Dal Brasile, Veyz: «Ecco come i graffiti mi hanno salvato»

Il writer brasiliano Veyz racconta a ThrowUp della sua storia di rivalsa e di come ha realizzato i propri sogni grazie all’arte e ai graffiti.

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Vorremmo chiederti, innanzitutto, come stai? Come stai passando questo periodo particolare di pandemia? Avete avuto problemi nella vostra città? E come credi cambierà la vita, anche da un punto di vista artistico e professionale.

Ciao a tutti, prima di iniziare vorrei ringraziarvi per questa intervista. Per me e un onore essere scelto tra molti artisti di talento nel mondo.

Il periodo di pandemia non è stato cosi male per me perché avevo risparmiato qualche soldo per fare qualche evento all’estero ma visto che tutto e stato cancellato , sto usando quei soldi durante questo periodo senza lavoro. Non ho avuto problemi perché vivo in una piccola città nel sud del Brasile che al momento ha riscontrato casi ma non come nella capitale. 

Credo che la mia vita sia già cambiata. Io lavoro come tatuatore ed ero focalizzato a tatuare tutti i giorni ma non stavo facendo quello che veramente mi appagava come artista. È stato piu per i soldi che per felicita e questo tempo passato senza tatuare mi ha fatto analizzare la situazione e capire cosa voglio davvero nella vita , quindi quando le cose torneranno alla normalità mi focalizzerò di meno ai tatuaggi e di più al lavoro di artista. 

Ti ricordi la prima volta che hai preso in mano la bomboletta e per quale motivo ? In che modo ti sei avvicinato alla cultura Hip Hop e dei graffiti? Hai artisti in famiglia?

Mi sono sempre focalizzato sul disegno sin da bambino, ma la prima volta con gli spray e stato nel 1998. Ho iniziato perché un amico di scuola Vinicius Bero comprò il primo magazine online di graffiti in Brasile e mostrandolo mi disse che potevamo provare anche noi.

Conoscevo già alcuni b-boys and mcs che mi hanno aiutato ad entrare nel mondo hip hop. Non ho avuto artisti nella mia famiglia per questo ai miei è sempre sembrato strano: avevo 12 anni e i miei mi criticano molto per questo. Ho avuto anche problemi con la polizia all’epoca e provarono a proibirmi di disegnare cosi ho iniziato a non dirlo.

Raccontaci delle tue origini e del tuo percorso artistico dal graffiti writing alla realizzazione di tatuaggi, tele e illustrazioni…

Come accennato prima, ho iniziato a fare graffiti nel 1998 all’età di 12 anni, dato che era un’arte molto criticata al tempo. Ho avuto molti problemi con la polizia e la mia famiglia ha cercato di impedirmi di fare i graffiti, comunque non rimpiango quello che ho fatto e non ho mai rinunciato, a 14 anni ho occupato una casa abbandonata e l’ho trasformata nel mio studio clandestino, dove disegnavo e producevo le mie idee, conservavo la mia vernice e i miei vestiti per dipingere, l’ho fatto fino a quando avevo 18 anni.

Con il passare del tempo la mia tecnica si è evoluta e ho iniziato a essere invitato a fare alcune mostre d’arte in rinomate gallerie del mio paese. La mia visibilità è aumentata iniziando con marchi nazionali di surf, skate e street che hanno iniziato a chiedermi disegni per le loro linee di abbigliamento! Da li ho notevolmente ampliato la mia visione di fare soldi con il disegno e l’arte. 

Nel 2005 sono entrato alla Facoltà di Belle Arti dove ho incontrato un vecchio tatuatore della mia città che ha visto i miei disegni e graffiti e mi ha incoraggiato a iniziare a tatuare. Per questo potendo osservare e vedere, potrei utilizzare  il mio stile su qualsiasi superficie, che sia tela, abbigliamento o pelle.

A proposito dei graffiti, come è evoluto il tuo stile nel tempo? E nel tempo come hai trovato la motivazione e l’ispirazione per innovarti e migliorarti?

Ho iniziato a concentrarmi maggiormente sui personaggi, il mio lettering era molto complesso e senza stile all’epoca, ma stavo già facendo qualcosa. Nel 2004 ho partecipato ad un evento nella capitale in cui ho incontrato Lucas e Riser, che avevano già un tecnica molto avanzata. Ne sono rimasto impressionato e da quel giorno siamo diventati amici iniziando a studiare le loro tecniche e provare ad adattare i miei graffiti.

Col passare del tempo ho iniziato a studiare il lettering poiché, avendo dipinto per molto tempo da solo, ho pensato che mancassero le lettere per completare i miei graffiti. È stato allora che ho incontrato il bomber di San Paolo DionR, siamo diventati amici e mi ha aiutato ad imparare alcune tecniche per evolvere il mio lettering.

In che momento ti sei reso conto che la tua passione poteva trasformarsi in lavoro? E come hai fatto?

Nel 2007 sono andato a vivere nella capitale di Porto Alegre, dove un amico che aveva un negozio di graffiti mi ha accolto mostrandomi che potevo vendere la mia arte e adattarla a tutto.

Ho iniziato a inserirmi in progetti di pittura, riviste d’arte e tutto il resto altrimenti non avevo un posto dove dormire o vivere. Quindi mi ha invitato a stare a casa sua per un po ‘ e sono molto grato per tutto ciò ad Eduardo “Guspe”, oggi produttore che lavora con diversi artisti, tra cui me!

Chi sono i tuoi punti di riferimento artistici, presenti e passati?

Non ho mai avuto un mentore; sono sempre stato molto concentrato e ho sempre creduto di poter essere quello che volevo. Però ho molti riferimenti: dai miei genitori che ammiro, ai writer sulle riviste che ho preso come esempio per iniziare a dipingere come Twins  Markone, Marone, Chivitz, Binho, Opni e Trampo, tra gli altri.

Che musica preferisci ascoltare mentre lavori? e cosa stai ascoltando in questo periodo?

Mentre dipingo mi piace ascoltare Rap degli anni ’90, il più underground. Das Efx, wu tang clan, oc, tra gli altri. Mi piace molto anche il rap brasiliano, come Racionais, Rzo, Sabotagem.

Oggi, ti senti realizzato al 100%, o vorresti toglierti qualche altra soddisfazione particolare? Quale?

Al momento mi sento molto soddisfatto, dico sempre ai miei amici che vivo il sogno di un bambino. Il mio sogno era di essere considerato e riconosciuto dagli artisti di graffiti che ammiro e che sono stati un riferimento per me.

Oggi, molti sono miei amici e mi ammirano anche loro  e ho esaudito anche il sogno di partecipare a eventi internazionali e oggi sono invitato ai migliori eventi mondiali. E ricevendo elogi e rispetto dalle stelle dei graffiti internazionali, mi invitano a dipingere insieme e questo mi fa sentire appagato. Ma ho un grande sogno che è quello di collaborare con alcuni marchi di spray internazionali e credo che voi potrete aiutarmi a realizzarlo hehe..

In che modo la cultura dei graffiti, o in generale quella HipHop, possono aiutare i ragazzi a crescere? Che consigli daresti a chi ha appena approcciato questo disciplina?

I graffiti fanno parte della cultura Hip-Hop, una cultura underground creata da persone nere ed emarginate. I graffiti e la cultura mi hanno salvato la vita, aiutano molto i ragazzi di periferia a poter vedere al di fuori di quello che vivono. Servono ad insegnare che non c’è bisogno di rubare, di uccidere o di perdere la propria libertà inseguendo obiettivi materiali, e che attraverso l’arte è anche possibile avere una buona qualità della vita e conoscere il mondo, raggiungere i propri obiettivi… Che si può aspirare ad una migliore qualità della vita per la propria famiglia e per aiutare gli altri.

Ti è capitato di viaggiare molto grazie al tuo lavoro e alle tue passioni? Quando finirà questo casino del Corona virus, dove ti piacerebbe andare?

Sì, ho avuto molte opportunità di viaggiare in tutto il mondo, sia per lavoro che per passione, e questa è un’altra cosa che mi rende soddisfatto. Poter conoscere altri paesi e altre culture, fare nuove amicizie in tutto il mondo, diffondere la mia arte in ogni angolo del mondo…quello era il mio sogno, e oggi lo vivo!

Ho conosciuto luoghi e culture che non avrei mai immaginato di visitare. Ho venduto dipinti ed esposto in luoghi in cui non avrei mai immaginato di arrivare. Ogni volta che visito mia madre nel quartiere in cui sono cresciuto, i nostri vicini vengono sempre per lodarmi, parlare con me e dire che sono colpiti dai luoghi del mondo in cui sono stato e che hanno visto attraverso la mia arte, mi ammirano e hanno molto rispetto per me, perché sapevano da dove venivo, qual era la mia realtà e la persona che sono diventata.

Per loro è fantastico perché vivono in strada e conoscono solo quella realtà e quando guardano chi nella loro realtà ha raggiunto questi obiettivi, si rallegrano e ammirano, e questo mi rende più disposto a continuare a fare quello che faccio, perché attraverso di me finiscono anche per conoscere altri luoghi e altre realtà che non sono solo la bolla in cui vivono!

Al termine della situazione Corona Virus mi piacerebbe tornare in Europa, sicuramente di nuovo in Italia, dove sono stato ben accolto da tutti e ho un’ammirazione e un rispetto per la scena dei graffiti italiana. Spero di poter essere invitato di nuovo ad eventi, e anche ad altre cose… che si tratti di un marchio di abbigliamento o di vernici italiane per una collaborazione! Sono molto contento per l’invito, per l’intervista e anche di trasmettere un po’ della mia storia! Spero vi piaccia! È stato un onore per me!

Vorrei anche fare un video con i graffiti, dipingere alcuni dei miei pezzi appositamente per il vostro magazine e lanciarlo sulla vostra pagina Instagram!

Grazie!!!

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