Che Noir: «Non cambierei mai il posto dove sono cresciuta. Mi ha reso ciò che sono».

Prima che esca il suo nuovo album “Food For Thought” ( inizio 2022), siamo riusciti a scambiare due chiacchiere veloci con Che Noir, talentuosa rapper di Buffalo, la quale ci ha parlato della sua città, dei motivi per cui si sia “eclissata” dalla scena musicale per un anno, degli apprezzamenti ricevuti da Rapsody, come ha incontrato 38 Spesh, Benny The Butcher e altro ancora…

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Se anche voi siete cresciuti con il Rap di stampo newyorkese, i vari Wu, Nas, Jay-Z o Mobb Deep, e il nome di Che Noir, ancora, non dovesse suonarvi familiare, stoppate subito quello che state facendo e mettete subito in rotazione uno dei brani di questa ragazza di 27 anni originaria di Buffalo, stato di New York.

Non esitate, perché stiamo parlando di un raro talento cristallino e di liricisimo di altissimo livello: Che Noir sarà, probabilmente, la ragazza più forte che avete sentito al microfono da mooolto tempo… Anzi, una dei migliori MCs in circolazione, punto. Niente cazzate.

Che’, infatti, è dotata delle abilità narrative dei migliori storyteller della scuola newyorkese. Ascoltando le sue rime si possono percepire, a fiordipelle, il dolore e la fame di riscatto di chi viene dalla sofferenza e usa la musica per alleviarne le ferite.

 

Di lei ve ne avevamo già parlato a inizio 2020, anno che per molti versi si è rivelato, solo per ora, il migliore della sua carriera, grazie anche all’incredibile album “As God Intended” prodotto interamente dal noto beatmaker di Detroit, Apollo Brown, e acclamato da pubblico, per quanto ristretto al panorama underground, e critica. 

Dopo di che, però, di Che Noir se ne sono perse le tracce per un anno intero (escluso qualche featuring sporadico), fino allo scorso 19 Novembre, data dell’uscita del singolo “Praises” (prodotto da Chup), estratto dal suo nuovo album di prossima uscita “Food For Thought“.

Qualche giorno fa, siamo riusciti a raggiungere Che Noir per fargli qualche domanda in esclusiva per ThrowUp Magazine!

La prima cosa che abbiamo voluto chiederle è perché, nonostante ci avesse abituato fino all’anno scorso ad un numero consistente di uscite in poco tempo, per tutto il 2021 non abbia pubblicato nuova musica e come avesse trascorso questo periodo. Purtroppo ci ha confermato che il 2021 è stato un anno molto difficile per lei:

Sto bene.

Nel 2021 mi sono presa una pausa dalla musica dopo che mio fratello minore

è stato tragicamente ucciso a Norfolk, Virginia, l’8 Maggio.

Poi sono risultata positiva al Covid ad Agosto,

ho ripreso a fare musica solo recentemente ad Ottobre.

Per chi ha imparato a conoscere Che Noir, attraverso la musica, sa che però è una ragazza che non si è mai lasciata fermare dalle difficoltà e sormontare dalle sofferenze a cui la vita l’ha sottoposta fin dall’infanzia, crescendo dove è cresciuta…

 

Nei suoi testi Che’, infatti, dipinge vividamente la cappa che opprime chi abita le strade povere della fredda Buffalo, cittadina che anche gli stessi americani, prima del recente exploit della Griselda Records, per la musica, e dei Bills (la squadra di Football locale), per lo sport, conoscevano solo per le alette di pollo e, forse, Rick James.

È qui, infatti, che Che Noir cresce in fretta in una famiglia umile, in cui il padre spesso è assente a causa di frequenti carcerazioni, come la rapper di Buffalo racconta in maniera toccante nel brano “Daddy’s Girl”.

Abbiamo colto l’occasione per chiedere a Che Noir in che modo crescere a Buffalo abbia influito sulla scrittura delle sue rime e cosa la ispiri maggiormente quando deve creare nuova musica:

Il mio percorso di vita è ciò che ha praticamente ispirato la mia musica:

è una delle ragioni per cui faccio musica.

Non cambierei mai il posto dove sono cresciuta.

Mi ha reso quello che sono.

Non riesco a pensare a nulla che vorrei cambiare al riguardo.

Senza non sarei io.

Determinazione e la cazzimma che gli americani chiamano “hustle”, unite al talento ed una grande passione per l’Hip-Hop, possono trasformare i sogni in realtà. Che Noir, infatti, inizia a produrre beats e a rappare da ragazzina, grazie anche alla madre, come lei stessa ci racconta:

Mia mamma ha avuto il ruolo principale (nell’iniziare a fare musica n.d.r).

Ho scritto le mie prime rime a sedici anni e ho iniziato a fare beats a quindici

È tra 2017 e 2019, che auto producendosi, barra dopo barra, comincia a farsi notare nella scena underground dello stato di New York, fino a stringere legami con 38Spesh e la Trust Come First, realtà discografica indipendente della vicina Rochester, fondata dal rapper:

Ho contattato Spesh tramite Facebook.

Ho guidato fino a  Rochester per un incontro il giorno seguente e sono entrata in TCF (Trust Come First n.d.r).

Lavorando con loro ho imparato un sacco sul lato del business musicale e della produzione.

Dopo diversi EP e featurings dove mette in mostra le sue incredibili qualità, reggendo il confronto, gomito a gomito, con alcuni dei piu’ forti MCs underground dello stato e non solo, Che Noir è entrata in contatto Apollo Brown, geniale producer di Detroit, che nella sua carriera ha già collaborato con rapper del calibro di Ghostface Killah, Planet Asia, Skyzoo e O.C., giusto per citarne alcuni. 

Nell’estate del 2020 Che Noir e Apollo Brown hanno pubblicato “God’s Intended”, album che attirerà l’attenzione di molti sul talento della giovane rapper di Buffalo, la quale, infatti, non ha paura di scambiare le sue barre nel singolo del disco, con il leggendario Black Thought dei The Roots.

Ecco cosa ci ha detto a proposito:

Io e Apollo ci siamo sentiti tramite Instagram.

La collaborazione con Black Thought è stata tutto merito di Apollo.

Black Thought mi ha contattato personalmente, solo in un secondo momento,

per dimostrarmi il suo apprezzamento.

Grazie a “God’s Intended” il nome di Che Noir comincia a circolare più insistentemente fino ad arrivare all’orecchio di due delle liriciste più forti degli Stati Uniti, Rapsody e Sa-Roc, le quali riconoscono immediatamente le qualità eccezionali della ragazza di Buffalo, elogiandole pubblicamente su Twitter e sui social. Non solo, Sa-Roc e il suo team la contatteranno per una collaborazione. Un’incredibile soddisfazione per Che’, come lei stessa ci racconta:

È stato fantastico ricevere l’amore da Rapsody.

Sono sempre stata una sua fan.

Per quanto riguarda Sa-Roc ci siamo sentite tramite Twitter e il suo team mi ha contattato per un verso”

Che Noir, infatti, ha il dono naturale di dipingere, attraverso le proprie rime, ciò che ha visto e ciò che la circonda in maniera talmente vivida da trascinare gli ascoltatori nel suo mondo, come se questi, poi, la conoscessero personalmente. 

Ecco cosa ci ha raccontato del suo processo creativo:

Sono ispirata dalla vita. Nessun artista in particolare mi ispira.

Scrivo quello che ho in mente e quello che sto passando nella vita in quel momento,

è ciò che mi ispira.

A volte ho dei testi scritti,

ma la maggior parte delle volte mi faccio trasportare semplicemente dal flow.

Dipende.

Come già detto Buffalo, cittadina situata nella zona settentrionale dello stato di New York, praticamente al confine con il Canada, solo recentemente è balzata agli onori della cronaca musicale, grazie al miracolo compiuto da Westside Gunn, Benny The Butcher, Conway e il loro producer Daringer, con la loro Griselda Records.

Le strade di Che Noir e Benny The Butcher, ad esempio, si sono incrociate prima che il rapper della Griselda fosse proiettato nel gotha della scena Hip-Hop:

Ho incontrato Benny quando faceva musica a Buffalo prima che avesse un contratto.

Gli ho chiesto di fare un verso per me

ed è venuto al mio studio del momento, a Niagara Falls, per registrarlo

Fortunatamente, l’attesa per poter ascoltare nuove rime di questa fenomenale ragazza è finita, come lei stessa ci ha annunciato:

Sì, ho un album in uscita a dicembre (rimandato al 2022 ndr) e metà di esso è prodotto da me.

 

chenoir-foodfortought

“FOOD FOR THOUGHT” out early 2022 !!!

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