Alla scoperta di Alpha Wann: una carriera tra Hip-Hop, streetwear e spirito self-made.

Dal rap classico con la crew 1995 fino al recente successo mainstream di Don Dada mixtape, il culmine di un progetto imprenditoriale che trova successo nel campo della musica e dello streetwear. Un percorso iniziato nella periferia meridionale di Parigi che ha come filo conduttore uno dei repertori tecnici più ricchi di tutta la scena rap d’oltralpe.

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1995 e doti tecniche fuori dalla norma: le origini di Alpha Wann

Nato nel 1989 nel 14 arrondissement di Parigi da genitori di origine guineana, Alpha Wann muove i primi passi nel mondo dell’hip hop già da bambino. Immerso nello stimolante clima del suo quartiere multiculturale, entra da subito in contatto con gli amici con cui condividerà prima l’amore per il rap poi il successo nell’underground. 

Areno Jazz, Sneazzy, Fonky Flav’ e Nekfeu saranno i primi compagni di viaggio con cui darà vita alla crew 1995, il primo gruppo in cui Alpha Wann dimostrerà le proprie capacità al microfono. 1995 è un chiaro riferimento all’anno d’oro del rap francese che ha influenzato i vari componenti della crew, ammaliati dai classici firmati IAM e Les Sages Poètes de la rue. La Source, il primo  EP ufficiale pubblicato nel 2011, otterrà da subito un successo inaspettato, raccogliendo ottimi feedback nella scena parigina e nazionale.

 Durante lo stesso anno vedrà la luce l’EP realizzato in compagnia del collega Nekfeu, En Sous-Marin, tuttora uno dei progetti più apprezzati dalla fan base e dai nostalgici del genere che prevaleva dieci anni fa . Durante l’anno successivo, nel 2012, verrà pubblicato Paris Sud Minute: unico e ultimo album ufficiale del gruppo parigino e spartiacque decisivo per il suono che verrà proposto nella scena gli anni successivi. In questi anni di gavetta e sperimenti, l’artista di origini guineane si affermerà come uno dei rapper più validi dal punto di vista tecnico, rendendo riconoscibile il proprio stile attraverso testi e flow unici.

Il marchio Don Dada e la serie “Alph Lauren”

Prima di dare il via al proprio percorso solista, Alpha Wann svilupperà parallelamente alla musica la propria passione per la moda trasmessagli dal padre. Nel 2013 fonderà Don Dada: marchio in ascesa nel panorama dello streetwear e vera e propria etichetta discografica indipendente. Il nome da cui è nato il progetto prende ispirazione dalla Giamaica, in cui il termine Don Dada viene utilizzato per descrivere una persona particolarmente rispettata. Nel 2014, sotto la propria etichetta, verrà pubblicato il primo EP della sua carriera solista. Si tratta di Alph Lauren, progetto sperimentale nato dalla chiara ispirazione al noto brand americano. 

L’esordio, seguito gli anni successivi da Alph Lauren 2 e 3, segna una chiara evoluzione nello stile del rapper parigino, aggiornato con nuove sonorità contemporanee ma sempre riconoscibile grazie ai suoi flow incalzanti.

Une Main Lave l’Autre: il primo album solista ufficiale 

Se la trilogia Alph Lauren ha permesso ad Alpha Wann di affinare la propria  tecnica, il 2018 segnerà l’affermazione definitiva nella scena e la dimostrazione delle capacità liriche di un vero e proprio predestinato. Il progetto in questione, Une Main Lave l’Autre, racchiude tutte le peculiarità stilistiche dell’ex 1995, abile più che mai negli esercizi di stile conditi da assonanze e allitterazioni. Il disco non contiene alcuna hit radiofonica, pochi ritornelli ma sicuramente tanta personalità e più contenuti rispetto ai progetti passati.

 UMLA propone a questo proposito tematiche sociali delicate come l’alienazione sempre più marcata nelle cités francesi. Un percorso di 17 tracce che oscilla tra egotrip e introspezione senza mai abbandonare il repertorio tecnico che ha contraddistinto il rapper negli anni. Data la mancanza di appeal commerciale, il disco non otterrà particolare successo a livello mainstream, ma riceverà ottimi feedback dagli appassionati del genere candidandosi a diventare un classico della seconda decade degli anni 2000. Un desiderio di riportare il rap al suo vecchio splendore che a molti sarebbe potuto sembrare, dal punto di vista commerciale, quasi suicida. Quasi, dato che l’autenticità, alla fine dei conti, ripaga.

Don Dada Vol.1: il mixtape dei record e la definitiva consacrazione

Con l’ascesa sempre più inarrestabile, in concomitanza alla crescita dell’etichetta Don Dada, arriva il momento di coronare il successo del percorso commerciale e musicale con un album di impatto anche a livello mainstream. Don Dada Vol.1: il primo mixtape pubblicato a fine 2020 sotto l’etichetta indipendente del rapper, non è soltanto una banale compilation di artisti con  hype, bensì la dimostrazione concreta di un suono ben definito che appartiene a una certa scuola di rap. 

L’impostazione del disco, particolarmente cupo per quanto riguarda le produzioni e l’approccio dei rapper presenti, si ispira a sonorità moderne tendenti verso la trap, ma non abbandona i loop del classico boom bap, presente in varie tracce del disco. Una filosofia che sposa il motto del nessun compromesso per creare un sound che funziona e che convince tutti, dimostrando che la qualità della musica è l’unica strategia vincente per il successo.

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