Tag:
Robin
Crew:
Lordz Of VetraRNS
Città:
Milano
Nazione:
Italia

Robin

Robin prende in mano gli spray a inizi anni 90’ e con la leggendaria crew milanese dei Lordz Of Vetra, della quale fanno parte altri pesi massimi come Dumbo, Rash, Shampoo, Mind, Panda e Bean, solo per citarne alcuni, contribuisce a scrivere la storia del writing italiano. Nel ‘99 prende parte alla creazione di “Nero Inferno”, storico documentario che ha ispirato generazioni di writer a venire. Oggi lavora a Londra, nel campo degli effetti speciali, anche qui, con risultati eccezionali.

Ero alla ricerca di un nome che fosse facile da ricordare e d'impatto e ricordo che vidi una polaroid fatta da mio nonno di me da bambino vestito da Robin Hood per carnevale. Quella foto era un ricordo speciale perché legata ad un nonno molto speciale e che poi persi poco dopo. Poi mi piaceva l'idea di un personaggio ammirato ma segreto, ricercato ma che la fa sempre franca...
Si, appena ho cominciato, c’erano ste cose di tenersi i segreti, nessuno ti diceva niente. Per esempio c’era chi aveva le chiavi della metro e se le custodiva gelosamente ma non è mai stato nello spirito della nostra crew.
Ognuno voleva essere il migliore e “spaccare” con il suo stile e si avevano idee diverse su come raggiungere questo obiettivo. C’era chi dipingeva solo i treni, chi solo i muri legali, chi riempiva la città di tag, ovvero di firme, chi ce l’aveva con chi devastava la città di firme, chi ricercava solo l’adrenalina…
Queste differenza di vedute creavano molte tensioni che però erano anche il sale della scena milanese. Infatti questi scontri erano estremamente producenti sia per lo sviluppo del proprio stile che per l'evoluzione del movimento, oltre che per la crescita della nostra personalità”.
Noi Lordz eravamo tutti bomber e quindi come crew eravamo davvero ovunque. Su tutte le linee Fn e Fs, Metro, bombings e megablocks in città, ma anche sui muri nei vari hall of fame. Tanto per dire, prima di noi wholetrains a Milano non se n’erano mai visti prima.
A ripensarci eravamo folli, ma faceva parte del mestiere del writer che fa bombing scavalcare i muri, nascondersi nei posti più assurdi, dipingere al buio o in pieno inverno con le mani che si congelano intorno alla bomboletta o respirarti la polvere di vernice degli spray. Questo era il prezzo da pagare, oltre al rischio di denunce, ma se ci permetteva di raggiungere i nostri sogni ne valeva la pena.
Oggi lavoro nel campo degli effetti speciali e dopo anni di duro lavoro sono al top della mia professione. É un lavoro bello e creativo ma molto complesso e ogni giorno è una nuova sfida a creare immagini belle, nuove e accattivanti.
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