Selezione Hip Hop di Agosto

Abbiamo preparato delle brevi recensioni per guidarvi all’ascolto di alcuni dei migliori progetti Hip-Hop del mese, selezionati per voi dalla redazione di Throw Up Magazine. Sintonizzatevi sulle nostre playlist di Spotify e… Buon ascolto!

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HWH8: Sincerely Adolf (side A) Westside Gunn

L’incredibile maratona del visionario genio di Buffalo (N.Y), patron della Griselda Records, Westside Gunn, iniziata 9 anni fa con il primo capitolo di “Hitler Wears Hermes”, arriva ad un annunciato, probabile, epilogo con l’ottava parte della serie (come anche potrebbe far intendere il Sincerely del sottotitolo) che, obiettivamente, ha cambiato la storia recente di questo genere, rendendo di nuovo popolare il suono classico e grezzo dello street-rap East Coast, grazie alla piega innovativa che W$G ha saputo infondere a questo filone. Ciò che, infatti, ha reso Westside Gunn un cosiddetto “game-changer”, oltre alla sua geniale visione e attitudine artistica alla musica (“I’m Picasso with the paintbrush” cit.), è l’originalità del suo pensiero.

W$G è uno di quei rari individui, capaci di vedere prima cose che altri non vedono e audaci nel prendere strade, che altri non hanno il coraggio di percorrere. Una mente unica, one-of-one (uno di uno), come ci ricorda spesso al limite tra spacconeria e autostima lo stesso Westside Gunn, le cui mosse future rimangono imprevedibili e, dunque, legittimano il dubbio su un possibile epilogo della sua carriera come rapper. Intanto, godiamoci il presente, ovvero il doppio album “Hitler Wears Hermes 8: Sincerely Adolf”, che con un’ennesima astuta trovata W$G frammenta in due tranche, posticipando il Side B del disco. Un’altra grande notizia, a proposito di un suo eventuale ritiro, è che il genio di Buffalo ha garantito che continuerà a curare e dirigere la produzione artistica della musica della sua etichetta (forse non solo), ricalcando le orme di un altro visionario, Master P.

Bo Jackson Boldy James & The Alchemist

Squadra che vince non si cambia: l’anno scorso pochi binomi hanno dimostrato di funzionare così splendidamente come quello tra il rapper di Detroit, Boldy James, e il producer californiano The Alchemist. Così, dopo l’incredibile The Price Of Tea In China, uscito agli inizi del 2020, i due, con il loro nuovo progetto, intitolato “Bo Jackson” (leggendario ex All-Star sia del baseball che del football) , mettono a segno una doppietta da applausi, riuscendo ad eguagliare o, addirittura, superare il livello raggiunto dalla collaborazione dell’anno scorso. La chimica tra i beat spettrali del (come al solito) fenomenale The Alchemist e il rap “cinematografico” a tinte scure di Boldy James, funziona magicamente come coca con il bicarbonato, risucchiando l’ascoltatore in un viaggio nei ghetti dell’east side di Detroit.

Blanco 4 Millyz

Spesso i pregiudizi, anche nella musica, possono totalmente offuscare la nostra visione della realtà, impedendoci, anche, di assaporare e goderci talenti che stiamo trascurando per via di qualche preconcetto che si è insidiato nella nostra testa. Noi vi consigliamo di non fare assolutamente questo errore con Millyz, rapper di Cambridge, non lontano da Boston, Massachusetts.  Si, perché dietro questo esile ragazzo, dai tratti ereditari nord-europei, ricoperto completamente di tatuaggi e il suo rap di strada, non si nasconde il solito impostore propinato dalle case discografiche, che hanno bisogno di un prodotto vendibile alle masse di ragazzini bianchi.

Millyz, infatti, negli anni si è guadagnato la propria credibilità sia per parlare di strada, venendo accettato dalle strade dei quartieri a maggioranza afroamericana, sia come rapper e artista, tanto da venire accolto sotto l’ala protettrice di una leggenda come Jadakiss. Il 2021 potrebbe essere l’anno definitivo della sua consacrazione. Dopo aver pubblicato insieme al rapper di Harlem, Dave East  “Pablo & Blanco”, torna con “Blanco 4”, un progetto con diversi, ospiti da Jadakiss a Benny The Butcher, passando da G-Herbo e Asian Doll, che rispecchia esattamente la direzione in cui va la musica del rapper originario di Cambridge. Infatti, non fatevi nemmeno ingannare dai ritornelli orecchiabili e all’autotune, il rap di Millyz, infatti, è ottimo liricismo di strada che riesce perfettamente a unire sonorità attuali a skills, contenuti e attitudine del Rap di un certo stampo. Se non vi fidate chiedete a Jadakiss.

Dump Gawd: Shot Clock King Tha God Fahim & Nicholas Craven

In questo momento, nella scena underground oltreoceano esistono davvero pochi beatmaker capaci di scovare e ritagliare samples come il produttore canadese Nicholas Craven, mentre il rapper di Atlanta, Tha God Fahim, noto per essere stato affiliato alla Griselda Records degli esordi, si conferma uno degli MCs più prolifici del pianeta. In “Dump Gawd: Shot Clock King”, Tha God Fahim dissemina, con alcune perle di saggezza, le straordinarie 7 gemme dal sapore soul fornitegli dal beatmaker di Vancouver, con la sempre interessante partecipazione di Your Old Droog, presente in 2 brani dell’EP in questione. La cadenza compassata e le rime riflessive del rapper, autoproclamatosi “Dump Gawd” (in una sorta di neologismo da lui coniato) combaciano perfettamente con le produzioni armoniose create da Nicholas Craven, risultando in 15 minuti piacevoli, che fanno anche pensare.

HONEY SWEETER THAN BLOOD Da$H, LOOKDAMIEN! & ANKHLEJOHN

Se ascoltassimo “HONEY SWEETER THAN BLOOD”, l’album del rapper del New Jersey, Da$H e di ANKHLEJOHN, MC di Washington D.C. (Virginia), interamente prodotto da LOOKDAMIEN!, fissando la sua copertina, ispirata ai dipinti surrealisti di Salvador Dalì, scopriremmo che l’effetto psichedelico provocato in entrambi i nostri apparati sensoriali dal disco in questione, in qualche modo, si assomiglia. Non sappiamo se il risultato sia voluto o meno, ma lo stile, la voce e il flow particolare dei due rapper, unici nel loro genere, pennellano visioni quasi surreali e oniriche, sulle tele riempite dalle produzioni di LOOKDAMIEN!. Lo stridere di voci, tecniche, rime e produzioni, crea un effetto che ha perfettamente senso, nella sua assurdità.

GODFIDENCE Dibiasi

La scena Hip-Hop americana è fatta, anche, e forse soprattutto, di rapper locali, con un buon seguito nelle loro città e nei loro stati, ma il cui nome ancora, per un motivo o per l’altro, non è ancora riuscito a valicare i confini della regione ed entrare nei circoli dei media nazionali americani e internazionali.  Questo circolo vizioso, per intenderci, è stato messo in luce dalla storia della Griselda, per esempio: gli stessi Benny The Butcher e Conway, nonostante anni e anni di gavetta ed un discreto successo entro i confini regionali, hanno avuto una cassa di risonanza, al di fuori di questi, superati i trent’anni. Una storia simile potrebbe essere quella di Dibiasi, rapper sulla trentina di New Jersey City.

Nonostante abbia alle spalle una lunga gavetta nella scena locale e possieda un talento lirico non indifferente, oltre a carisma e il rispetto della sua città, testimoniato da un paio di murales con la sua faccia impressa in giro per la zona, inspiegabilmente, il suo nome ha fatto fatica ad oltrepassare i confini del New Jersey. Con il suo ultimo EP, intitolato, “GODFIDENCE”, Dibiasi dimostra che il suo nome merita sicuramente palcoscenici molto più ambiti. 7 brani di liricismo di strada e rap fatto maledettamente bene, con un featuring del suo concittadino Ransom.

Delgado Flee Lord & Roc Marciano

Ormai, in tanti conoscono l’impatto che Roc Marciano ha avuto sulla cultura Hip-Hop in quanto rapper, ma sono ancora infinitamente sottovalutate le sue capacità in quanto produttore. Già l’anno scorso aveva confezionato un abito di altissima classe su misura per l’Mc di Syracuse, Stove God Cook$, con “Reasonable Drought”, rendendolo, al netto delle grandi qualità del rapper, uno dei migliori progetti del 2020. Così anche quest’anno, Roc Marci si ripresenta nelle vesti di talentuoso produttore dietro le macchine, con un nuovo progetto intitolato “Delgado”, insieme al rapper di Far Rockaway, Queens (NYC), Flee Lord. La voce e le rime grezze di quest’ultimo “puzzano” ancora delle strade e dei casermoni popolari del quartiere, ma Roc Marciano riesce eccellentemente nel compito di trovare un completo elegante da sera per l’occasione. Ad accompagnare Flee Lord, sopra i beat sopraffini di Roc Marci, troviamo, oltre a lui stesso, Conway The Machine, Ransom e Stove God Cook$.

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