Intervista a Ans: “L’essenza dei Graffiti sarà sempre illegale e in strada”.

Il writer del Cile, ANS, ha raccontato a ThrowUp Magazine di come ha iniziato a dipingere, della scena dei graffiti cilena e dell’essenza “illegale” di questa cultura.

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Ciao Ans, è un piacere poterti intervistare! Raccontaci come ti sei avvicinato alla nobile arte del writing e alla cultura Hip Hop. Da dove nasce il tuo nome d’arte? E quali sono le tue crew di appartenenza?

Allora, i graffiti sono entrati nella mia vita nel 1999 quando ho visto mio cugino dipingere, disegnavamo sempre cartoni animati e cose del genere ma viveva in un quartiere dove la scena era piuttosto forte e aveva rapporti stretti con persone che erano già attivi nella scena. Il mio nome è nato dal mio vero nome Andres, semplicemente rimuovendo le lettere al centro. Attualmente appartengo alla FLC (Cile) / Panico crew (Brasile) e SBC crew (Brasile)

Puoi raccontarci qualcosa di più sulle tue origini e sul posto da dove vieni? Com’è visto il graffiti writing nella tua città?

Ebbene, io sono cileno, nato nella città di Santiago del Cile. Ho 38 anni e ho 2 bambini (Tomas e Lucas). Nella mia città i graffiti stanno diventando sempre più popolari e molte persone considerano i graffiti come una possibilità per vivere immersi nella street art. Ci sono più persone che vogliono dipingere la loro casa, edificio, ecc. Stanno prendendo sempre più piede di giorno in giorno perché danno colore a una città grigia.

Com’era la scena in Cile quando hai iniziato tu, rispetto ad ora? Cos’è cambiato ?

In realtà è cambiata molto; la scena dei Graffiti si è totalmente rinnovata. Ci sono persone della vecchia scuola che dipingono ancora ma oggigiorno ci sono sia persone esperte che nuove che si completano a vicenda. Abbiamo sempre più ricordi e anche gli spray che in passato erano difficili da trovare oggi invece ci sono 360 / Montana / Belton ecc. E abbiamo anche un fantastico spray prodotto a livello nazionale che è Motta paint.

Come definiresti il tuo stile e com’è evoluto negli anni?

Il mio stile è il wildstyle perché sono uno che ama le lettere. All’inizio disegnavo lettere più rotonde ma negli anni mi sono evoluto utilizzando più frecce e allungando le lettere, ma è nella scelta delle colorazioni che penso di aver trovato il mio marchio di fabbrica….

Quali sono i supporti e le tecniche che preferisci utilizzare oltre alle murate? 

Penso che lo spazio sia abbastanza ampio poiché c’è sempre qualcosa da dipingere su muri, quadri, automobili, ecc. Puoi sempre dare vita a qualsiasi superficie con i Graffiti. Dipingere non ha limiti.

Che sensazioni provavi quando dipingevi i treni? Ti capita ancora?

Penso che sia una delle esperienze con più adrenalina, dal momento che realizzare un pezzo senza essere scoperti non ha paragoni. È qualcosa di incredibile. In passato ho avuto la possibilità di dipingere diversi treni e lo rifarei ancora e ancora. È qualcosa di emozionante e l’ultima volta è stata 2 mesi fa…

Secondo te qual’è la cosa più importante che ti ha dato il writing? E invece pensi che ti abbia anche “tolto” qualcosa?

Per me i graffiti, mi hanno dato tutto, mi amano, mi hanno fatto conoscere tanti Paesi, ho incontrato persone incredibili che considero una famiglia e questo è il massimo che una persona possa ricevere in termini di amicizia e affetto. Amici che sono separati da migliaia di chilometri ma che di tanto in tanto si possono ancora vedere. L’amicizia è sempre legata ai graffiti; questa è la mia grande famiglia.

Quali soddisfazioni vorresti ancora poterti togliere nel mondo dei graffiti? E quali sono i momenti più memorabili del tuo percorso in questa disciplina?

La gratificazione più grande è aver potuto dipingere con la FX crew. Quando ho iniziato a dipingere, guardavo un magazine e la FX crew era quella che appariva in tutte le riviste di Graffiti di quel tempo. Ho molto rispetto in generale per quei writer; hanno tutti una storia dietro dove c’è impegno e perseveranza.

Secondo te perché in molte parti del mondo il writing è cosi duramente represso e non è compreso il contributo sociale che, invece, potrebbe dare?

Credo che i graffiti nascano da un concetto di illegalità, perché quando sono legali non è la stessa cosa. Come dicevo prima, oggi ci sono molte aziende che pagano per murales o graffiti, ma l’essenza illegale è quella della strada che non si perderà mai.

Che consigli daresti ad un ragazzo che si avvicina oggi al graffiti writing?

Il miglior consiglio che posso dare è di dipingere perché ti piace farlo, dedicandoci tempo e perseveranza, e non perché ti aspetti qualcosa in cambio.

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