Tag:
Pongo
Crew:
CKCUAN
Città:
Milano
Nazione:
Italia

Pongo

Sin da bambino esprime il suo innato talento per il disegno, le costruzioni e le composizioni cromatiche. Verso la metà degli anni 80’, durante una permanenza di lavoro del padre a New York, incontra l’arte di strada. Di forte impatto furono per lui le escursioni nei bassifondi del Bronx, che a quel tempo, erano sotto il controllo delle bande di teppisti motociclisti. Il suo spirito ribelle e la febbre creativa, gli stimolarono l’urgenza di esprimere quelle atmosfere con la pittura aerosol. Tutto intorno a lui era in disuso e coloratissimo. Grovigli di segni e segnali, scritte arrotondate, facce fumettistiche sdoganavano il marciume, per far posto alla sua immaginazione.

La scena era totalmente diversa per molti aspetti, in primis la nicchia era ristretta, non si sentiva il rap così come ora, non era mainstream. Ma era per certi versi più curato, MTV ad esempio aveva il suo programma MTV yo rap, non c’era la moda diciamo. Cosa è cambiato? Tutto praticamente, ora è una cultura mainstream in cui il writing è diventato un ramo della street art.

Quella pittura anarchica e vibrante era la cultura, che proprio a quel tempo stava stabilendo una nuova ricerca formale anche in Europa. I nomi che si erano approcciati alla legalità delle gallerie istituzionali, erano Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Kenny Sharf, che nel 1984 era approdato anche alla Biennale di Venezia. Per lui ragazzo del ’76, in transito tra l’età della fantasia e quella della ragione, non era possibile accettare di restare compresso all’interno di schemi tradizionali; la sua pittura fu la Street Art, quella che anche a Milano iniziava ad accendersi, e di cui PONGO fu tra i precursori.

Io e Shot eravamo spesso in coppia a bombardare le banchine e ne facevamo più di una a sera. Ci incontravamo quando lui finiva di lavorare al ristorante e andavamo in cantina da me al caldo a fumare e ad aspettare l’ora propizia. Arrivato il momento X colpivamo una banchina e ne facevamo un'altra dalla  parte opposta della città e spesso muovendoci in città vedevamo le pattuglie ATM cercarci o correre tra una stazione e l’altra perché scattava l’allarme…ma arrivavano sempre tardi.

Dopo il diploma al liceo artistico si infiamma con più impeto la voglia di graffiare sulla pelle delle città, negli spazi urbani e suburbani. Fatti che gli causeranno non pochi incidenti. PONGO è un Wildstyler e come tale ricerca, progetta ed evolve le strutture delle lettere, della scrittura e delle immagini metropolitane. La sua attività di “Writer stradale” dura diversi anni sino al 2000.

Ero arrivato ad un punto dove il writing non mi bastava più e volevo andare oltre. E da allora nel 2008 iniziai a sviluppare il mio stile 3D che si basa semplicemente sul concetto di falsità ed inganno. Da lì ho studiato e sperimentato varie strade per realizzarlo e ho spaziato tra pittura su tela, su muro e disegni a matite oltre ovviamente i Tattoo.

Dipinge ogni superficie con particolare attrazione verso treni e metropolitane, ma senza tralasciare i grandi muri delle periferie, così divenendo uno dei personaggi di maggior spicco in Italia. Molto attivo sia a Milano che a livello internazionale, partecipa a manifestazioni ed eventi in tutta Europa, mentre i rapporti con N.Y.C. si intensificano. Entra a far parte dei TNB e avvia collaborazioni artistiche con i TAT, famosissimi gruppi storici Newyorkesi già attivi negli anni ’70 e considerati i pionieri del Writing.

Nonostante il suo pendolarismo con gli Stati Uniti e le collaborazioni con i suoi colleghi newyorkesi (non ultima quella del 2010), la sua pittura su tela ed altri materiali, attraversa diverse fasi. In seguito, all’ingresso nel nuovo millennio ha un periodo di riflessione, che sposta i suoi interessi verso la ricerca filosofica, la natura e sostenibilità della vita sul nostro pianeta. Oggi utilizza la pittura verso scelte artistiche utili alla propria e altrui crescita umana, senza dimenticare le esperienze di frontiera, coerentemente con il proprio passato.

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