Tag:
Secse
Crew:
444ONE
Città:
Treviso
Nazione:
Italia

Secse

Francesco Secse, classe 1981, si avvicina al Writing nella metà degli anni 90, cominciando a dipingere i primi bombings nel ’95. Parallelamente al suo inizio, coltiva da subito la passione per il fotoreporting, immortalando diversi pezzi e si reca in diverse città italiane e meeting di Graffiti, assorbendo così fin da giovanissimo degli esempi eccellenti in materia.

La sua attività si fa più assidua negli anni, e dal 2001 in poi SECSE aumenta notevolmente la costanza sui treni italiani e non solo, attività che proseguirà per gli anni successivi. Tra i suoi vari viaggi visita diverse città Europee come Barcelona, Parigi, Bucarest, Monaco, Lubiana, Zagabria ecc.. e moltissime città italiane, dal nord al sud, Milano, Genova, Torino, Bologna, Perugia, Napoli, Catania, Palermo, Bari, tra le altre.

Parte del suo archivio fotografico è stato utilizzato in diversi progetti editoriali italiani e non solo, su blog o pagine Instagram, nell’ottica di documentare e ricostruire determinati periodi del movimento. Sempre nell’ambito della documentazione storica, dal 2012 collabora con il free press trimestrale Salad Days, facendo interviste di approfondimento ai Writer della scena italiana (e qualcuno dell’estero).

Ora come ora però non mi sento di parlare di cultura Hip Hop e Graffiti come una cosa connessa, le cose ormai sono molto slegate, che questo piaccia o meno è però un dato di fatto dei tempi odierni. Ci sono rapper che non hanno la più pallida idea di chi siano certi Writer (anche storici) e conoscenze vaghe in merito ai Graffiti, e viceversa moltissimi Writer non ascoltano (o non hanno mai ascoltato) nulla di appartenente alla scena Hip Hop

Ha dato il suo contribuito anche in altre riviste e progetti come talk o web talk. Con la volontà di contribuire allo sviluppo della scena, ha organizzato i più grandi eventi di Writing nella storia della sua città, Treviso. Attualmente sta lavorando al libro che racconta i 25 anni della sua storia di Writer.

I miei pezzi sono un connubio di forme squadrate e rotondeggianti, e forse questo li distingue, rendendoli un po’ più “caretteristici” e meno scontanti di altre cose. Di solito ti aspetti un pezzo tutto tondeggiante, senza angoli, o viceversa tutto squadrato, invece nel mio caso trovi entrambe le forme, e questo toglie loro un po’ di staticità e di ovvietà.
Credo che la gente dovrebbe essere portata a ragionare in modo meritocratico e conoscere la differenza tra street art e Writing. Non sono un hater della street art, ma va sottolineato il fatto che sia una cosa diversa dai Graffiti e che però grazie a questi ultimi abbia ottenuto lo spazio e la “dimensione” che gli viene riconosciuta oggi...
Una parte importante, anzi fondamentale, della mia formazione la devo anche ai viaggi. Nel settembre del 1994 andai a Milano e rimasi folgorato dalle murate in zona Ortica, hall of fame dei CKC-UAN-TKA e ZONA 13, il livello era altissimo e vederlo all’età di 13 anni fu sicuramente un bello stimolo ed esempio, anche perché a Treviso, c’era una scena molto “robusta”...
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