ACE SL: «La mia mentalità è Hip-Hip, io sono Hip-Hop!»

Abbiamo incontrato Ace SL – MC e graffiti writer di Brooklyn, NYC – una notte a Milano, durante un live al fianco di Rome Streetz e degli altri rapper del Misfit Social Club. A pochi giorni dall’uscita del suo nuovo album Peridot, ci siamo riconnessi con lui per parlare della sua storia, della sua musica, di writing e di cosa questa cultura rappresenti davvero per lui.

Pace Fratello e grazie per il tempo che ci dedichi!!! Partiamo dalle tue radici. Sei cresciuto a Brooklyn — per la precisione a Brownsville — un quartiere che ha una storia leggendaria ma anche notoriamente cruda. In che modo quelle strade, quell’ambiente e quella mentalità hanno plasmato non solo la pasta cruda del tuo sound, ma il tuo intero modo di affrontare la vita?

Pace, e prima di tutto grazie a voi per avermi concesso il tempo e la piattaforma per esprimermi e offrire alle persone una comprensione più profonda di chi sono, sia come uomo che come artista. Crescere a Brownsville, più specificamente a Ocean Hill, Brooklyn, tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, è stato tutt’altro che una passeggiata, e ancor meno qualcosa di facile. Sono cresciuto durante l’era del crack, quando la mia comunità era pesantemente colpita dalla dipendenza, dalla violenza e dalla distruzione. Vedere le fiale di crack per terra ed essere testimone della dura realtà delle strade era diventato parte della mia vita quotidiana. Ocean Hill ha giocato un ruolo fondamentale nel plasmare il mio carattere e il mio sound. La mia musica è cruda e senza filtri, eppure sentita e introspettiva, guidata dall’emozione, dalla logica e dalle esperienze di vita reale. Non sto creando un personaggio o vendendo un’immagine, sto esprimendo una realtà che ho vissuto e in cui, in una certa misura, vivo ancora.

Crescere a Brownsville mi ha insegnato l’importanza della consapevolezza, della responsabilità e del muoversi con intelligenza. Quell’incertezza mi ha dato una prospettiva diversa sulla vita, che continua a influenzare il modo in cui penso, mi muovo e creo. I tempi cambiano, le persone vanno avanti e le circostanze si evolvono, ma certe lezioni non scadono mai. Ocean Hill è più del posto da cui provengo; è le mie fondamenta, la mia identità e la fonte di gran parte della mia prospettiva. Brownsville ha contribuito a dare forma alla mia musica, che riflette la mia realtà, il mio dolore, la grinta, la saggezza e, in generale, l’umanità che c’è ancora là dentro.

Come, quando e grazie a chi sei passato a prendere il rap sul serio e a chiuderti in studio a registrare? C’è stato un momento cruciale in cui hai capito che non si trattava più solo di un passatempo o di un hobby, ma di una vera vocazione?

Ottima domanda. Prendere il rap sul serio è iniziato credendo in me stesso e riconoscendo il potenziale del mio talento. Farei risalire quel passaggio a circa il 2010, quando ero pesantemente coinvolto nelle strade ma altrettanto immerso nei graffiti e nell’arte. Quelle esperienze, sia positive che negative, mi hanno esposto a mondi e prospettive diverse che alla fine hanno plasmato il mio approccio alla musica.

Ci ho sempre saputo fare con le parole, infatti da ragazzino ho vinto sei volte le gare di spelling, quindi i giochi di parole sono sempre stati nel mio DNA. Quando persone che lavoravano già professionalmente nella musica hanno iniziato a riconoscere le mie abilità liriche, ho capito che avevo qualcosa che valeva la pena portare avanti. Oltre alle barre, il mio punto di forza era lo storytelling. Portavo una prospettiva che sembrava fresca pur rimanendo radicata nelle fondamenta dell’hip-hop, e quell’autenticità mi ha aiutato a distinguermi e a guadagnarmi il rispetto dei miei colleghi. Per quanto riguarda la motivazione, la mia gente è stata importante tanto quanto qualsiasi artista mi abbia influenzato. Se devo essere onesto al cento per cento, la Notorious Brooklyn Team è stata il mio motore, la mia spinta. A un certo punto avevamo l’attenzione di tutta la città, e quello slancio mi ha dato la fiducia per fare un passo avanti, sfondare la porta e iniziare a crearmi la mia corsia nell’hip-hop.

C’è una storia dietro il nome “Ace SL”? Come è nato e cosa rappresenta per te oggi?

Ace SL ha diversi significati, ma il più importante è l’acronimo: Always Cherish Every Second Living(Apprezza Sempre Ogni Secondo di Vita). Il messaggio parla da solo; la vita scorre veloce e ogni secondo conta. Per quanto riguarda “Ace” (Asso), rappresenta l’essere taglienti, arguti e carismatici, qualità in cui mi sono sempre identificato. Anche il mio nome di battesimo inizia con la “A”, quindi il nome mi è sembrato naturale, come se fosse già scritto. “SL” deriva da una delle mie auto preferite, la Mercedes-Benz SL 500,simbolo di classe e prestazioni senza tempo. Ma SL ha anche un altro significato legato a un certo Gigante, ma questo lo lascerò per un altro momento dell’intervista. Certe cose è meglio rivelarle quando è il momento giusto.

Hai da poco pubblicato il tuo ultimo progetto, Peridot. Come è nato questo disco e, in termini di maturità personale e sonora, cosa lo distingue dai tuoi lavori precedenti? Qual è il significato del titolo?

Peridot è arrivato in modo naturale. Per chi non lo sapesse, è la pietra portafortuna di agosto, il che lo rende perfetto per me che sono del Leone. Ma al di là del simbolismo, questo album rappresenta la mia evoluzione sia come artista che come uomo. Il mio album di debutto F.M.T.Y (From Me To Youth) serviva a mettere un piede nella porta.

Il mio secondo album Piece of Mine mi ha insegnato il lato commerciale della musica, con i miei fratelli Buds e Tru Comers che hanno giocato un ruolo fondamentale. Il mio terzo album Hallowed Be Thy Name è stato interamente prodotto da mio fratello Karbine, il che mi ha aiutato a trovare il suono che cercavo da tempo. Peridot è il mio album “Senior”, il punto del diploma, dal ragazzo all’uomo, o come mi piace dire “dal potenziale allo Scopo”.

In questa fase della mia vita, voglio fare musica che vada oltre i beat potenti e le rime intelligenti. Voglio che le persone si immedesimino, imparino e crescano con me. Da uomo sulla trentina, non posso limitare la conversazione alle pistole e alla droga quando c’è un mondo intero oltre il blocco, comprese lenzuola a 600 fili che alcune persone devono ancora provare. La conoscenza della strada e la conoscenza del mondo possono coesistere, e Peridot lo dimostra. Dal punto di vista sonoro, volevo esplorare nuovi territori senza perdere la mia essenza, e tracce come “Money Man” e “Seen It All” catturano quell’equilibrio. La missione è mantenere intatte le mie radici mentre espando la mia visione.

Com’è stato il processo creativo? A quali momenti o tracce dell’album ti senti più visceralmente connesso e c’è una storia o un aneddoto dietro le quinte legato a una delle canzoni?

Il processo creativo dietro Peridot è stato imprevedibile come il viaggio stesso. Alcuni pezzi sono nati senza sforzo, mentre altri sono stati plasmati dall’ambiente circostante, dal mio stato d’animo e dall’atmosfera in cui ero immerso. Non ho mai seguito una formula precisa; lascio che sia la produzione a guidarmi. Il modo migliore in cui posso descriverlo è: “I suoni ti catturano; sta a te dipingere il tuo quadro”.L’album è stato registrato tra Svizzera, Italia e Francia, dove un imprevisto al confine mi ha portato a essere fermato… ma questa è una storia per un’altra volta. Altri pezzi sono stati creati a Brooklyn, alcuni proprio nella mia camera da letto. Sotto molti aspetti, Peridot ha fatto il giro del mondo ed è tornato indietro, e quel viaggio è diventato parte della sua identità. Per quanto riguarda i pezzi a me più vicini, “Enough’s Enough” mi cattura nel mio momento più onesto, mentre la seconda strofa di “Diplomas” è stata dedicata a una donna speciale a cui non ho mai trovato il tempo di esprimere appieno i miei sentimenti. “Selfless“, in featuring con Plaza, “Livin’ Like That“, con Remy Banks, rappresentano un’altra parte di me. Una parte radicata nella maturità,nella riflessione e nelle realtà che affrontiamo come uomini. Alla fine, Peridot è più di una raccolta di canzoni; è un diario sonoro che documenta le mie esperienze, la mia prospettiva e la mia crescita sia come artista che come uomo.

L’album è pieno di collaborazioni con alcuni dei pesi massimi dell’attuale scena underground di New York. Come sono nate queste collaborazioni? Ce n’è stata una in particolare che ti ha colto di sorpresa, durante il processo o nel risultato finale?

Grazie per il riconoscimento. Ogni featuring su Peridot ha una storia e uno scopo dietro di sé.Volevo che AA Rashid introducesse l’album per la sua profonda comprensione dell’arte, della filosofia e della vita. I miei fratelli Plaza e Rome Streetz sono state scelte naturali. Plaza è in forte ascesa come uno degli artisti più di spicco sia nell’hip-hop che nel rap latino, e Rome è e continuerà a essere la superstar che è… e,secondo me, uno dei migliori a farlo. Far parte della famiglia Bad Influenyce e creare il nostro primo pezzo insieme è stato un onore, e sarò per sempre grato per il modo in cui ha contribuito al mio percorso. Pyrex P mi è stato presentato da mio fratello 183rd, che ha prodotto due brani nell’album, “New Chapter” e “Livin’ Like That“. Questa connessione è nata sul rispetto reciproco, niente ego, niente stronzate, solo persone vere che fanno musica vera.

Sauce Heist ha portato la sua inconfondibile identità e la sua prospettiva di strada, mentre i legami con Brownsville e la penna affilata di O Dawg hanno reso “Bellevue” un incastro perfetto. Remy Banks era un artista con cui avevo sempre voluto lavorare, e grazie al rispetto reciproco e al tempismo giusto,abbiamo creato un pezzo di cui vado fiero, prodotto da 183rd. Teeg Austin e io abbiamo costruito il nostro legame all’estero in tour e in seguito in California, e quella connessione si è tradotta naturalmente in musica. È acuto, composto, sveglio e prende sul serio la sua arte, tutte qualità che rispetto. Mari Niko, che ho conosciuto in California, ha portato un suono e un flow distintivi in “Seen It All” che hanno fatto scattare la scintilla della collaborazione. Alla fine, Peridot non si trattava di accumulare nomi per attirare l’attenzione; si trattava di unire relazioni genuine, prospettive diverse e artisti che portano ciascuno qualcosa di unico sul tavolo. In questo gioco, i crediti possono portarti a premere play, ma è la chimica che ti fa rimettere il pezzo da capo. Tutti coloro che sono stati coinvolti sono e saranno sempre immensamente apprezzati.

Per un ascoltatore che si sta appena approcciando al tuo catalogo, in quali due o tre dei tuoi progetti precedenti dovrebbe tuffarsi per primo per capire veramente chi è Ace SL, e perché?

Il mio catalogo e la mia carriera sono entrambi piuttosto recenti, quindi se devo essere onesto, direi di ascoltarsi tutto, da F.M.T.Y fino al mio ultimo album Peridot. Come ho detto prima in questa intervista, ho creato 4 album, proprio come i 4 anni del liceo, dal primo all’ultimo anno, e la musica mostrerà questa crescita.Fatevi il viaggio, non si saltano i passaggi qui, ah ah.

Come hai incrociato per la prima volta Rome Streetz, il Social Club e la crew Social Misfit, e com’è stata l’esperienza di andare in tour con loro in giro per l’Europa? C’è un momento memorabile, un aneddoto o una città in particolare di quel tour che ha lasciato un segno indelebile?

Ottima domanda. Per cominciare, ho incontrato Rome Streetz molto, molto prima che la musica fosse anche solo un pensiero per noi. In un certo periodo della vita vivevo in un certo modo, come facevamo tutti se eri un giovane che cercava di svoltare in città. Io e Rome ci siamo incontrati tramite “affari”. Questi affari ci portavano negli stessi posti, intorno alle stesse facce. A parte gli affari, io e Rome avevamo i nostri giri con i nostri rispettivi gruppi di persone.

Ho incontrato Rome ufficialmente intorno al 2010/2011 a una serata chiamata “Chocolate Sundays”, a cui partecipava e che a quanto ne so gestiva (almeno in parte) il mio ragazzo e figura storica di downtown OJ aka SlutLust, insieme ad altri creativi molto noti come Telli e Jah Jah dei NinjaSonik, Manolo Rose e Starcity. Per farla breve, si stava esibendo: era la prima volta che sentivo e vedevo Rome suonare e ho capito in quell’istante che era davvero uno di quelli veri, un predestinato. Dopo l’esibizione mi sono avvicinato e gli ho fatto i complimenti per il suo talento, ci siamo subito capiti e da lì in poi siamo rimasti in ottimi rapporti. Poco dopo è partito un cypher e io e Rome siamo rimasti gli ultimi due in piedi, entrambi con un livello lirico avanzato. Ci siamo dati rispetto, il riconoscimento è stato reciproco, ormai ci conoscevamo. Dopo di che siamo rimasti in buoni rapporti, ma è più tardi nella vita che tutto si è incastrato alla perfezione. Sinceramente non sapevo dove ci avrebbe portato il nostro rapporto, ma sono felice che sia rimasto solido fino ad oggi. Un grande saluto al mio Fratello, da allora e per sempre.

Social Club è stata un’altra relazione genuina nata da interessi comuni e rispetto reciproco. Una volta che mi sono connesso con il Social Club a Copenaghen, i pezzi si sono uniti naturalmente. Avevo sempre voluto lavorare con un marchio di abbigliamento/lifestyle e il Social Club mi ha concesso questa opportunità. Dal fare da modello agli spot e così via, ho potuto connettermi con loro e anche promuovere il marchio in più modi.Il Social Club è in ascesa e io sono con loro in questa scalata. Per quanto riguarda Social Misfits, è un collettivo curato da Coach Bombay. Ha messo insieme artisti d’élite per formare un gruppo potente in cui brillano tutti, sia separatamente che come unità. Tanto amore per i Social Misfits e che la grandezza continui a crescere. Infine, tutti i miei momenti in Europa sono stati uno spasso con questi ragazzi e ragazze.Onestamente ho troppi bei ricordi per fissarli a un numero preciso. Ma state tranquilli, c’è sempre spazio per una seconda parte dell’intervista.

Quando ci siamo incontrati durante il tour europeo di Rome Streetz, mi hai detto di essere anche un graffiti writer. Come ti sei avvicinato al writing? Qual è la tua tag, quale crew rappresenti e cosa significa per te personalmente la disciplina dei graffiti?

Esatto, ci siamo conosciuti proprio in Italia. L’avevo menzionato perché ho visto altri rapper che dipingono presenti sulla vostra rivista. Mi ha fatto sentire connesso, e immaginavo che avremmo avuto questa conversazione.

Ho iniziato a fare writing intorno al 2007, ma non sono esploso come vero e proprio writer fino al 2009 circa. Mi sono avvicinato al writing tramite il mio amico Mar, che spingeva la crew CAC (Can After Can). Andavamo allo stesso liceo e mi ricordo che vedevo la sua tag in tutti i corridoi, ero subito curioso di sapere di cosa si trattasse. Quando ci siamo beccati mi ha praticamente spiegato le regole del gioco e da lì non mi sono più fermato. Non ho preso ufficialmente il writing sul serio finché non ho fatto squadra con ragazzi come Nev1; prima di lui, ho ricevuto molta influenza e direzione da tutto il team WATC, H8T, OTU e CSF. Tutti i membri di quei gruppi hanno avuto un ruolo vitale nella mia crescita. In seguito mi sono legato al mio socio Uno, che è il capitano della crew NBT. Posso dire onestamente che dopo che io e lui ci siamo uniti, è iniziato tutto sul serio.

Le crew che rappresento sono molte, ma le mie prime 4 in ordine sono: NBT – Hometeam, ABD – Second in Line WD – Upbringing STS – New Age Loyalty
Faccio parte e sono in contatto con molti altri gruppi, anche forti, ma questi 4 sono le mie basi, è qui che sono diventato quello che sono.

La disciplina dei graffiti non è diversa dalla disciplina della vita. Devi stare sul pezzo, devi essere consapevole, devi stare un passo avanti e devi prenderti quello che è tuo, FINO IN FONDO. Così come ci sono i toy nei graffiti ci sono i perdenti nella vita, impara a tenerli fuori dalla tua strada,eliminali quando necessario. Scrivo SLUE, l’unico e il SOLO. Come Blue ma con la “S”. Who dem Slue Dem!, Slue Money Murder, Slue Magoo, Sluecifer, potremmo andare avanti tutto il giorno, figlio mio. Sanno benissimo cosa significa questo nome.

Raccontaci di più del tuo stile e della tua storia come writer. C’è qualche missione memorabile o azione in strada o in yard che puoi condividere senza “snitcharti” da solo?

Il mio stile è un mix di tutto, ma ad essere sincero, molta della mia influenza è arrivata da artisti come Skuf, Cope2: a livello di “throw-up”, lo stile tagliente come un rasoio di Minus e Gigs sulle lettere dritte e i classici handstyle divertenti ed estroversi di Fresh5 e Few. Il mio stile viene un po’ da ovunque. Ma quelli che ho menzionato hanno sicuramente avuto un ruolo forte nel mio modo di dipingere. Ce ne sono molti altri, ma mi limiterò al fulcro della domanda.

Un momento memorabile per me è stato quando mio fratello Uno, che all’epoca pesava a malapena 65 chili, ha dovuto sollevare di peso uno Slue di 140 chili dal tetto per scendere sui binari della navetta. Un’altra grande serata era qualsiasi notte in cui mio fratello Keazy, NepToon e la squadra distruggevano tutto,cancellando quei fottuti writer spazzatura, ah ah. Ho troppe storie, amico. Picchiare i toy, prendergli gli spray,bombardare fino alle 7 del mattino per poi prendersi un “bacon egg and cheese” (panino con bacon, uovo e formaggio) come simbolo di missione compiuta. Potrei andare avanti per giorni, ragazzo.

Quali sono i tuoi riferimenti fondamentali nella storia dei graffiti e chi sta spingendo più forte oggi a NYC? Dal tuo punto di vista, qual è l’effettivo stato di salute della scena dei graffiti a New York oggi?

I miei riferimenti fondamentali, come già detto, sono: Skuf, Kez5, l’intera crew ACC, Foot, JA,Mista, Earsnot, Running Man (Ave), Dek 2dx, Baby 168, Rasta Cia, Host, Bran, Keeps, e per quanto controverso anche Ader, Raep, Daev21, Smash, BET, Fe, Vfr, Vex, DG, Tetris, Sool, LES, Noxer, Dink,Boner, Pase, Scaf… sono un sacco i tipi che considererei riferimenti fondamentali, ma quelli sono stati quelli che di sicuro mi hanno colpito di più. Sinceramente sono troppi da nominare.nI ragazzi che si stanno dando da fare e che secondo me dovrebbero essere menzionati sono pochi, ma sicuramente Keazy Sts, Flash, Stocker, Time, Rari, mi piace anche quel ragazzo Sokem, sta facendo i suoi giri e ha stile. Spesh, Skam, EOK, Zaver, Panic, Seo, solo per dirne alcuni.

Per quanto riguarda la salute dei graffiti, sinceramente non saprei dirti, ora le cose sono avanzate, la gente si cala dai palazzi in cordata e roba del genere. È un gioco diverso, la maggior parte dei writer al giorno d’oggi non ha davvero stile, si muovono solo in branchi numerosi (la forza dei numeri, immagino). Non posso parlare molto dei graffiti di oggi, ma adoro assolutamente quando qualcuno della mia epoca e di quelle precedenti bombarda la città al volo per ricordare che da queste parti le cose sono ancora attive. È questo che mi gasa, il resto è solo tempo che scorre. Infine, riposate in pace fratelli miei ZEXOR, CAE4, BAK, ZNO, VATO, MAGIC e tutti i bravi fratelli che ho dimenticato, per sempre nel mio cuore, sempre nei miei pensieri.

Sia nella tua musica che nella tua presenza sul palco c’è un’innegabile essenza cruda di New York e una profonda connessione ai fondamenti dell’Hip-Hop. Come senti che la mentalità e l’attitudine dell’essere un writer trasudino nel tuo stile da MC?

Se devo essere onesto, la mentalità è puramente HIP HOP, IO SONO HIP HOP. Sono un MC, bombardo con gli spray,faccio il DJ, la mia conoscenza di tutto questo è superiore, l’unica cosa che non faccio è breakdance, ma la rispetto al massimo, specialmente essendo io stesso indigeno (latino o ispanico per alcuni). La mentalità è hip hop, capisco la tua domanda, ma alla fine per me si tratta solo di lavorare per mantenere la mia parte e interpretare il mio ruolo nel modo più completo e vero possibile. Questo da solo è ciò che restituisce al mondo questa innegabile e cruda essenza di New York. È un mix di grandezza tutto in uno.

C’è stato un enorme dibattito nella comunità dei graffiti riguardo ai commenti fatti da un mogul di BK come Jay-Z nella sua intervista con Rick Rubin, in cui ha affermato qualcosa come che la cultura Hip-Hop ora appartiene quasi esclusivamente al Rap e che i graffiti si sono staccati dal movimento molto tempo fa. Hai seguito questa controversia? Per noi — e per molti altri nell’underground — i graffiti sono in realtà il luogo in cui i veri codici, la grinta e l’attitudine originale dell’Hip-Hop sono preservati nel modo più autentico. Qual è la tua posizione al riguardo? Questa connessione è stata davvero recisa?

Ognuno ha diritto alla propria opinione, alcuni saranno d’accordo, altri no. La mia opinione su tutto questo è che finché avrò respiro nei polmoni e influenza sulle persone, i Graffiti saranno SEMPRE parte dell’Hip Hop. E questa è la MIA OPINIONE, se questo serve a chiarire la situazione su qualsiasi domanda stupida che un rompicoglioni possa tirare fuori. Con tutto il rispetto.

Piani per il tuo futuro? Puoi svelarci qualcosa in anteprima?

Il mio futuro è semplice: più musica, più video, più live, più merch, più fan, più notorietà, più spin, più stream, più featuring, più crescita, più grandezza, più realtà, più dedizione, più guadagni, più successo, più felicità per me e per i miei cari, più soldi veri e una fottutissima valanga di Contanti. Ace SL verso il cielo e oltre, abituatevi. Come diceva KRS-ONE: We only getting better and only better we have gotten (Stiamo solo migliorando e siamo diventati solo migliori). Credeteci!

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