Tag:
Miedo12
Crew:
BNVogans
Città:
Valencia
Nazione:
Spagna

Miedo12

Nato a Valencia nell’81, inizia a dipingere intorno al ‘98, disegnando dapprima solo personaggi, per poi specializzarsi nel lettering. Membro delle crew Bn e Vogans, Miedo12 cerca un perfetto equilibrio tra personaggi, lettere e fondali che interagiscono in modo tale che tutto formi un insieme unico. A volte i suoi pezzi raccontano una storia, altre volte si tratta di una composizione basata semplicemente sulla forma. La sua motivazione durante i primi anni era fuggire dalla realtà, riflettere l’odio e la frustrazione dell’adolescenza. Oggi ciò che lo spinge è la voglia di ricercare nuove esperienze e conoscenze personali, attraverso viaggi e incontri con writer diversi.

Il tema delle opere così come le sue competenze evolvono e cambiano con il tempo anche se la sua priorità è sempre stata quella di raggiungere un tratto più fine possibile senza la necessità di trucchi o schemi. Un aspetto che ancora oggi considera una caratteristica distintiva rispetto ad altre discipline.

Ciò che faccio lo faccio per me, ecco perché sperimento senza sosta… A volte funziona, a volte no…
Mi sono avvicinato alla Cultura del writing mosso da un sentimento adolescenziale di ricerca d'identità. Volevo essere rispettato dalle persone del mio quartiere: i writer erano visti un po' come dei super-eroi
Di tutti i miei amici sono stato l'ultimo a iniziare a dipingere, facevo skateboard tutto il giorno e ascoltavo anche punk e trash metal. Quindi non mi identificavo molto con il movimento dei graffiti e del rap.
Il mio nome d'arte è nato perché ritenevo molto importante che avesse un significato. Non volevo che fossero lettere a caso…”Paura” in spagnolo si dice Miedo. Ho deciso poi di tenerlo anche per una questione di equilibrio estetico; la M è simile a una E sdraiata.
Il 12 è una questione di superstizione; è un numero che è sempre stato presente. Quello che mi dà molto fastidio è che gli sponsor delle mostre non lo scrivono. Mi chiamo MIEDO12 non Miedo!
Un giorno, per noia, un amico (MIVE) mi chiese se volessi andare a dipingere un treno. Allora disegnavo solo fumetti, ma risposi... perché no? La mattina ebbi un incidente con il motorino e il pomeriggio stesso andai a dipingere. La prima volta che presi in mano gli spray fu per fare un treno, e fu quasi l'ultima!
Provai a scrivere delle lettere sul treno, copiando da una fanzina. Il risultato fu orribile, come previsto. Le lettere erano talmente scarse, che decisi di migliorare me stesso, in modo da non essere lo zimbello dei miei amici e del mio quartiere.
Ho conosciuto parte dei BN a Valencia, grazie a ROMPE, che venne a vivere in città. In estate DOSHER è venuto a fare visita a Rompe e pochi mesi dopo è tornato con REBEL. Non ricordo le date esatte ma quando arrivava l'estate una parte di BN si fermava sempre a Valencia.
Nel 2005 c'è stato un declino importante dei graffiti nella mia città, c'erano solo risse e writer che si crossavano, quindi volevo andarmene da lì.
Rebel invitò me e la mia crew a partecipare alla mostra che aveva organizzato con i BN. Lì ho potuto vedere SODA, SMASH, WOW, AKUt, Cruze, Dumbo, BOOST…. Per me era fondamentale vedere quell'ambiente, poter vedere i miei idoli dipingere, vedere i writer che avevo visto solo sulle riviste, le loro abilità e capire anche che potresti dipingere, avere un lavoro e un futuro mi ha aperto la mente.
Nonostante gli anni passino, vedrò sempre i BN come la crew che mi ha dato tutto e come i miei mentori. Ovviamente niente di tutto ciò sarebbe successo se non fosse stato per Rebel e Rompe che in seguito si sono uniti alla crew nel corso degli anni.
Le principali differenze che ho visto tra la scena spagnola e quella italiana erano le dimensioni. Architettonicamente, la mia città non aveva mura così grandi.
In termini di caratteristiche estetiche, sono passato dal deformare molto le lettere e mettere molte linee di contorno non necessarie a un tentativo più minimalista, passando attraverso una copia di strutture classiche degli anni '90 a un wildstyle con un punto di equilibrio intermedio.
La verità è che non ho mai dato importanza al disegno, fino a quando non ho finito la mia laurea. Metto il disegno di personaggi e le pezzate allo stesso livello. Per la mia cerchia familiare, i miei insegnanti, amici o ex partner, disegnare lettere o personaggi che non fossero autoritratti o riproduzioni realistiche, era una perdita di tempo e significava che non avrei mai avuto un buon lavoro in futuro...
Per il resto del mondo al di fuori dei graffiti ero un perdente. Quindi ho sempre disegnato in segreto. Lo dico perché è stato solo quando ho deciso di iscrivermi a un laboratorio di fumetti di quartiere che ho capito cosa mi piacesse disegnare. Avere tempo per me stesso è stata una rivoluzione...
Chi mi conosceva in quel momento, ogni volta che arrivavo in una casa, prendevo una penna, un pezzo di carta e cominciavo a disegnare per ore e ore...
Quando passo il tempo senza dipingere, divento triste e mi sento molto vuoto. Ho bisogno di dipingere su un muro o la mia testa inizia a concentrarsi su mille pensieri.
Concentrarsi su una carriera artistica va di pari passo con la creazione di un prodotto che il mercato o la società accetta e apprezza. I miei graffiti sono per me, quindi non mi interessa se al mercato non piace, perché per avere approvazione posso sempre fare tele, piatti colorati e inventarmi qualcosa di noioso.
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