Speranza-Rabbia e desiderio di riscatto,la voce di Speranza

Rabbia e desiderio di riscatto, la voce di Speranza

Il rapper casertano, di origini francesi, con le sue rime contraddistinte da uno stile aggressivo e diretto, esprime realisticamente il disagio e la sofferenza dei ragazzi delle periferie italiane

Quando parliamo di Speranza, stiamo parlando di un artista unico nel panorama italiano: casertano d’origine ma cresciuto nella periferia francese, si è distinto fin da subito per uno stile aggressivo e diretto. Un rapper che, attraverso voce grezza e rime crude, racconta la realtà della provincia campana e le difficoltà che un uomo di strada può avere nella propria vita. Ripercorrendo le poche notizie disponibili a proposito della sua storia personale sappiamo che all’anagrafe fa di nome Ugo Scicolone ed è italo-francese, in quanto nato da padre italiano e madre francese.

Speranza, infatti, nasce in Italia, ma in seguito ad alcuni problemi familiari si trasferisce insieme alla madre in Francia, a Behren-lès-Forbach, al confine con la Germania e poco distante da Strasburgo, in un rione dormitorio, nato per ospitare gli operai delle miniere di carbone. Tra i palazzoni di Behren, dove risiede una grande comunità magrebina, Speranza cresce in un ambiente fortemente multietnico ed entra fin da ragazzo a contatto con la cultura Hip-Hop, già fortemente radicata in tutte le banlieu francesi.

Behren-lès-Forbach Speranza

Behren-lès-Forbach

Qui si cimenta con i primi testi rap in lingua francese, ispirato dai rappers transalpini tra cui gli NTM. Immigrato tra immigrati, comprende e apprezza il valore della multiculturalità e viene fortemente influenzato dal mix culturale in cui vive; influenze che traspariranno anche dalla sua musica, in cui spesso il rapper italo-francese utilizza diversi lingue e dialetti.

Finito le scuole in Francia, faticando a trovare una stabilità economica, decide di tornare in a Caserta. Qui per diversi anni trascura la sua passione per la musica anche a causa di alcuni problemi con l’alcol. L’unico progetto musicale di Speranza pre-2017 disponibile in rete, infatti, consiste in pochi brani sotto lo pseudonimo di Ugo de la Napoli,  in cui rap e cantato melodico sono mescolati ad influenze musicali rom e gitane. A Caserta sarà il rapper locale e amico fraterno di Speranza, Barracano, a spingerlo a tornare a fare musica. Da qui in poi, nel giro di un anno circa, arrivano una serie di singoli  “Chiavt a Mammt”, la serie “Spall a Sott”, prima, e “Sparalo” “Givova”, “Pagnale”, “Sirene” e “Manfredi” in seguito, che portano pian piano il nome di Speranza sulla bocca di tutti.

Dopo l’uscita di questi lavori  Speranza ottiene, infatti, l’approvazione e attestati di stima da parte di numerosi nomi noti della scena Hip-Hop italiana, venendo citato in numerose interviste e ricevendo svariati complimenti. Nell’ultimo anno il rapper italo-francese ha arricchito il suo “curriculum” con la pubblicazione del brano “Modalità” in collaborazione con il suo amico fraterno Barracano e la collaborazione con il rapper napoletano, ex-membro dei Co’sang, ‘Nto, nel brano “Salut”. Un altro collega e, ormai, amico importante per Speranza è sicuramente Massimo Pericolo ed è proprio insieme a lui e al sopracitato Barracano che nell’ultimo anno ha girato lo stivale portando in tour i loro successi nei migliori locali delle principali città italiane.

La carriera musicale di Speranza, ormai, sembra essere definitivamente in rampa di lancio, come testimonia l’ultima street banger, intitolata Sciacalli,  pubblicata agli inizi del 2020, insieme allo storico rapper romano Noyz Narcos e prodotta dal producer e Dj di Salerno TY1.

A nostro parere Speranza rappresenta sicuramente una bella ventata d’aria fresca per gli amanti del rap italiano. Infatti, il rapper casertano non solo può rappresentare l’anello di congiunzione tra la vecchia e la nuova scuola, che fino a poco tempo fa probabilmente mancava, ma è anche un personaggio solido ed interessante, capace di trasmettere contenuti validi e valori, raccontando con credibilità storie di emarginazione e disagio, che accomunano, purtroppo, tanti giovani italiani.

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