamo iniziato e finito in un mese.

Si, ognuno ha delle differenze nel modo di lavorare. Tra me e Primo è tutto più naturale. Cazzeggiamo e usciamo al di fuori dei cazzi della musica, perciò quando facciamo le nostre robe è abbastanza facile.

Eto lavora tranquillo,lui è uno degli scrittori più forti in circolazione. Mi sono solamente assicurato di portargli un sacco di Corona al tavolo e di metterlo a suo agio, nella sua zona di comfort.

Penso che come produttore questa sia una cosa importante: scoprire fino a che punto puoi spingere un artista, ma anche tenerlo a proprio agio e nel suo elemento, ed essere disposti a proporre idee e creare insieme a loro, invece di fare solamente un beat e lasciargli fare quello che vogliono sopra.

Come si è evoluto il tuo approccio al beatmaking nel corso degli anni? E per quanto riguarda le attrezzature che utilizzi per produrre? Cosa hai cambiato negli anni?

MICHAELANGELO: Man, non è cambiato un cazzo. “Se non è rotto, non aggiustarlo”. Ma ciò che è cambiato è la flessibilità dei suoni/campioni e la gamma di bpm. Prima mi sentivo come se stessi sempre inseguendo un tipo di suono, ora provo a fare solo ciò che suona bene per me, indipendentemente dal fatto che penso che un rapper suonerà bene su di esso.

Qual è secondo te il tratto distintivo, la firma della tua produzione artistica che ti differenzia dagli altri produttori?

MICHAELANGELO: Mi piace pensare di essere più un produttore che un semplice beatmaker. Chiunque abbia fatto musica con me, da vicino, sarebbe d’accordo. Cerco di portare un suono che li faccia davvero risaltare o che mostri le loro abilità. Ho fatto questo progetto in cui tiravo fuori i ritornelli dai versi e li aggiungevo ai brani e producevo davvero insieme all’artista.

Ho fatto poi un altro album in cui la selezione di beat usuale dell’artista non era il genere che faccio io, ma per questo progetto ho dovuto adattarmi al loro suono tipico e contemporaneamente mantenere l’integrità per ciò che riguarda il mio suono.

A volte sento album che suonano semplicemente come un artista che rappa sopra lo stile di un produttore. A volte, ciò funziona, ma penso che questa sia una differenza tra me e altri beatmakers.

A quale artista ti sei ispirato di più nel corso degli anni? E hai un particolare genere musicale da cui ti piace trarre ispirazione quando devi campionare per i tuoi beats?

MICHAELANGELO: Per primo penso a WSG ( WestsideGunn) ad occhi chiusi, semplicemente per come ha buttato giù delle porte e aiutato questo suono a diventare nuovamente popolare, aggiungendoci dei nuovi elementi. Ma ne ho un po’: posso dire che lavorandoci assieme CRIMEAPPLE è uno di loro sicuramente. Mi ha aiutato a spingermi oltre e a farmi realizzare che era possibile. Vedere come si muove e tesse le sue prossime mosse è d’ispirazione. RLX è un altro, quando abbiamo pubblicato “DALÍ”  ho ricevuto un sacco di apprezzamenti in tutto il mondo, è ciò mi ha motivato. Primo Profit è un altro che mi ispira, motivandomi o tenendomi sul pezzo.

Per quanto riguarda il sampling, tutto per la maggior parte internazionale. Puoi trovare roba in quasi tutti i generi tranne il Country, secondo me. Sto lontano da quello. Il campione di “Botero Statue” credo fosse una canzone techno o elettronica, quindi tutto va bene se mi sembra suoni bene.

Stai già lavorando ad altri progetti? C’è uno o più rapper con cui vorresti collaborare più di tutti gli altri in futuro?

MICHAELANGELO: Non sto lavorando a niente di nuovo al momento. Tutto quello che ho adesso è già pronto. Ho lavorato con gli stessi artisti con cui ora hanno iniziato a lavorare alcuni di grandi nomi di producer che ho ammirato nel corso degli anni. Quindi è bello per me vedere queste leggende lavorare con le stesse persone con cui lavoro io. Sicuramente mi fa sentire come se fossi sulla strada giusta.

Mi piacerebbe lavorare con School Boy Q, Action Bronson, Roc Marci e Larry June sarebbe fantastico. Ma fino ad allora lavorerò ancora con le persone con cui ho lavorato negli ultimi 5-7 anni per continuare a spingere il mio suono.

Ecco una lista dei miei prossimi progetti: RLX x MichaelAngelo “RealLifeXperience,” BoriRock “On DogZ“, Primo Profit “On The Road”, Al.Divino “Wile E. Coyote”, ho anche roba con Griselda, Estee Nack un singolo, Elcamino un singolo, Midaz the Beast, Bub Styles, ho qualcosa in cantiere con MondayNight da Richmond, Virginia, e Shaykh Hanif di Boston, lui è uno dei miei preferiti al momento.

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