Tag:
Musa
Città:
Barcelona
Nazione:
Spagna

Musa

Ho iniziato a dipingere nel 1989, per le strade di Barcellona, in Spagna. All’epoca, come potete immaginare, una donna che dipingeva era molto rara, le poche che erano attive si notavano molto. All’epoca non c’era la street art e le strade erano molto più pericolose di adesso, quindi era un po’ intimidatorio andare lì e dipingere, ma mi sono innamorata dei graffiti fin dall’inizio. Avevano un qualcosa di magico; non avevo mai provato uno spray prima ed è stato emozionante. L’ho trovato così incredibilmente divertente e difficile allo stesso tempo, quasi come un gioco che non avrei mai potuto vincere.

Devo dire che quello che ho trovato ancora più intrigante e bello è stata la struttura delle lettere. In ogni forma artistica lo stile figurativo è comune, ma non avevo mai visto lettere così intricate e colorate prima. Mi ci è voluto un po’ per capire il significato interiore di cosa volesse dire il wildstyle e molto di più per renderlo uno stile tutto mio. Da quel momento in poi e negli ultimi 30 anni, ho dipinto di continuo in molti festival; non solo nella mia città ma in tutta Europa e anche nel Nord e Sud America.

Mi piacciono i muri che hanno un'anima: i muri imperfetti, i luoghi abbandonati a cui è possibile ridare vita.

Riguardo al mio lavoro e a ciò che mi rende diversa è che sono una delle writer storiche attive; continuo ad evolvere e sviluppare il mio stile, alla ricerca di nuovi modi per progredire. Sono appassionata di lettere e colori. Cerco la mia strada oltre la moda o le tendenze senza rifiutarmi di provare nuove idee. Ho sempre amato il linguaggio dei graffiti e mi affascina poter disegnare intricate lettere colorate e non fingere che siano più di quello che sono.

In generale, non mi piace dare un messaggio perché appartengo a quella generazione che credeva che il messaggio fosse lo stile. In un certo senso il messaggio sono io e il modo in cui vivo. Mi piace che le lettere siano difficili da comprendere per la media delle persone; mi piace che lo spettatore non abbia vita facile; devi andare un po’ oltre per apprezzare la bellezza in una composizione con solo lettere. È a metà strada tra la valorizzazione dell’astratto; ed è quello che sto cercando.

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