Intervista a ElCamino (Black $oprano Family)
Abbiamo deciso di pubblicare finalmente in formato digitale questa intervista rilasciata nel 2024 in esclusiva, per il 4° volume di ThrowUp Magazine e disponibile fino ad oggi solamente in formato cartaceo. ElCamino, rapper di Buffalo (New York) e membro della Black $oprano Family, racconta il suo percorso dalla povertà alla firma per il roster di Benny The Butcher: l’apprendistato accanto a Westside Gunn, Conway e Benny The Butcher, gli anni di gavetta indipendente, l’importanza di avere come guida Dj Shay (R.I.P), il suo brand di abbigliamento Anti-Gun Violence e i suoi progetti musicali fino all’album “They Spit on Jesus”.
Pace king. Ci sentiamo fortunati di avere la possibilità di farti alcune domande perché siamo grandi fan della tua musica e siamo sintonizzati con essa da quando hai pubblicato l’EP “ELCAMINO” nel 2017. In effetti, quel progetto è stato in qualche modo pubblicato con l’imprinting della Griselda Records, quando la Griselda non era ancora il fenomeno che è adesso. Ma in realtà non sei mai stato ufficialmente affiliato all’etichetta di Westside Gunn e solo di recente sei entrato a far parte Black Soprano Family di Benny The Butcher. Quindi, come è nato il tuo rapporto con i membri della Griselda inizialmente ? E puoi raccontarci qualcosa di più su quel primo periodo della tua carriera?
Intorno al 2016 ho incontrato Westside Gunn e ho vissuto con lui e Conway per un anno o due ad Atlanta durante quel periodo. Ed è più o meno quello il periodo in cui ho imparato tutto quello che dovevo sapere per quanto riguarda la gestione di un’ attività, guardando West e ho imparato come alzare il culo e andare in studio da solo da Conway. Poi Benny si è trasferito ad ATL ed è stato allora che ho imparato a darmi da fare in questo mondo del rap. Quindi ho preso qualcosa da ciascuno dei ragazzi e ho aggiunto quello che avevo già di mio e ora questo è il risultato che vedete.
Perché, durante tutti questi anni, hai deciso di rimanere indipendente pubblicando molti progetti per conto tuo (fino a quando non ti sei unito ufficialmente ai B$F) nonostante il tuo legame di lunga data con i ragazzi della Griselda?
Perché quando non ho firmato con Griselda, Benny mi ha dato 2 opzioni e una di queste era fare questa roba in modo indipendente e continuare a costruire quello che ho scelto. Non avevo mai firmato un contratto prima, quindi stavo solo cercando di fare quello che vedevo fare senza avere un’etichetta dietro di me. Sento che mi ha dato più tempo per crescere come artista e anche come uomo.
Perché e come sei entrato a far parte della Black Soprano Family di Benny The Butcher?
A dire il vero non avendo mai firmato con la Griselda e dopo essere tornato da Atlanta, ero già in buoni rapporti con Benny e Dj Shay, e Shay mi ha sempre spinto a lavorare. Sono solo un ragazzo che cerca sempre di migliorare se stesso e le critiche costruttive di Shay sono state ciò che mi hanno elevato al di sopra di altri artisti. Ed io e Benny siamo stati legati fin da quei 5 giorni di Griselda (5 giorni nel quartier generale di Griselda).
Benny è un gigante a Buffalo e lo vedevo sempre dal barbiere da bambino etc…ma non abbiamo mai parlato, finché non ci ha presentati West o potrebbe essere stato Conway. Ma ho sempre considerato il bro come la figura di un fratello maggiore considerando che mi ha portato ovunque fin dal primo giorno, quindi era giusto che restassi con il mio brother e firmassi con lui nel 2022, aveva più senso e così sarei rimasto al luogo da dove provengo.
In che modo Buffalo, New York, ha influenzato te e la tua musica? Puoi raccontarci qualcosa sulla storia della tua vita personale e com’è stato crescere a Buffalo dal tuo punto di vista?
Sono cresciuto povero a Buffalo, ma essere al verde a Buffalo non è stato poi così male. Alcuni potrebbero dire che quelli dell’infanzia sono stati gli anni migliori della loro vita dato che probabilmente da quel momento in poi hanno perso la famiglia. Io potrei dire che crescere a Buffalo ha rappresentato i giorni migliori della mia vita, fin quando la mia vita non è cambiata quando siamo diventati adolescenti e la situazione è andata a puttane… sai, la gente ha iniziato a morire, gli amici hanno iniziato ad andare in prigione, è proprio così, in poche parole sono stati tempi tristi mentre prima erano stati bei tempi.
Buffalo è una città dove praticamente hai l’opportunità di fare quello che vuoi nella vita, semplicemente non ci sono abbastanza informazioni là fuori a portata di mano e nessuno ti dirà cosa è possibile fare, ti diranno solo di trovarti un lavoro, il che va bene, ma Buffalo è un posto dove puoi vivere i tuoi sogni se li insegui.
Quando hai deciso di iniziare a rappare e hai capito di avere un talento speciale?
Sinceramente direi che nel periodo in cui ho iniziato a godermi l’erba stavamo semplicemente facendo un po’ di merda hippy seduti con i ragazzi che facevano freestyle.
Siamo stupiti dal tuo hustle, dalla tua determinazione ed etica del lavoro nonostante la tua giovane età. Infatti, durante la tua carriera hai realizzato un sacco di progetti musicali incredibili indipendentemente e hai anche lanciato un marchio di abbigliamento di successo (“Anti-gun Violence”). Cosa ti ha motivato così tanto e qual è stato il tuo piano dietro al successo del tuo marchio d’abbigliamento “Anti Gun Violence”? Come è nato e qual è la tua visione e la tua più grande ambizione a riguardo?
Ho sempre desiderato realizzare vestiti. Ho iniziato perché sono cresciuto in povertà e dovevo creare vestiti che usavo tagliandoli, candeggiandoli, tingendoli e personalizzando le scarpe in quel modo solo per differenziarmi. E non potevo permettermi un sacco di roba, ma sapevo che se avessi tagliato un paio di pantaloni cargo avrei potuto trasformarli in pantaloncini cargo. Ma ciò che mi ha fatto andare avanti per tutto questo tempo è il fatto di venire dal basso.
Ho sempre sognato di diventare un uomo d’affari e di andare nel mio ufficio al 12° piano nel centro di Buffalo, e quello è stato il mio primo passo verso quell’ufficio.
Ho avviato anche altre 2 attività, ma Anti-Gun Violence è stato l’inizio dei miei business, è stato come il mio primo passo nel mondo della cooperazione e sta continuando a crescere. Significa quello che dice letteralmente, perchè conosciamo tutti il problema della violenza delle armi perché ,sinceramente, qui tutti abbiamo perso i nostri cari a causa della violenza delle armi.
Recentemente hai pubblicato la tua release ufficiale con la B$F: “They Spit On Jesus”. Puoi raccontarci com’è nato questo album e le sue collaborazioni e la storia che c’è dietro questo titolo?
“They Spit On Jesus” è una frase ed è la Verità. Ho detto alla mia famiglia che non avrei parlato di religione lol, ma devi guardare più nei dettagli per capire davvero l’immagine, devi anche conoscere per capire. Hanno sputato addosso a Gesù, il titolo è semplicemente quello che è successo e cosa sta succedendo oggi .
La prima cosa che salta all’occhio è sicuramente l’artwork della copertina, sicuramente d’impatto e in qualche modo provocatorio. Chi l’ha creato e cosa volevi comunicare?
Abran Issaac ha creato quest’immagine. Credo che l’immagine sia fantastica. Sento che se gli egiziani lo avessero inciso su una roccia in quei tempi in cui erano in giro, sarebbe un manufatto antico e storico grazie alla sua percezione e ai dettagli.
Molte persone non si rendono conto che è tutto ciò che vediamo oggi. Tutto riguarda il sesso. Non riesco a scorrere per 8 secondi senza vedere qualcosa di sessuale lol come se Dio ci vedesse. Vale la pena notare che nella società odierna, dove i contenuti sessuali dominano varie piattaforme, questa immagine si distingue per il suo valore artistico e la capacità di coinvolgere gli spettatori senza fare affidamento su temi espliciti.
Serve come un rinfrescante promemoria della diversità e della profondità che esistono nelle arti visive.
Quali progetti consideri più importanti per la tua carriera fino ad ora e perché?
ELCAMINO, Walking on water, Don’t Eat The Fruit, Lot & Abraham, Let there be light, They Spit on Jesus. Questi sono i miei preferiti perché sono quelli che ho pubblicato personalmente, tutti gli altri ho soltanto ricevuto i soldi e gli altri (artisti con cui ho collaborato nd.r.) li pubblicano quando vogliono. Di solito potresti effettivamente sentire la differenza negli album quando non li promuovo, fanno schifo, sono più simili a mixtape con il nome di album. Dico solo che fanno schifo perché non li curo personalmente.
La perdita di Dj Shay (R.I.P) durante l’epidemia di Covid ha scioccato tutti voi. Quanto era importante per te? Quali sono state le lezioni più grandi che senti di aver imparato da lui?
Molto importante, e sapevamo che se andavamo più forte era per ciò che Shay simboleggiava: il duro lavoro e la dedizione. È stato uno dei pochi a credere in noi.
Cosa possiamo aspettarci da te nei prossimi mesi? Puoi dirci qualcosa sulle tue prossime uscite e sui tuoi prossimi obiettivi?
Ho un po’ di merda pronta. Ho rimboccato le maniche. Ho solo bisogno dell’attenzione di tutti e questa volta quando sarà di nuovo il mio turno.