Intervista a Xp The Marxman: dalle strade di LA per diventare un vero leader.

Cresciuto nelle difficili strade di Los Angeles insieme alla sua famiglia di origini messicane e con un passato turbolento alle spalle, Xp The Marxman da anni si dà da fare nella scena Hip Hop underground con l’obiettivo di diventare un vero leader per la sua gente. ThrowUp Magazine ha avuto la possibilità di fargli alcune domande a proposito della sua musica e della sua storia.

Top Works
  • Nomads (x IceRocks)
    2019
  • Continua a Sparare - Keep Firing (x Roc Marciano)
    2020
  • Sincere Leader PT.2 (x Slide Beatz)
    2020
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Leggi l’intervista in lingua originale »

 

Grazie Xp per il tempo che ci hai concesso! Prima di tutto, ci auguriamo che sia tu che la tua famiglia stiate bene durante questi tempi difficili… Vorremmo iniziare l’intervista domandandoti: chi è Xp the Marxman al di fuori del Rap? Sei di L.A. (Los Angeles) giusto? Dove sei cresciuto esattamente? In diversi tuoi brani, come per esempio “Have Nots”, racconti alcuni flashback del tuo passato difficile nelle strade di L.A. Potresti dirci qualcosa di più sulla storia della tua vita e sulle tue origini messicane?

Xp, al di fuori del rap, è un padre, un fratello, un figlio, un amante, un combattente e un uomo appassionato che ama le sfide della vita, una persona appassionata delle cose che ama e che vedrà sempre il bicchiere mezzo pieno nei momenti complicati, una persona regolare e semplice a cui piacciono le robe pacifiche. 

Sono nato e cresciuto negli Stati Uniti come messicano di terza generazione: la mia famiglia ha superato il confine, quando ancora non esisteva (lol), liberi di andare e venire a piacimento, quindi faccio parte della terza generazione qui negli U.S.A.

Non parlo molto bene lo spagnolo, in quanto la mia cultura e lingua madre non mi sono mai stata insegnate da bambino. A causa del razzismo, ci hanno insegnato a comportarci il più possibile da americani, e ci hanno detto che saremmo riusciti a fare strada nella società, sembrando più americani…

Ho realizzato che questa è stata una decisione sbagliata da parte dei miei genitori, in parte perché ha creato dei muri e mi ha reso bersaglio di ridicolizzazioni da parte della mia stessa gente, e allo stesso tempo sono stato considerato come un invisibile per l’America bianca.

La mia famiglia è di Gardena, vicino a Compton.. Watts.. Hawthorne.. una parte di South Central, ma viene chiamata “Harbor area” (zona portuale). Tutta la mia famiglia è legata alla cultura delle street gangs di L.A., questo è il mio background, questo è quello che mi è stato insegnato: Soul oldies (vecchie canzoni soul o tradizionali, tipicamente apprezzate dalla cultura dei latinos e, anche, delle gang a Los Angeles, n.d.r) , fare festa, gangbangin, violenza e droghe.

Mio padre ci ha portato via dal posto in cui siamo cresciuti; penso che questo trasferimento fosse dovuto al fatto che sapeva che il nostro futuro sarebbe stato come il suo e di chiunque veniva dal quartiere. Ci ha fatto trasferire dove mi trovo ancora adesso e dove sono stato negli ultimi 25 anni: la grande 818 San Fernardo Valley, nella periferia nord di Los Angeles città.

Ho venduto droghe, assunto droghe, sono stato senzatetto, sono stato povero, sono stato in galera e ho vissuto sulla mia pelle e visto coi miei occhi tutte le cose brutte che la strada può offrire. E dopo aver visto esattamente dove la vita di strada può portarti, mi sono attaccato ad una passione che ho sentito potesse guidarmi fuori da tutte le difficoltà del crescere povero e vivere in quartiere.

Da quello che ci hai trasmesso, non sei certo uno “sbarbato” o un novellino, ma un uomo cresciuto e un veterano… Probabilmente noi abbiamo scoperto la tua musica tardi, solo nell’ultimo paio d’anni…Ma quale era la tua posizione nella scena Hip Hop, prima, ad esempio, del tuo disco “At God Speed” del 2017? Quando e perché hai iniziato a rappare e ad avvicinarti alla cultura Hip Hop?

La mia posizione nell’Hip Hop era esattamente quella di oggi. Non ho mai cambiato la mia etica lavorativa negli ultimi 10 anni. Penso che per lungo tempo il “gioco” si sia trovato in uno stato d’incuria e sia stato “drogato” di rap immaturo per ragazzini, che vogliono solo esaltarsi, comprare cinture Gucci e fare festa. Nel frattempo io ero in studio, cercando di realizzare i miei progetti, e ho continuato a rilasciare materiale, finché ho infranto certe barriere.

Allora, quando pubblicavo un progetto non ricevevo nessun apprezzamento, ma non capivo bene le dinamiche dell’ “algoritmo”… o il fatto di investire in public relations, promo, grafiche e video e tutti i criteri che servono per pubblicare un progetto in maniera professionale in questo campo.

Non conoscevo niente, avrei, semplicemente, pubblicato la mia roba e sperato per il meglio, fino “At God Speed” (2017), che è stato il progetto che ho lanciato, proprio mentre il movimento Griselda stava decollando e ricevevo l’aiuto di Dj B Original, cose che mi hanno motivato ancora di più.

Dopo che sono stato arrestato, ho iniziato a gettare le basi per riuscire a toccare certe aree dell’ “algoritmo”, in cui mi trovo ora, e per competere con i migliori di loro. Io faccio rap dal 1998, sono un veterano, ma  in un certo senso fresco, e se cercate, vedrete che ho musica fuori già dai primi anni 2000 e troverete i concerti che ho fatto… Non sono certo nuovo a questa cosa del rap…

Qual è il significato e la storia dietro il tuo nome d’arte Xp the Marxman?

Xp the Marxman deriva da diversi nomi: all’inizio ero Xpress, in quanto “I express myself”, ma un mio caro amico che non è più’ tra noi era solito chiamarmi Xp, e questo soprannome mi è rimasto per molto tempo. Perciò, dopo che lui se n’è andato, ho tenuto questo nome in sua memoria. Dopo è venuto the Marxman (il Marksman è una sorta di tiratore scelto dell’esercito n.d.r), per quanto posso essere accurato con la mia “penna” e per quanto ho scelto di essere sul pezzo con la mia musica.

Tu e Roc Marciano avete prima collaborato nel tuo disco “Nomads” (prodotto da Ice Rocks), poi ha interamente curato le produzioni del tuo EP, uscito nel 2020 “Keep Firing: Continua a sparare”. Un grande onore, che solo pochi artisti possono vantare. Cosa ci dici di questa connessione? Com’è nata?

Io e Roc ci siamo conosciuti attraverso Big Twins degli Infamous Mobb. Roc aveva un concerto ad L.A. e Twin mi ha invitato, il resto è storia! Ho sparato le mie cartucce quando dovevo e ho sperato per il meglio..

Roc non guarda sicuramente, solo ai soldi… deve veramente “fottere” con te come persona, anche solo per poter stare insieme a te nella stessa stanza

Per il tuo album “Keep Firing : Continua sparare” hai scelto un titolo con una frase italiana, e c’è anche una voce che parla italiano nella title-track… Per curiosità, ci puoi dire chi è che parla? E perché hai scelto questo titolo e “concept”? Invece, come sei entrato in rapporti con label italiana Tuff Kong Records , per la stampa e distribuzione del vinile ?

Il titolo “Continua a Sparare” viene da una conversazione che ho avuto con Roc (Marciano), a casa sua mentre faceva i beat per l’album. Raccontandogli della la mia frustrazione su da quanto tempo rappassi, senza riuscire ad andare da nessuna parte e non raccogliendo nessun risultato, nonostante mettessi tutto il mio cuore e la mia anima in quello che facevo lui mi rispose “Continua a sparare! Prima o poi verranno colpiti da qualcosa”.

La parte italiana di “Keep Firing” mi è venuta come una maniera elegante per cucire su misura questo progetto… Si sa che gli italiani fanno prodotti su misura, come Gucci o producono ottimo cibo o vino, e prodotti creati artigianalmente… Perciò ho pensato all’Italia e, semplicemente, o fatto un crossover dall’Inglese all’italiano.

Quel beat che sentite, è una mia produzione… Quella non l’ha fatta Roc: mi sembrava che quel beat fosse adatto per quello skit .. tutte le robe che sentite, come l’elicottero o la gente che spara, sono io che facevo il mio debutto come tecnico del suono .. lol…

Io ho fatto tutto ciò, mentre il mio compare @orlando_bng , che ha realizzato le grafiche di questo progetto, ha un amico in Italia, che è anche un artista Hip Hop, chiamato Riizo ( a.k.a Riizorto). Lui è arrivato con la parte in italiano di “Keep firing”, ha reso lo skit quello che è e lo ringrazio sempre per questo. Tenete anche sotto occhio il singolo che abbiamo fatto con i nostri fratelli italiani, tramite Mijo ( @mijo_music_records), Orlando sul beat e my man Riizorto che lo spacca in italiano… È un singolo internazionale e la sua uscita è prevista presto.

Tuff Kong  è uno dei leader internazionale nella distribuzioni dei vinili e ho scritto loro, penso l’anno prima, sperando di stampare il mio album “Nomads” (con Ice Rocks). Essendo un disco di 15 tracce sarebbe stato un doppio vinile e sarebbe stato troppo caro. Perciò, in seguito, avevo due canzoni estratte da “Keep Firing” pronte e le ho mandate a loro con il concept e sono stati d’accordo nel pubblicarlo, e c’erano solo due canzoni pronte, non c’era ancora nemmeno il featuring di Termanology in quel momento.

Congratulazioni per la tua ultima fatica, il secondo capitolo di “Sincere Leader” (entrambi prodotti per intero da Slide Beats), che è disponibile dal 20 Luglio su tutte le piattaforme e per l’acquisto su www.xpthemarxman.com !!! Parlaci di questo forte producer, Slide Beatz… Com’è nato l’album? Avete creato l’album in studio assieme o lui ti ha mandato i beats e tu li hai scelti?

Slide Beatz mi è arrivato come una benedizione. Lui aveva fatto un pezzo con mio fratello Supreme Cerebral e Slide mi ha sentito su quel pezzo. Mi ha messaggiato mentre in quel periodo mi trovavo a New York ed ero in un momento in cui mi sentivo elettrizzato, perché stavo facendo gli ultimi ritocchi a “Nomads”.

Ero, totalmente, concentrato su “Nomads” e nient’altro…Vedo un messaggio da Slide, che diceva “Yo, faccio basi puoi mandarmi la tua e-mail così ti mando dei beats?”. Considerate che queste cose mi piacciono e sono disponibile a ricevere beats così, ma la maggior parte delle volte sono diciamo talmente distanti dal mio spirito… ma con Slide è stato diverso!

Mi ha mandato una cartella (cosa che fa ancora oggi lol) con oltre 50 basi dentro… Io sono rimasto tipo “ma che cazzo…man non c’ho voglia di ascoltarmi tutti questi dannati beats…” , perciò mi sono detto, ne sento giusto 3 a caso e se non sento niente che mi ispira, con questa cartella ho chiuso. Ho schiacciato play e il resto è storia… Ora, ascolto ogni beat che mi manda, perché so che ha qualcosa adatto per la mia anima su cui posso spaccare.

Slide Beatz è uno dei migliori producers viventi. Sono fiero che stiamo crescendo insieme… È come se avessi trovato il mio Premo (Dj Premier) o Uncle Al (The Alchemist). Lui mi manda i beats e io registro qui nel comfort di casa mia. È molto intimo. Questi progetti sono capitati e basta, non c’è niente di programmato, come lui produce, io ci rappo sopra e lavoriamo duramente. Siamo entrambi dei veterani e i progetti suonano come se fossimo insieme da anni. Questo è Hip Hop nella sua forma più pura, roba stile RZA.

Qual’è il significato e il concetto dietro il titolo di questa serie “Sincere Leader” ? Cosa significa per te essere “leader”? Lungo tutto questo progetto, reclami questo titolo, come per esempio nella canzone “Bruja”, dove affermi “nel mio quartiere, mi chiamano the “brown Shawn Carter” (Jay-Z n.d.r). Senti di aver raggiunto, nel tuo, una posizione così? E quali traguardi vorresti raggiungere nel futuro?

“Sincere Leader significa per me essere una persona che è gentile, ma feroce..uno che dà e si prende… una persona che non solo comanda, ma insegna agli altri a comandare. È un boss, ma molti boss sono teste di ca**o, perciò mi piace di più il termine “sincere leader”.

Quando ho detto “around my hood they call me the brown Sean Carter”, volevo dichiarare che Jay Z è il pinnacolo ideale di quello che vuoi diventare se sei uno street hustler,  che sia diventare “mogul” del rap o altro..

È stato un caso che Jay-Z sia anche un rapper che spacca, ma quello che volevo evidenziare in quella barra, sono le sue capacità nell’ hustling (industriarsi) e la mia gente, che ho attorno, viene dal niente, perciò essere fonte d’ispirazione per loro, è per me praticamente la stessa cosa, solo dalla costa opposta (West Coast n.d.r), in un’altra finestra temporale e con un sacco di lavoro ancora da fare lol…

Perciò sono sicuro di ciò che affermo, anche se non sono nemmeno vicino a quel punto (a dove è arrivato Jay-Z n.d.r), so qual è il mio percorso e il lavoro da fare, anche solo per essere nella stessa “conversazione”, ma è sicuramente un qualcosa a cui ambisco. Penso che il futuro potrà essere solo più luminoso, se punto ad arrivare allo status di Sean Carter.

Tu arrivi da L.A. e hai radici messicane, ma pensiamo che sia ok dire che le tue influenze musicali, siano quelle della East coast… Hai anche fatto un tributo al Wu Tang nel tuo ultimo progetto… Quali sono quindi le tue più’ grandi ispirazioni aldilà dei Wu? E se potessi scegliere con chi collaboreresti (Mc o producer) ?

Le mie influenze, oltre a ciò che sentite emergere da ciò che faccio, sono r&b, soul oldies, classic rock, solo per nominare alcuni generi. Che ci crediate o meno, nel mio tempo libero non ascolto così tanto Hip Hop! Quando lo faccio è perché è qualcosa di cui sono sostenitore e sono un sostenitore di tutte le cose che suonano naturali, perciò non sentirete mai pomparmi roba di merda con autotune, a meno che non siano ciò che stanno ascoltando i miei figli.

A me piace la roba calma e rilassante… reggae, musica per meditare, solo suoni e cascate d’acqua… Sono, sicuramente, alla ricerca di nuovi suoni che mi diano una certa sensazione. Se ascoltassi solo una cosa per troppo, finirei per risultare ristagnante in ciò che produco, nei differenti stili e cadenze, perciò provo sempre ad ascoltare tutta la musica, di tutti i generi.

Comunque, la mia più grande ispirazione nella musica Hip Hop, è 2pac. È come se fosse stato un fratellone ai tempi e ha sempre acceso una luce sulla mia vita, anche, quando si era spenta, fino ad oggi. Se avessi una chance di collaborare con i producers, fare un album con beats di Premo (Dj Premier) e Alchemist e chiamarlo “Alchemier”.Con featurings da Freddie Gibbs, Ka, tutto il Wu, Snoop DoggDre, Evidence e la lista va avanti di sicuro ..lol. Mi piacerebbe anche collaborare con Clams Casino su roba weird , stile western nello spazio. Anche questa roba sarebbe figa.

Anche nel tuo ultimo progetto affermi con orgoglio, che non comprometteresti la tua arte per la fama e rimarrai fedele al tuo passato e alle tue caratteristiche… In ogni caso, negli ultimi anni la cultura Hip Hop sembra in ottima forma e la scena underground, piena di artisti di talento, che hanno trovato la propria strada per farsi i soldi, al di fuori del “mainstream”, grazie ad esempi come Roc Marciano, che hanno indicato la via …

Pensi che restare indipendenti e underground sia, alla fine, davvero profittevole per gli artisti, oggi? E qual è il tuo parere su come evolverà questo scenario nel prossimo futuro?

Io ho capito, per prima cosa, che questa cosa della musica funziona solo se lavori duramente e hai la volontà di farlo, ed è difficile fare successo per puro caso. Escludete però il dare da mangiare alla mia famiglia. Infatti, quando dico che non comprometterei un cazzo per vendere di più’, non significa che non farei qualsiasi cosa per dare da mangiare alla mia famiglia e ai miei bambini. Ma se dovessi svendere la mia gente o svendere questa cultura, per fare numeri e vendere la mia roba…quello, ca**o mai!

Quando compri musica o merchandising con il brand Xp the Marxman, avrai sempre roba di qualità.. perché questo è ciò che la gente che sta con me merita! Loro meritano qualcuno che è onesto e vero, che dica roba reale, e che non svenderebbe mai ciò che ha costruito per soldi…

Ho bisogno di soldi, come tutti, ma li voglio fare con onestà e nel modo giusto, e sono contento di avere un sacco di esempi intorno al momento, come Roc marci, Griselda, o Nip Hussle (r.i.p), che hanno mostrato la via su come si può avere successo rimanendo indipendenti, solamente, nella misura in cui i tuoi fans lo rendono possibile. Perciò un grazie e un saluto a tutti i sostenitori!

Noi siamo, per prima cosa, un magazine sui graffiti.. tu sembri essere un vero aficionado dell’Hip Hop e L.A. è una città con una profonda storia e cultura di graffiti… Perciò vorremmo chiederti: qual’è il tuo rapporto con il mondo del graffiti writing?

Quando ho avuto il mio primo cd Liquid Swords (Gza – Wu Tang Clan) cd, ai tempo, prendevo l’autobus per andare a scuola e New York, influenzava pesantemente la nostra scuola, con musica, moda e stile di vita. Mi ricordo scrivevo (“beatz”) per anni e devastavo il bus e i banchi.  Non appartenevo a nessuna crew, ero da solo, ma ho visto la transizione dal fare le tag al gangbangin’ (manifestare l’appartenenza alle gangs n.d.r) nelle strade, che erano già infestate dalla violenza e dalle droghe delle gangs.

I writers faticavano a trovare il loro posto, perché le gangs avrebbero dato alle crew del quartiere un ultimatum: o ti unisci alla gang o è meglio che smetti.

In pratica, nella maggior parte dei casi quelli che taggavano erano i “tag bangers” (taggers appartenenti alle gangs), come si erano soprannominati,  e questo fenomeno ha di fatto superato e oscurato l’aspetto “culturale” dei graffiti. Era diventato parte della “gang culture”, non era più una cosa innocente: se ti vedevano taggare nel loro quartiere, rischiavi di essere fisicamente ferito o, anche, ucciso.

Conosco un sacco di vecchie glorie, che in gioventù si sono trovati in queste situazioni. Oggi, un sacco di crew rispettate si sono unite per fare delle murate fighe ed aiutare la comunità a sembrare migliore. Veri artisti dei graffiti!!

Un saluto a Stp!! E a tutta la scena dei graffiti di LA/Valley!!

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