Intervista Wubik

Wubik, un veterano al passo coi tempi

Wubik, colonna portante del writing in Italia, racconta il suo amore per questa Cultura con l’entusiasmo di un esordiente e l’esperienza di un veterano.

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Ciao Wubik, raccontaci del tuo nome d’arte, com’è nato?

Il mio primo pezzo ho scritto Miky, ma poi, visto che un mio amico mi chiamava come il mio cagnolino, UBI, ho iniziato a scriverlo. Ben presto mi son stufato di tre lettere ed ho aggiunto la “w” e la “k”

Quali sono i tuoi primi ricordi di quando ti sei avvicinato a questo fenomeno?

Ho iniziato tardi, questo perché a Torino non c’era una scena così forte da farmi innamorare e capire cos’era il writing. Per fortuna conobbi Dank che mi spiego’ tutto su questo magnifico mondo. Ignoravo totalmente l’esistenza di tanti elementi che giravano attorno a questo fenomeno come le fanze, i tappini, gli spray particolari i throwup, i pezzi, i blocchi, le hall of fame, le crew, gli stili, le jam, i treni e le yard… E così entrai subito nella NSC con Paok, Moik, Over e Klaus.

Quando hai iniziato, era molto più complicato reperire informazioni sul mondo del writing? Dove trovavi i materiali per dipingere? Quando e come hai conosciuto persone legate dalla tua stessa passione?

Eh si, era difficile a Torino… Pensa che il mio primo pezzo l’ho fatto con i mini spray per automobili. Spesi 80 mila lire, compravamo le Happy Colors o le Rituchin… un paio di volte siamo andati dalla sciura a Milano… i tappi li compravamo  da “Corrado” in Piazza Castello… Poi arrivarono le Dupli Colors e in seguito Jaman aprì finalmente un graffiti shop in centro: si chiamava Xcoast.
Nel ‘96 dipingemmo ad una jam a Carmagnola e lì conoscemmo un bel po’ di writers tra cui Dumbo (che scriveva Waeze), Robin (che ci invitò a Milano), Haereo, Panda di Roma… C’era anche Left Side, Spider aka Wens, Riso e molti altri. Insomma, da lì iniziò una bella storia 🙂

Qual’è la tua fonte di ispirazione quando dipingi?

Negli anni ho cercato di imparare molte tecniche e molti stili, non mi sono mai legato ad uno stile da ripetere all’infinito perché mi stufo presto, l’ispirazione dipende da vari fattori come il tipo di muro o dai colori che ho, oppure dai personaggi

Qual’è stato il momento in cui ti sei accorto di aver un talento particolare e di essere parte della scena del writing a tutti gli effetti?

Non esiste né un momento, né la presunzione di far parte della scena. Diciamo che da quando ho iniziato a girare per le jam e conoscere tantissimi writers italiani mi son accorto di quanto sia gratificante avere tanti amici con la mia stessa passione

Hai una crew di appartenenza ?

La prima è stata appunto la NSC (Non Siamo Cambiati / Navigatori Senza Carte) che fusi poi con gli ABC nella TOT CREW (con Wens, Enak, Piove, Kusko, Sir2, Reser, Cane57, Swen). Nel 2005, con piove, Paok, Dank, Kora e Bans formammo la BOC (Back on Crime / Beat of City / Brucia ogni Confine / Bastone o Carota / Barba o Capelli, etc…)

Quali sono i passaggi importanti del writing, regole, comportamenti ed evoluzioni dello stile che dovrebbero essere tramandati?

Mi hanno insegnato che la prima regola è il rispetto per quelli che pittano da prima di te. Poi naturalmente non copiare lo stile, il rispetto delle yard altrui… Penso di non aver mai scazzato per ste cose. È importante conoscere queste regole non scritte, ma devi aver la fortuna di aver un maestro che te le spieghi, io nel mio piccolo ho sempre cercato di tramandarle ai più giovani.

Raccontaci chi è Wubik oggi. Cosa è cambiato? Qual’è il tuo stile di vita di tutti i giorni?

Il fatto di non essermi sposato come quasi tutti i miei soci ha fatto sì che continuassi alla mia età a girare l’Italia per jam ed eventi vari, anche se ho altre passioni che vorrei praticare più spesso, sto dipingendo parecchie tele e farò meno graffiti in futuro mi sa :). Lavorando ho solo il week end libero…

Che evoluzione hai potuto notare nel Writing durante questi anni? Hai notato un cambiamento? Il tuo stile, invece, come si è evoluto nel tempo?

Ho una collezione infinita di fanze e ogni tanto ne apro una e mi accorgo di come gli stili si sono evoluti: pezzi che all’epoca mi facevano impazzire ora li trovo vecchi e facili, ma questo è nel normale fluire delle cose. Ci son writers che hanno dato delle botte pazzesche nella scena mondiale e internet poi ha fatto il resto… si è velocizzato tutto ed io non sono immune dal prendere ispirazione ed idee. Non mi son mai impantanato negli stili e nelle tecniche passate, anche se questo comporta andar dietro la “moda” del momento. Cerco il divertimento… per far pezzi vecchi sto a casa a suonare o vado a farmi un giro nelle langhe in moto 🙂

Cosa ci puoi dire delle sensazioni che raggiungi e dell’adrenalina di quando entri in una yard per disegnare un treno?

L’emozione che si prova non è uguale per tutti. Non mi piace, per esempio, quando la situazione è troppo “pesa”… Non sono un trainbomber anche se all’inizio abbiamo spinto molto dalle nostre parti… L’atmosfera che si respirava dentro… il silenzio, le luci, il rumore degli spray e l’orecchio teso a sentire rumori lontani… E poi il giorno dopo partiva la caccia al pannello 🙂

 

 

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